io respiro, tu respiri, la terra respira – masala per latte vegetale

Come madre e come insegnante di Raja Yoga mi sono sentita invitata da questo post che la mamma di Gaia ha pubblicato settimana scorsa sul suo blog: da buona ruminante ho pensato un po’ alle sue parole, e ora con il cuore…

Respirare è il primo atto che facciamo quando veniamo al mondo e continuiamo a farlo per tutta la vita. Quante volte ascoltate il vostro respiro durante la giornata? Eppure le nostre narici si dilatano al passaggio dell’aria, l’addome sporge o rientra il suo ombelico, la cassa toracica si espande o si restringe, e non ci badiamo. Siamo tranquilli, siamo in ansia, siamo a riposo, siamo nello sforzo fisico intenso e il respiro si modifica: cambia il ritmo, cambia la quantità d’aria, cambia il modo in cui avviene l’inspirazione e l’espirazione. Questa è un’esperienza che facciamo molte volte nella nostra giornata (respiriamo 12-15 volte al minuto a riposo), ma il respiro è qualcosa di più: è un atto sensibile che ci racconta di noi. Il nostro modo di respirare è un riflesso della posizione che assumiamo nella vita. Respirare bene corrisponde a imparare a vivere in maniera equilibrata. Il diventare sensibili all’andirivieni dell’aria è un grande passo verso la consapevolezza di sé.

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Nello yoga si riconoscono quattro tempi respiratori: inspiro, la pausa dopo l’inspiro, l’espiro, la pausa dopo l’espiro. Questo può avvenire tramite tecniche respiratorie (pranayama) o per mezzo di una consapevolezza che nasce dal far amicizia con il nostro respiro. Questa è la strada del Raja Yoga che ho scelto di percorrere e che condivido con i miei allievi. Non ci sono forzature solo l’avvicinarsi curioso a un’ossevazione dell’atto respiratorio. La tranquillità nel rilassamento permette di venire pienamente in contatto con il flusso d’aria che entra e esce da noi. Quando il respiro si regolarizza la mente si calma e lì c’è uno spazio d’ascolto profondo. Scoprire il nostro respiro è scoprire noi stessi.

mandala: nel turchese tecnica mista su legno, olio e rame, 70x70, 2011

mandala2: nel turchese tecnica mista su legno, olio e rame, 70×70, 2011

Nel mese di giugno sono stata invitata dalla scuola materna che Gaia frequenta e con la sua classe ho tenuto tre incontri di yoga. Il programma dell’anno aveva come tema i quattro elementi: il fuoco, l’acqua, l’aria, la terra. Con la valida collaborazione di Maurizia e delle altre insegnanti ho fatto praticare i bambini sul tema dell’aria e della terra. Parlare d’aria è parlare di respiro. I bambini hanno potuto sperimentare i molti modi di respirare: quando si è tranquilli sdraiati a terra e il respiro non è altro che un palloncino che si gonfia e si sgonfia nel pancino. Viceversa, dopo una lunga passeggiata in un bosco immaginario abbiamo il fiatone e siamo stanchi. E ancora, come devo respirare per soffiare sulla fiamma di una candela e lasciarla solo vibrare e non spegnerla? I bambini attenti, osservavano, scoprivano, raccontavano. E’ stata una bella esperienza per tutti grandi e piccini.

gaia 4anni

Gaia

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Mattia

Sapete che anche la terra respira? Quest’ultima osservazione viene da Rudolf Steiner, “L’esperienza del corso dell’anno in quattro immaginazioni cosmiche”. In autunno e inverno la terra ritira le sue forze sotto la crosta terrestre. La terra sta inspirando, raccoglie le sue forze e le trattiene per la stagione fredda.  Poi arriverà la primavera e sarà di nuovo l’estate e la terra espirerà con  i primi germogli, le fioriture, i nuovi frutti. Riuscite a sentire il respiro della terra?

Ho pensato a lungo quale ricetta inserire in questo anomalo post: non poteva che essere una ricetta indiana, doveva essere confortante, non poteva essere un dolce (troppi zuccheri nei dolci indiani!) e alla fine ho deciso per un buon bicchiere di latte vegetale speziato. Provatelo e fatelo assaggiare anche ai vostri bambini. Ho scelto di utilizzare il latte di riso perchè è quello meno caratterizzato rispetto a tutti gli altri: quello di soya è troppo forte di sapore e quello alle mandorle è già buono così. La ricetta essendo una ricetta indiana non è mia: ho comunque apportato delle modifiche per aggiustare il sapore e avvicinarlo un po’ più all’occidentale. La ricetta indiana prevede l’uso di un macinino che lavorando a bassa velocità consente di ridurre il tutto in polvere. Se avete il vecchio macinino da caffè potete usare quello unito a tanta pazienza. Usando il mixer otterremo invece una pasta. Le quantità consentono di preparare una piccola scorta di questa miscela e conservarla per un po’ di tempo in frigorifero. Non so per quanto tempo questa si conservi: il mio consiglio è quello di condividerne una parte con qualcuno visto che il ridurre le quantità non consente di far lavorare bene il mixer. In questo modo abbiamo a disposizione una pasta per aromatizzare il bicchiere di latte di riso per una colazione sprint (ottimo per gli sportivi! Olivia è perfetto per la corsa!) e per le merende dei bimbi.

masala per il latte vegetale

Ingredienti:

-80 g. di anacardi

-70 g. di nocciole

-50 g. di noci

-30 g. di semi di girasolemasala x latte3

-20 semi di cardamomo

-una grattata di noce moscata

-12 grani di pepe nero

-1 cucchiano di curcuma

-1 anice stellato

-1 cucchiaino di finocchio

-1 cucchiaino di curcuma

Procedimento:

in una pentola scaldate, mescolando la frutta secca e i semi per qualche minuto. Aggiungete tutte le spezie ad eccezione della noce moscata. Lasciate raffreddare. masala x latte6Aggiungete la noce moscata e poi passate al mixer lavorando ad intermittenza in modo da non surriscaldare troppo il prodotto. Conservate la pasta in un barattolo. Vi basterà aggiungere un cucchiaino di questa al vostro latte di riso e i profumi dell’India si sprigioneranno con tutta la loro fragranza. 

Naturalmente potete variare la frutta secca e i semi secondo i vostri gusti. L’estate che se ne va ci regala molta frutta secca, un vero tesoro per tutti e in particolare per chi segue una dieta vegana. Raccomando attenzione a chi ha problemi di allergia verso la frutta secca, è possibile fare una variante con solo una qualità di frutta secca o di soli semi.

Se siete abituati a dolcificare il latte usate del succo d’agave o del malto. I vegani non fanno uso del miele che invece viene utilizzato in India. Se avete l’abitudine di dolcificare con il miele sappiate che a temperature superiori ai 40°C diventa tossico, nel caso evitate di scaldare il latte.

 

masala x latte10

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3 commenti

  1. mi ha fatto pensare, siamo troppo distratti, non ci accorgiamo nemmeno di respirare,sicuramente ci perdiamo piccoli momenti di gioia, grazie. mi sforzerò di viverli meglio. ottima anche la ricetta.

Trackback

  1. il primo piatto di primavera e due nipoti effervescenti | broccolo&carota

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