BUON NATALE 2012

Buon Natale a tutti voi! Oggi il post è dedicato a me! colazione NataleSì, ho bisogno di augurarmi un Buon Natale! E per farlo mi sono fatta offrire una super colazione dall’amica Antony. La ricetta è sua. Grazie Antony della ricetta e della colazione natalizia. Una tisana di zenzero completerà la mia colazione: hot lemon ginger water, come è in uso in India. Il mio regalo di Natale al blog è uno dei miei racconti natalizi che sono diventati ormai una tradizione.
Andando con ordine, ecco la ricetta:

pigne di fiocchi di cereali integrali e cioccolato

Ingredienti per circa 20 pigne:

– 200 g. fiocchi di cereali integrali (mais)

– 200 g. cioccolato fondente

– zucchero al velo q.b.

– 20 bicchierini di plastica da caffè (quelli piccolini)

– qualche rametto di abete e qualche ribes rosso per guarnire il piatto

Procedimento:

fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato e lasciatelo intiepidire un poco. Nel frattempo preparate i fiocchi cereali in una ciotola capiente. Unite il cioccolato e mescolate delicatamente con le mani (in questo modo i fiocchi si manterranno integri). Fate in modo che quasi tutti i fiocchi ricevano un poco di cioccolato, (questo infatti fungerà da assemblante). Riempite i bicchierini fino all’orlo in modo grossolano, senza pigiare i fiocchi che devono conservare degli spazi d’aria per simulare l’aspetto di piccole pigne. Riporli in frigorifero. Guarnite un piatto con qualche rametto d’abete fresco e posizionate le pigne che avrete tolto dai bicchierini con una piccola pressione. Aggiungete qui e la qualche lampone, spolverate la composizione con un poco di zucchero al velo simulando la neve che imbianca gli abeti a Natale. Riponete al fresco

Una pasta al forno al chilometro zero.
Natale era arrivato. La città sembrava deserta, per le strade non 
passava un’auto, sui marciapiedi nessuno. Sembrava una città 
fantasma. E pensare che poche ore prima era il caos della vigilia:
code infinite ai semafori, uomini e donne alla ricerca dell’ultimo
regalo. E poi il suono delle campane alla fine della Messa di 
mezzanotte e qualche botto annunciava la nascita tanto attesa. 
Solo verso le 11.00 i pionieri uscivano dai portoni con le 
mani cariche di pacchetti regalo, e borse che poco nascondevano 
contenitori per cibo. Si dirigevano verso le auto posteggiate, 
aperti i bagagliai infilavano accuratamente le bottiglie di vino 
e spumante, i panettoni e si avviavano verso le mete di ritrovo 
famigliare per condividere il pranzo dell’anno. E’ così che le 
famiglie si riuniscono: uno a casa dell’altro. Parenti vicini e 
lontani che nel dì di festa ritrovano il piacere della cucina, 
quasi sempre della tradizione di famiglia. La nonna aveva 
preparato la pasta al forno, tanto richiesta dai nipoti. Lo zio
Roberto era andato a prenderla a casa, aveva sistemato la teglia
preziosa nel bagagliaio dell’utilitaria e la nonna si era seduta
di fianco al sedile del guidatore. Pensando:
-Speriamo di non dimenticarcela!
Sotto casa, con il motore già accesso, la multipla li aspettava. 
Al volante la moglie Chiara, e i quattro figli sistemati sui loro
seggiolini di sicurezza. Salirono anche la nonna e lo zio Roberto,
in gran fretta. Non si arriva tardi al pranzo di Natale! Per loro 
era una sfida, già che con tutta la truppa da sistemare, 
erano noto il loro proverbiale ritardo in tutta la famiglia.
-Ah, no! Questa volta si erano organizzati benissimo! Avrebbero
stupito tutti quanti per la loro puntualità.- pensava Chiara, 
orgogliosa di come era riuscita a sistemare la sua prole in tempo. 
La nonna intanto pensava che forse avrebbe fatto bene a ricordare 
al genero di prendere la teglia, ma era Natale, almenoa Natale 
dove fidarsi dello smemorato. Mentalmente Chiara ripassava il 
programma organizzativo della giornata. Il programma prevedeva:
1. accompagnare la nonna a casa della sorella dove avrebbe 
passato il Natale insieme ai nipoti e alla pronipote.
2. dirigersi verso S.Donato a casa dei suoceri.
Sì, la famiglia si era fatta troppo grande per poter stare 
assieme tutti quanti perciò, quell’anno, si sarebbero divisi così. 
L’auto si avviò, prese l’imbocco della tangenziale direzione 
nord-est. Arrivarono puntuali ma, quando la nonna scese dall’auto, 
si ricordarono di aver lasciato il piatto forte del pranzo 
nell’auto posteggiata sotto casa.
-Ecco. Lo sapevo, io.- disse la nonna che non poteva Natale o no, 
stare zitta. Occorreva tornare indietro e recuperare la teglia. 
E così parcheggiata la nonna, invertirono la rotta e si diressero 
di nuovo verso la periferia sud milanese. 
I bambini cominciarono a lamentarsi, stufi di stare in auto, 
della fame. La mamma al volante cercava di contenerli e calmarli. 
Arrivarono sottocasa, fu recuperata la pasta al forno e di nuovo 
via, verso la tangenziale che a quell’ora era trafficata quasi 
come un lunedì mattina. Nell’altra casa erano già tutti seduti 
al tavolo e la fame, davanti alle tartine al salmone 
dell’antipasto, era difficile da tenere a bada. Il cellulare 
dello zio Paolo suonò:
-Ciao! Buon Natale! Ho con me la pasta al forno! Vieni al parcheggio 
di Cascina Gobba che te la passiamo. Noi siamo in ritardo.- 
con voce concitata lo zio Roberto metteva in atto il programma 
di salvataggio. Infatti, un’altra casa era in attesa degli ospiti. 
Altri bambini piagnucolavano di poter mangiare e le tartine di 
gelatina si stavano lentamente afflosciando. E un’altra donna 
scuoteva la testa pensando al figlio, sempre così distratto.
-Ok! Fra quanto?
-20 minuti! Credo.
E così lo zio Paolo prese l’auto e si diresse al parcheggio. 
Impostò il navigatore satellitare: chilometri 20 all’arrivo! 
Quando il navigatore segnalò il chilometro zero fermò l’auto. 
Scese e attese. Si ritrovò nel pieno di una festa Rom. Una porchetta 
gigantesca girava lentamente su un fuoco a legna. 
Donne e uomini vestiti con i loro caratteristici abiti sgargianti 
cantavano e danzavano. Un ricco banchetto era stato organizzato. 
Lo zio Paolo rimase li a guardarli e ad aspettare al chilometro zero 
l’arrivo del primo piatto. 
Birra e vino, musiche, un’allegria coinvolgente. Qualcuno vedendolo 
gli fece un cenno d’invito. Un’attimo di esitazione, e la multipla 
arrivò. La teglia ancora una volta cambiava di auto, questa volta 
fu stistemata con onore sul sedile davanti.
-Auguri! Auguri!
-Buon Natale!
E di nuovo, le due auto si allontanavano in direzioni opposte. 
Quando arrivò a destinazione fu accolto come un eroe, un grande 
applauso e il pranzo di Natale poteva iniziare.

Vi lascio con le parole di “Natale allo zenzero”- Elio e le storie tese.

Natale allo zenzero
Presepe allo zenzero
tanti auguroni allo zenzero
stappare lo zenzero
brindare allo zenzero
gridare fortissimo zenzero
Regali allo zenzero
vacanze allo zenzero
Gesù bambino di zenzero
dolciumi di zenzero
canzoni allo zenzero
Bianco Natale allo zenzero

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1 Commento

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    1. torta dolce di zucchine | broccolo&carota

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