happy hour con lo scarto: frittura di baccelli all’indiana

Vi ricordate la mia insalata di farro con gli asparagi, i piselli e le fave? Vi ricordate quanto scarto c’era nel pulire i piselli e le fave?

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Sapete cosa potete organizzare con i baccelli delle fave e dei piselli? Un simpatico happy hour con i vicini di casa! Riuscirà perfettamente se non racconterete subito di aver cucinato “immondizia”!  Loro cercheranno, conoscendovi vegana, d’indovinare quale verdura avete pastellato e fritto… voi non cedete, restate sul vago anche quando si spingeranno verso verdure extraeuropee non ben definite… – Sarà una delle tue stranezze indiane…- qualcosa d’indiano c’è davvero ma non sono le verdure… poi, quando avranno i baffi ancora sporchi di pappa e la pancia piena, con grande disinvoltura direte: – Avete mangiato i baccelli di fave e di piselli!- Non potranno più dire nulla sul vostro cibo di recupero se non un meravigliato: -Come li hai fatti? Sono veramente buoni! E chi l’avrebbe detto?-

frittura di baccelli all’indianabacellifavepiselli7

Ingredienti:

-baccelli di fave bio

-baccelli di piselli bio

-225 g. di farina di ceci

-1 cucchiaino di peperoncino rosso

-2 cucchiaini di semi di sesamo bianchibacellifavepiselli5

-1 cucchiaino di curcuma

-2 cucchiani di Garam Masala

-assafetida q.b.

-sale q.b.

-acqua q.b. circa 300 ml.

-1 cucchiaino scarso di bicarbonato di sodiobacellifavepiselli13

-olio per friggere q.b.

Procedimento:

per prima cosa dovete dividere le due parti dei baccelli bacellifavepiselli8e togliere loro il filo che li unisce, e lavarli bene in acqua. La cottura sia per i baccelli di piselli che per quelli delle fave è stata fatta a vapore in pentola pressione, circa 7 minuti. Asciugateli bene con del panno carta. Preparate la pastella unendo la farina di ceci setacciata con le spezie, il sale e aggiungete l’acqua mescolando con la frusta in modo che non si formino i grumi. Scaldate l’olio per friggere: ricordo che il miglior olio di frittura è l’olio d’oliva perché si decompone a temperatura più alta.* Lascio comunque a voi la scelta. bacellifavepiselli9Ora non vi resta che pastellare i baccelli e friggerli. Quando saranno pronti asciugateli con un panno carta in modo che assorba l’olio in eccesso. Se è il caso salateli ancora un poco.

Sono veramente buonissimi, della serie uno tira l’altro e poi non vi rimarrà che la noia di pulire la cucina! Uffa!bacellifavepiselli23

lui

bacellifavepiselli24

lei 

*La frittura non è salutare, e voi lo sapete bene. Ce la si può concedere ogni tanto perché è gustosa e fa compagnia. Importante è limitare i danni imparando a friggere nel modo giusto. Il nostro fritto dovrebbe risultare croccante all’esterno e morbido all’interno. La scelta dell’olio è una cosa fondamentale. L’olio deve essere scelto in base al suo “punto di fumo” cioè la temperatura oltre la quale l’olio brucia liberando una sostanza l’acroleina e diventando così tossico. Più è alto il “punto di fumo” e più siamo tranquilli del nostro friggere.

Questi sono i “punti di fumo” dei principali olii:

Olio extravergine di oliva: 210°C

Olio di semi (girasole, mais) : 130/135°C

Olio di soia, di arachide: 190/200°C

Premesso che la temperatura di frittura deve essere compresa tra i 165°C e 185°C, potete vedere come l’olio migliore per friggere è l’olio d’oliva con il suo “punto di fumo” a 210°C. Un fritto fatto con quest’olio può risultare con un gusto molto intenso che può andare a coprire il sapore dell’alimento fritto. Ecco perché spesso ci si orienta verso l’olio di soya o di arachide. Questi olii hanno anche un costo inferiore rispetto all’olio d’oliva. Ancora, possiamo dire che l’olio di soya contiene acidi grassi polinsaturi che vengono assorbiti molto dai cibi mentre l’olio d’arachide è ricco di acidi grassi monoinsaturi. Per questo è da preferire.

Tengo a ricordare che per chi ha problemi di allergia e/o intolleranze alimentari che questi due olii possono dare dei problemi, in particolare l’olio di arachide essendo questo frutto molto allergizzante.

Quando friggete usate una padella in acciaio perché questo materiale mantiene la temperatura. I bordi devono essere alti in modo da riempirla di olio sufficiente ed evitare i dannosi rabbocchi durante la frittura. La regola potrebbe essere tanto olio e pochi alimenti in frittura. Controllare la fiamma durante la cottura: quando introduciamo un alimento, la temperatura si abbassa occorre quindi alzare la fiamma per poi abbassarla di nuovo in modo da mantenere costante il grado di calore. Esistono in commercio degli appositi termometri per controllarlo. Man mano che i cibi vengono cotti scolateli e tamponate l’eccesso di olio con il panno carta. Una volta usato filtratelo e conservatelo in un recipiente scuro. Evitate di aggiungere olio fresco all’olio usato perché questo si altera più rapidamente a contatto con il vecchio. Cambiatelo spesso: un olio molto usato si può riconoscere perché è imbrunito, più viscoso e produce fumo durante la frittura.

Buona e sana cucina!

 Con grande soddisfazione comunico che la ricetta è stata pubblicata anche qui.

 

 

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12 commenti

  1. Non butto mai via i baccelli delle fave e recupero quelli dei piselli del mio orto (gli altri spesso li trovo troppo rovinati). Quelli delle fave sono ottimi in qualunque forma, anche semplicemente saltati in padella, con quelli dei piselli ci faccio le zuppe o il ripieno dei tortelli. La versione fritta mi manca, sarà anche perchè non amo friggere… però mi prende proprio la tua versione così aromatizzata. Intanto me li segno!

    • Grazie Daria dello scambio e beata te che hai un orto!! Quando sono andata a comprare i piselli e le fave ho chiesto espressamente al contadino che mi li scegliesse belli perché avrei cucinato anche i baccelli; non l’ho visto stupito ma si è impegnato molto per accontentarmi! Una volta chi viveva in campagna e aveva un suo orto li mangiava i baccelli perché facevano “sostanza”.

  2. bellissima idea e fanno venire l’ acquolina solo a vederli. Sai che io amo tutte le tue specialità indiane! E… perchè io non ho vicini di casa che cucinano queste golosità. Per quanto riguarda gli oli per friggere, io di solito uso quello di oliva. Ho provato con quello di arachide, e quello di semi, ma non mi hanno mai convinto. Poi sapevo il discorso legato alle allergie. Purtroppo mia mamma ne ha parecchie, e pensa che quando compra i prodotti addirittura lei deve leggere che non ci sia scritto: prodotto in uno stabilimento che lavora frutta a guscio. è altamente allergica alla frutta a guscio.

    • Ciao, Valentina. Mi ricordavo della tua mamma… Sì, la frutta secca può dare problemi ma soprattutto le arachidi. Nei Paesi dove si fa largo uso di burro di arachide è diventato un problema molto serio.
      🙂

  3. Ottimo modo di riciclare i baccelli! Io abitualmente utilizzo quelli delle fave, seguendo un’antica ricetta contadina. La prossima volta li proverò nella tua stuzzicante versione! Un saluto 🙂

    • E mi lasci così in sospeso? Qual è l’antica ricetta contadina?
      Un abbraccio.

  4. Ciao Cri, mi ha colpito molto questa tua ricetta, sia per l’uso dei baccelli, sia per l’esoticità del piatto. Mi piace particolarmente l’idea di utilizzare gli ‘scarti’, soprattutto in cucina. A proposito mi rendo conto di non avere ancora una grande cultura in materia, molte informazioni le sto raccogliendo sui libri e su blog come il tuo! E’ un percorso che mi porta ogni giorno a voler essere più consapevole di ciò che scelgo di cucinare e nello stesso tempo mi da la misura di quanto ci siamo allontanati dalla naturalità di un gesto che dovrebbe essere così istintivo come saper scegliere ciò che mangiamo..
    Un bacione
    Lucy

    • Ciao Lucy, saper di poter scegliere è importante. Chi non conosce non può scegliere…
      un abbraccio

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