PastaMore

C’è chi ha classe e chi no! Gaia oggi ha il vestito color scalogno, e le tagliatelle s’intonano benissimo! Sembra fatto apposta ma non lo è 🙂 !!

Osservate con quale abilità sbuccia lo scalogno, chiedendomi:

– Nonna, cos’è la scalogna? –

– È quando non sei molto fortunato! –gaiascalogno2

– Io sono fortunata, perché posso sbucciare lo scalogno con te! –

Perfetto! Io odio sbucciare scalogno, aglio e cipolla!

– Perché io non posso mangiare il latte, lo yogurt come i miei compagni. Io mangio sempre la polpa di frutta all’asilo. Neanche il formaggio. –

– Anch’io non mangio il latte, lo yogurt e il formaggio. Bevo il latte di riso, di soya. Sono buoni, solo che i tuoi amici non lo sanno.

– È vero! –

– Adesso ti faccio assaggiare un latte buonissimo che non conosci. –

– Cos’è? –

– È il latte di mandorla. È buonissimissimo! -.

– È proprio buono, nonna! E questo i miei amici non lo bevono. –

– Devi dirlo ai tuoi amici che ci sono anche altre cose buone da mangiare che loro non hanno mai assaggiato. Noi abbiamo più cose buone da mangiare.

– È vero, nonna!

A quella frase ho strabuzzato gli occhi: l’avevo già sentita tanti anni fa. Le parole erano diverse ma il loro sapore era lo stesso. Mia figlia Valeria mi faceva sapere che i suoi pasti erano diversi da quelli degli altri bambini. A tre anni ci si accorge della diversità: gli amici hanno regole differenti in famiglia, giocano con giocattoli che tu non hai, soprattutto mangiano cose che tu non puoi mangiare. È arrivato il momento dei confronti, comincia la lunga fase in cui si desidera fare quello che fanno gli altri perché si teme l’essere differenti, e di conseguenza non appartenere ad un gruppo. La famiglia ha un ruolo fondamentale nell’insegnare il rispetto per le differenze, l’esempio nelle azioni è lo strumento che permette di crescere senza sentirsi esclusi. In tutto questo c’è la prima consapevolezza di sé: chi sono, come sono, come gioco, cosa mangio. Cercare di rendere la diversità una risorsa per un confronto: sapere che tu mangi alimenti che altri non conoscono, che non hanno mai assaggiato e di cui non possono apprezzarne la bontà. Si diventa grandi un giorno dopo l’altro, una scoperta dopo l’altra.

pastamore1

tagliatelle alla mora

Ingredienti per una nonna, una mamma e una bimba:

-160 g. tagliatelle di mais o di kamut

-150 g. di more3-more

-1 scalogno

-2 cm. di radice di zenzero fresca

-50 g. di latte di mandorla non zuccherato

-3 foglioline di menta

-olio q.b.

-sale q.b.

Procedimento:

lavare le more. Sbucciare lo scalogno e lo zenzero: affettarli sottilmente. Lavare le foglioline di menta. In una padella versare l’olio e aggiungere lo scalogno e lo zenzero fresco. Mescolare e aggiungere le more. Tenetene da parte qualcuna per la decorazione del piatto. Aiutandovi con un cucchiaio schiacciatele sempre mescolando e aggiungete il latte di mandorla. Salate. Intanto cominciate a far bollire l’acqua per la pasta, poi salatela. Le tagliatelle cuociono in pochi minuti. Travasate il sughetto in un recipiente alto in modo da poterle frullare con l’aiuto del mixer. In questo modo si ottiene una salsa senza i fastidiosi semini delle more. Rimettete tutto nella padella. Quando le tagliatelle saranno cotte al dente, scolatele e versatele nella padella, fatele saltare, aggiungete la menta.

Il piatto violetto è pronto! Impiattate aggiungendo qualche mora di decorazione. Buon appetito!!

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Anche questa ricetta Mangiarbenepartecipa al Salutiamoci del mese di agosto dove i frutti di bosco sono i protagonisti. Ancora un grazie a Brii che ci ospita.

7 commenti

  1. Vale

    Questa ricetta è proprio SUPER!!! Buonissima, da fare e rifare!!!

  2. I bimbi sono fantastici, le loro domande sono sempre di un pertinente…

  3. iniziamo dalla ricetta…particolare e molto buona!per quanto riguarda le tue considerazioni sulla diversità ed il resto…non posso che concordare con le tue parole.Noi grandi dobbiamo prima imparare poi insegnare che la diversità è un bene, che ci arricchisce.Il bello è proprio che ogni persona è un piccolo mondo a sè.L’omologazione e l’appiattimento sono la morte della cultura e della personalità.io non me ne sono mai preoccupata di sentirmi diversa.Ciao

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  1. riso rosso con salsa allo scalogno e topinambur | broccolo&carota
  2. il colore viola: vellutata di cavolo cappuccio rosso | broccolo&carota

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