Gauguin batte Barbie e un nuovo Street Food tutto salute

Avevo promesso da tempo a Gaia di andare insieme a vedere la mostra di Gauguin al nuovo museo Mudec di Milano. Ogni volta che incontravamo il manifesto affisso in metropolitana o lungo le 20151128_182935strade mi ricordava l’impegno che avevo preso sottolineando che quel bel quadro lo voleva proprio vedere. Sabato, finalmente, siamo riuscite a organizzarci. Lei è venuta da me la mattina e abbiamo fatto la spesa assieme, non una spesa qualunque ma quella per i poveri dove molti ragazzini erano allegramente e faticosamente impegnati nei supermercati ad aiutare. Ci siamo preparate un pranzo street food che avevo sperimentato e che mi ero riproposta di farle assaggiare. Ha avuto successo ma di questo ve ne parlerò dopo. Nel primo pomeriggio ci siamo recati al Museo delle Culture. Non ero ancora stata al Mudec, ed è stata una bella scoperta. In questo momento ci sono in corso le seguenti mostre:

GAUGUIN – Racconti dal paradiso

BARBIE – The icon

A BEAUTIFUL CONFLUENCE – Anni e Josef Albers e l’America Latina

MILANO CITTA’ MONDO. #1. ERITREA/ETIOPIA Immagini e storie

Inoltre è possibile entrare gratuitamente e vedere la collezione permanente fino alla fine d’agosto.

Quando siamo arrivate la coda lunghissima iniziava in strada e il tempo di attesa era superiore all’ora. Avevo qualche dubbio sul restare in coda al freddo per tutto quel tempo con laGaia che per quanto brava e motivata è sempre una cinquenne. La nipote, invece, ha risposto con decisione che le avevo promesso di vedere quella mostra e che a lei quella coda non la spaventava per nulla! Brava la ragazza! Le code all’ingresso diventavano due: una per la mostra su Gaugin e una per quella di Barbie. In tanti ci hanno chiesto se avessimo sbagliato a metterci in fila anche perché la Meravigliosa oltre ad indossare un piumino rosa si era ben sistemata un diadema in testa con tanto di pietre rosa in stile Barbie. La prima a scocciarsi è stata lei e alla ennesima domanda: – Voi siete qui per la mostra di Barbie? – ha mostrato apertamente il suo disappunto sbuffando e facendo un grugno decisamente poco femminile. Non ci siamo fatte mancare nulla: mostra con tanto di video con lettura di brani del pittore sedute per terra. Abbiamo scoperto che Gauguin conosceva Van Gogh, quello dei girasoli! e che Gauguin fu responsabile della rabbia che portò Vincent a tagliarsi l’orecchio. In mostra c’è anche un dipinto floreale di Van Gogh che non dipingeva solo girasoli ma anche bellissime rose bianche!

Terminata la visita ci siamo addentrate nella Collezione Permanente e ci siamo lasciate stupire da oggetti lontani nel tempo e dalla nostra cultura: bottiglie in terracotta e vasi a forma di tartaruga, kimoni, una portantina in legno laccato nero, i stupendi bracciali moneta, le maschere per fare paura.

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Poi ci siamo imbattute in un PicassoFemme nue” uno degli studi per Les Demoiselles d’Avignon,  che tanto piace alla nonna!

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Ultimo giro, ultima mostra a cui si può accedere gratuitamente e curiosare tra i colori di Josef e Anni Albers designer contaminati dall’arte dei Maya e degli Inca.gaugin16

Non è mancata la visita al divertente negozio di design che aveva tante cose strane…

Ed eccovi il nostro street food d’inverno:

street food goloso d’inverno

Ingredienti per due persone:

-2 batata -meglio se di forma rotondeggiante-

-un mazzetto di coriandolo frescobatataA

-uno spicchio d’aglio

-2 cucchiai di succo di limone

-2 cucchiai di olio e.v.o.

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

lavate e mondate il coriandolo. Con l’aiuto del mixer preparate una salsina unendo: aglio, coriandolo, olio, succo di limone, sale. Deve risultare piuttosto densa. Lavare accuratamente le batate. Con uno scavino forarle da parte a parte mantendo la parte estratta. Riempirle con la salsina e richiuderle con un po’ della batata estratta. Avvolgerle nella carta stagnola e metterle in forno a 200°C per circa 20 minuti. Servirle nel loro cartoccio argentato versando sopra ancora un po’ di salsa.

La batata è un tubero originario del’America del Sud. La batata o patata dolce non ha nulla a che vedere con la patata: la prima appartiene alla famiglia delle Convolvulaceae, la seconda alla famiglia delle Solanacee. La Ipomea batatas, questo il suo termine botanico produce dei bellissimi fiori a forma di campanula.fiore-di-batata-300x225

Questo tubero contiene tantissime sostanze nutrienti utili per il nostro organismo: vitamine A e C, in quantità minore anche quelle del gruppo B ed E, proteine, potassio, magnesio, ferro, calcio, fibre. Ricca di flavonoidi e antociani ha un grande potere antiossidante; pensate che un estratto della sua buccia viene utilizzato per alcune creme anti-aging. Incredibilmente, l’associazione americana CSPI (Center of Science in the Public Interest) in una classifica sui vegetali più salutari ha messo la batata rossa al primo posto.

La buccia di questo tubero è la parte più ricca e nutriente; in particolare il Calajapo è una sostanza che si trova nella buccia della batata e che sembra avere effetti benefici sulla riduzione del colesterolo e della glicemia. Può essere consumata cruda e così mantenere maggiormente le sue proprietà. Se è ottimo mangiare la batata con la sua buccia per farlo è d’obbligo lavarla bene: io mi faccio aiutare da un vecchio spazzolino da denti che terminata la sua funzione, opportunatamente lavato, svolge perfettamente questo lavoro. Inoltre sappiate che in Italia sono nate alcune cooperative che la producono con i metodi dell’agricoltura biodinamica: qui. È coltivata anche nella Pianura Pontina, in Veneto e in Emilia Romagna.

Il suo sapore? Dolce. È un po’ patata e un po’ zucca! Essendo una Convolvulaceae  tutte le persone che non possono assumere le Solanacee possono utilizzare la batata.

Tornate a casa… il RE GATTO ci aspettava!

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1 Commento

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    1. verdure in forno: patata dolce, batata, barbabietola, cipolla | broccolo&carota

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