piatto dell’equinozio d’autunno: ceci e zucca con salsa tahina

ceci zucca tahine1

Questo piatto l’ho preparto per me e per mio genero a cui piacciono molto i legumi. Era un po’ di tempo che stazionava un vasetto di tahina nella mia dispensa, non che fosse scaduta e neanche vicino alla scadenza. Mi era stata regalata da un’amica che l’aveva comprata per sé e poi aveva cambiato idea. Quando l’ho rivista lì che mi chiedeva perché l’avessi dimenticata… mi sono lasciata commuovere e ho deciso di cercare una ricetta tutta per lei per renderle onore.  Gira che ti rigira, leggi, che ti rileggi, scarta e scarta ancora, pensa e ripensa… alla fine ho trovato questa idea che è veramente molto buona. Un abbinamento incredibile, delizioso. Dovete solo non farvi prendere troppo la mano dalla salsa (che è troppo gustosa!) perché le calorie salgono al pari della bontà del piatto! Pensandoci bene questa ricetta alla fine non è così strana: i ceci si abbinano perfettamente con la zucca e anche con la tahina (leggi hummus). Un piatto ottimo tiepido.

piatto dell’equinozio d’autunno:

ceci e zucca con salsa tahina

Ingredienti:

-400 g. di zucca delica bioceci lessati1

-150 g. di ceci secchi

-1/2 cucchiano di cumino

-1 scalogno

-una presa di coriandolo fresco

-olio di semi di sesamo q.b.

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

la sera mettete i ceci in acqua. La mattina risciacquate i ceci e cuoceteli in pentola a pressione per 30 minuti (50 minuti in pentola) circa 1 l. di acqua per 100 g. di ceci. Scolateli. Lavate la zucca e pulite bene la sua buccia aiutandovi con uno spazzolino (io riciclo quello per i denti: li lavo in lavastoviglie, li disinfetto con la candeggina). Tagliatela a pezzi. In una padella sistemate l’olio e lo scalogno affettato sottilmente. Aggiungete i semi di cumino e mescolate. Aggiungete la zucca, salate e lasciate che la zucca si amorbidisca. Unite i ceci, aggiustate di sale. Quando sarà cotto distribuite del coriandolo fresco che avrete mondato e lavato in precedenza. Versate nei piatti e aggiungete la salsa a piacimento.

Ingredienti per la salsa con tahina:ceci zucca tahine3

-1 spicchio d’aglio

-4 cucchiaini di tahina

-3 cucchiaini di olio di semi di sesamo

-3 cucchiaini di acqua

-2 cucchiani di succo di limone

Procedimento:

con l’aiuto del mixer frullate insieme gli ingredienti fino a che sarà morbida. La quantità d’aglio e di limone è personale.

ceci zucca tahine2

La salsa tahina si può preparare anche in casa qui sotto trovate le istruzioni.

tahina

Ingredienti per la tahina

-100 g. di semi di sesamo

-30 ml. di olio di semi di sesamo

-1 sale marino integrale q.b.

Procedimento:

tostare in una padella i semi di sesamo a fiamma bassa e mescolandoli continuamente per evitare che si brucino. È possibile farlo anche in forno lasciandoli per pochi minuti a 180°C. Ora vi occorre il frullatore: sarebbe meglio aver raffreddato le lame per un po’ di tempo nel frizer o nel frigorifero. In questo modo si evita il surriscaldamento che potrebbe danneggiare la buona riuscita della salsa. Quando usate il mixer usatelo comunque ad intermittenza. Meglio sarebbe usare il mortaio, ma è solo per i meno pigri e per quelli che non vanno di fretta.

Versate i semi nel vostro frullatore e aggiungete l’olio di semi di sesamo. Salare, aggiustando alla fine. I semi di sesamo si sono ben amalgamati? Allora, la salsa è pronta!

tofu con verdure all’indiana e un racconto

Questo piatto è una libera interpretazione, di quelle che ti vengono la sera aprendo il frigorifero con una voglia di verdure saporite, di un gusto fresco, di un aroma indiano condito dalla una poca voglia di cucinare. È perfetto! Così perfetto che non pensavo che sarebbe andato bene al primo colpo! Per questo le foto sono state scattate, come faccio sempre, solo nei passaggi per ricordarmi la ricetta che sto provando, non certo per pubblicarla. E invece, la pubblico così come è, e voi mi scuserete se le immagini non sono proprio bellissime. In fondo, in fondo al post, per farmi perdonare, vi lascio un racconto che sa d’India.

verdure+tofu indian7

tofu con verdure all’indiana

Ingredienti per due persone:

-2 zucchineverdure+tofu indian2

-1/2 peperone giallo -un po’ fuori stagione-

-5 cm. di radice di zenzero

-3-4 cucchiai di latte di cocco

-3-4 cm. di radice di zenzero

-200 g. di tofu

-olio di semi di sesamo q.b.

-½ + ½ cucchiaino di amchur o amchoor

Procedimento:

per la marinata:

tagliate a pezzi il tofu e ponetelo in una ciotola. Aggiungete la radice di zenzero grattugiata fresca, mezzo cucchiaino di amchur e il latte di cocco. Lasciate riposare, dopo aver ben mescolato, in frigorifero.

verdure+tofu indian1

 

Pulite e mondate le verdure. Io ho usato la macchinetta per affettare a spaghetti le zucchine e il daikon. Se non avete la macchinetta potete tagliare la verdura in piccoli pezzi, così come ho fatto per il peperone. In una wok, o in una padella sistemate l’olio di semi di sesamo e aggiungete mezzo cucchiaino di amchur, mescolate e unite le zucchine e il daikon. Salate, mescolate e lasciate cuocere per qualche minuto, dipende dal taglio che avete dato alle vostre verdure.

verdure+tofu indian3Aggiungete il tofu con tutta la sua marinata, mescolate e cuocete fino a imbrunire un poco il tofu. Aggiungete il peperone che invece andrà cotto poco in modo che rimanga al dente. Aggiustate di sale e servite.verdure+tofu indian5

 Ricordo che il peperone fa parte delle solanacee, e quindi se siete allergici e/o intolleranti  sostituitelo con un’altra verdura.

Il cameriere al IV°piano.

Con fatica si allacciava la giacca beige profilata di nero, la pancia si opponeva a quella ristrettezza. Le dita grassocce cercavano di non farsi sfuggire il bottone nero. Certo era che non sarebbe bastato rimettere ordine a quella divisa per darsi un tono, un tono che era perduto da tempo. I piedi piatti stavano allargati in un paio di scarpe stringate e consumate, il lucido nero le faceva risplendere in tutta la loro vecchiaia. I pantaloni erano macchiati sulla gamba: un alone scuro ricordava il lunch del giorno prima. Si era presentato davanti all’apertura rumorosa delle porte metalliche dell’ascensore al quarto piano. Il suo sorriso era apparso prima di tutta la sua stazza. Dietro di lui le scale, alla sua destra il corridoio illuminato poco e male, a sinistra una zona buia, abbandonata dove regnava una vecchia sedia di legno e un piccolo tavolino con un telefono nero di tanti anni fa. Si era quasi inchinato, aveva mostrato le chiavi della stanza 408 e afferrando il trolley avanzava schiena dritta lungo la moquette marrone facendo strada alla cliente.

-Una cliente!- si era detto. -Una cliente!-

Aperta la porta della stanza, appoggiato il bagaglio sul porta valigia, aveva mostrato il bagno con orgoglio. Le ceramiche dei sanitari erano opache per il calcare depositato, crepe sottili rugavano la superficie. Ma, era pulito! C’era anche un rotolo di carta igienica sopra la cassetta del wc. Asciugamani stopposi stavano piegati sopra una rastrelliera arrugginita vicino alla doccia. Più sotto, un rubinetto guardava, spalancando la sua bocca, il pavimento consumato. Una piccola saponetta incartata era appoggiata sul lavandino. Il logo dell’albergo era stato stampato su un’etichetta che poi era stata incollata alla scatola verde del sapone. Lui, se li ricordava i bei tempi quando l’albergo era nuovo. Era giovane, era fiero di far parte dello staff del grande albergo a cinque stelle, l’unico in Mysore. Era ricercato da tutti i clienti stranieri e lui aveva il suo gran d’affare al piano. Controllava i camerieri delle pulizie, registrava l’andare e venire delle colazioni in camera la mattina. Si faceva notare per la sua presenza attiva con quel arrivare giusto un istante prima del cliente, con il sorriso, con la gentilezza, con la discrezione. Sorvegliava, seduto sulla sua sedia, quello che succedeva al piano, al quarto piano, quello con la vista sul Palazzo del Sultano. Il telefono squillava, avevano bisogno di lui. Poi, cominciarono i lavori di ristrutturazione dell’ala ovest. Un muro fu costruito e un nuovo albergo cominciò a crescere. Cinque stelle super lusso: oro, cristalli, tappeti, bandiere, bar lounge, sauna, palestra, centro fitness, connessione internet, sala conferenze, parcheggio, attività per bambini, ristorante, suite, servizio in camera, piscina, accesso ai disabili.

Era abbagliato da tanta bellezza, funzionalità, modernità.

Ben presto avrebbero chiamato anche lui per trasferirsi in quella reggia a lavorare. Gli avevano detto di pazientare, giusto il tempo di organizzarsi, l’ala est del vecchio albergo avrebbe subito la stessa ristrutturazione, il muro sarebbe stato abbattuto e un albergo ancor più grande avrebbe regnato sulla città. Aspettava da molto tempo: impeccabile, sorridente, efficiente, pronto a ogni richiesta. Ancora non riusciva a credere che era stato ingannato, che sarebbe stato lì per tutto il tempo che al vecchio albergo rimaneva di vita. Sì, non c’erano più soldi per la ristrutturazione e tanto valeva lasciarlo così decadere, fino a quando sarebbero arrivati clienti di passaggio.

Spesso la caldaia si rompeva e lui era costretto a riempire dei secchi di acqua bollente che portava nella stanza del cliente per la sua toelette mattutina. Imbarazzato e pronto ogni volta a subire la rabbia che inevitabilmente si scatenava. Che poteva dire? Quell’albergo aveva visto tempi migliori, e anche lui.

Che ne sarebbe stato di lui se domani avessero deciso di chiudere l’albergo, senza soldi per la ristrutturazione? Non voleva pensarci, scacciava ogni volta quel pensiero negativo ogni mattino quando si svegliava nella sua stanza alla fine del corridoio. Lui abitava li. Dietro a quella porta senza numero, un piccolo locale con un letto, un bagno e un fornello per potersi cucinare qualcosa. Questa gli era parsa una buona soluzione: lo stipendio non era sufficiente per pagare un affitto in città. Era solo, non si era mai sposato, dove poteva andare? Gli anni avanzavano e la sua camminata si faceva sempre più stanca. Quando non c’erano clienti al piano, poteva permettersi di cucinare un po’ di più lasciando che l’odore forte delle spezie si infilasse nelle altre stanze.

Il personale era stato ridotto: due persone alla reception, due per le pulizie. Dei sei piani, solo il quarto piano era funzionante, gli altri erano stati chiusi. Un albergo fantasma, come lui stesso si sentiva ogni volta che si trovava di fronte a un cliente in arrivo.

-Madam, questa notte ha lasciato la porta della sua camera aperta. E’ importante che chiuda la sua porta con la chiave. Ho vegliato io su di lei.-

La mancia seguiva il grazie che lo faceva sentire indispensabile e felice ancora una volta.

 

sandwich dolce dello scoiattolo e una dolce lista della spesa

Carissime amiche e amici eccovi finalmente accontentate/i!

Molti di voi mi avevano già da un po’ sollecitato a fare una lista della spesa di tutti quegli ingredienti necessari per poter sperimentare le mie ricette dolci. Sì, ci ho messo un po’, lo ammetto, ma ora sono pronta per venire a fare la spesa con voi.

Naturalmente, questa lista dovrete piano piano aggiornarla perché io sono sempre alla ricerca di cose nuove e di idee nuove. Con questi ingredienti potrete iniziare a muovervi nel mondo dolce vegano, senza zuccheri. Questa è una lista base: ho omesso prodotti come il tofu che non è strettamente legato ai dolci, piuttosto che la frutta fresca, etc. Gli alimenti con l’asterisco li potete autoprodurre tranquillamente in casa: cercate le ricette sul blog. Vi ricordo che se avete tempo e non siete pigre/i l’autoproduzione vi permetterà di risparmiare.

la mia dispensa per le coccole a colazione e a merenda:

il latte vegetale:

  • latte di riso
  • latte di soya*latte nocciole5
  • latte di mandorla*
  • latte di nocciola*
  • latte di cocco

la farina e i non-cereali:

  • farina di castagne
  • farina di farro integrale
  • farina di kamut integrale
  • farina di mais
  • farina di riso
  • farina di miglio
  • quinoa
  • amarantoalbicocche secche Ladakh

la frutta secca:

  • albicocche secche
  • anacardi
  • cocco rapè
  • datteri
  • fichi secchi
  • mandorle
  • nocciole
  • noci
  • pinoli
  • uvetta sultaninanocciole

i dolcificanti:

  • concentrato di datteri
  • malto di riso
  • succo d’agave

varie:

  • amido di maisuvetta
  • agar agar
  • cacao amaro
  • canditi
  • cremor tartaro
  • farina di mandorle
  • fava di cacao
  • gocce di cioccolato fondente
  • panna di soya*
  • tè matcha patisserie
  • vaniglia
  • zafferano

Preso nota? Bene, ora non vi resta che prendere la vostra borsa ecologica e andare a fare la spesa. Dove? Questi prodotti sono bio, quindi dovrete andare in un negozio che vende alimenti biologici. Alcuni prodotti potete trovarli anche nei supermercati della grande distribuzione che hanno un reparto bio. Esiste anche la possibilità di fare una spesa on line: questa vi verrà recapitata a casa. Spesso si trovano delle offerte: cercate nel web.

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sandwich dolce dello scoiattolo

Ingredienti per il pan di Spagna al caffè:sandwichavvocato1

-300 g. farina di kamut integrale

-100 g. malto di riso

-100 g. di concentrato di datteri

-150 g. caffè freddo

-140 g. olio di riso

-1 bustina di cremor tartaro

-1 pizzico di bicarbonatopandispagna3

Procedimento:

mescolare la farina di kamut con il cremor tartaro e il pizzico di bicarbonato. Unire il malto di riso, il concentrato di datteri, il caffé, e l’olio e con il mixer formare un’emulsione.

Versarla lentamente, mescolando alla miscela secca. Versare in uno stampo 20×20 e infornare a circa 180°C per 24 minuti.

Ingredienti per la crema:

-150 g. di banana

-300 g. di latte di risocasco banane

-40 g. di amido di mais

-40 g. di succo d’agave

-10 g. di cacao amaro

Procedimento:

frullare la banana con il latte e il succo d’agave e il cacao. Trasferire il tutto in un pentolino versarvi l’amido di mais a pioggia e mescolare con la frusta. Quando è sciolta, portare a ebollizione mescolando. Appena comincia ad addensarsi spegnere: è pronta. Raffreddare.

Impiattamento:

-30 g. di nocciole tritate

-30 g. di noci tritate

-30 g. di mandorle tritate

-30 g. di anacardi tritati

tagliare il pan di Spagna in quattro pezzi e poi ciascuno in due triangoli. Si avranno 8 triangoli. Tagliare a metà ciascun triangolo e farcire con uno strato di crema, aggiungere la granella di frutta secca. Si otterranno così due triangoli nocciola, due triangoli noce, due triangoli mandorla e due triangoli anacardi. Su ciascuno sistemare un po’ di crema e il frutto secco con cui è stato farcito.

 

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fagiolini lunghi, lunghi indian style

L’ingrediente della ricetta di oggi sono questi fagiolini lunghi, lunghi fagiolini indian1con cui volevo meravigliare Gaia che, dopo la pausa estiva, è tornata a riempire il mio venerdì. Mi mancava tanto e a voi no? Una bella giornata: la nostra mattinata è trascorsa ai giardini dove abbiamo controllato scrupolosamente le novità della stagione. L’ippocastano ha già buttato a terra i suoi ricci e qualche castagna matta è stata già raccolta, i pesci del laghetto si sono moltiplicati e quelli vecchi sono cresciuti tantissimo. Le anatre sono in perfetta salute e sono una grande famiglia. Anche le tartarughe sono in acqua e l’occhio bello e nuovo della nipotina le ha individuate velocemente! Siamo finite persino in un set cinematografico allestito proprio all’ingresso dei giardini; ci siamo sedute su una panchina e abbiamo guardato le due attrici con i loro cani attori che provavano e riprovavano la scena. La nipote, che ha già cavalcato con successo le scene lo scorso anno nella parte di Atena, era molto incuriosita dal ciak si gira.

fagiolini indian2 fagiolini indian4

Ha una memoria incredibile: ricorda fatti, luoghi, persone. Io ci metto un po’ a ricordare e alle volte devo ammetterlo faccio finta perché lei si innervosisce tantissimo quando mi vede con lo sguardo perso o le meningi strizzate a cercare nel buio. Prendo tempo e cerco di farmi raccontare più particolari possibili prima che arrivi a dirmi: -Tu, nonna, insomma, non ti ricordi di niente!- con sbuffo e braccia che cascono abbandonate verso terra. Quando alla fine emerge qualcosa mi rendo conto che questo qualcosa risale a tantissimo tempo prima. La domanda è : -Ma non era che i bambini hanno memoria dai tre anni in poi?- Boh!

fagiolini indian10 fagiolini indian9 fagiolini indian8

La sorpresa dei fagiolini lunghi un metro con cui ci si poteva fare una collana è riuscita: – Io questi fagiolini così lunghi non li avevo mai visti!- intanto che pulivamo e spezzavamo i nostri legumi mi chiede: -Nonna, ma tu la gara di Monza l’hai vinta?- Io che ho una 600 Fiat rossa che ho sempre spacciato ai nipoti più piccoli come una Ferrari, mi mantengo serissima e le rispondo con un tono dispiaciuto che no, che le Ferrari hanno perso. – Ah, ho capito hanno vinto solo gli elicotteri che giravano sopra.- Ora, papà Nicola queste cose devi spiegarle meglio. Io, come gli elicotteri, ho sorvolato sulla spiegazione trattenendo le risate.

Questa volta le foto che vedete della ricetta sono state scattate da Gaia. Con un po’ di pratica avrò anche il fotografo mentre cucino.

fagiolini lunghi indian style

Ingredienti:

-300 g. di fagiolini lunghifagiolini indian7

-1 cucchiaino di semi di senape

-2 cucchiai di urid dall

-1 cucchiaino di peperoncino secco

-1 cucchiano di curcuma

-una grattata di assafetidafagiolini indian6

-8 foglie di curry fresche

-cocco grattugiato fresco o rapè q.b.

-olio e.v.o. q.b.

-sale q.b.

Procedimento:

lavare i fagiolini togliendo loro le estremità. Vi accorgerete che questi non hanno filo. Tagliarli a fagiolini indian11pezzetti di circa 2 cm. e lasciarli in acqua per il tempo di preparare il fondo di cottura. Risciacquate urid dall sotto l’acqua corrente. In una padella versate l’olio e aggiungete i semi di senape e l’urid dall. Mescolate, facendo attenzione che non bruci, fino a quando sentirete crepitare i semi di senape e il dall si sarà “abbronzato”. A questo punto aggiungere l’assafetida, la curcuma, il peperoncino rosso e le foglie di curry. Mescolate per un minuto, aggiungete i fagiolini scolati. Mescolate bene e salate. Coprite con acqua e a coperchio chiuso cuocete mescolando di tanto in tanto: il tempo di cottura è di circa 20-30 minuti. Togliete il coperchio, alzate la fiamma e tirate a secco aggiungendo alla fine il cocco. Se usate il cocco rapè lasciate un poco di liquido sul fondo in modo che si idrati.

Potete servire questo piatto con del riso qui e qua avete due ricette indiane.

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Per quanto riguarda l’urid dall ne ho, anzi ne abbiamo già parlato qui

urid dall

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Guardate, che bella foto mi ha fatto Gaia.

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Nel pomeriggio la collana l’abbiamo realizzata davvero, non con i fagiolini lunghi ma con le perle di legno colorato.

gaia perline 1 gaia perline5 gaia perline2

Gioco divertente e formativo: è necessario prima di tutto dividere le perle e catalogarle per forma e colore e dimensione, infilarle senza rovesciare il tutto per terra dove un gatto può anche mangiarle :) !!!, imparare anche a fare un lavoro simmetrico… una verde di qua e una verde di là… credo proprio che questo gioco occuperà i pomeriggi del prossimo inverno.

    gaia perline4 gaia perline6

Tamara: dolce di mandorle e pesche

Lo so, non è più la stagione delle pesche! Se ne trovano ancora, ma queste pesche tardive sono più buone cotte. Le compro proprio perché sono le ultime: dovranno passare tanti mesi per ritrovare la varietà così ampia della frutta estiva. La ricetta un po’ improvvisata nasce quando scopro che ho in dispensa un pacchetto di farina di mandorle con scadenza ravvicinata. Le pesche in frigorifero ci sono e anziché farle ripiene in forno decido che le utilizzo insieme alla farina. Pesca e mandorla sono una coppia felice: appena ho unito la purea di pesche alla farina si è sprigionato un profumino da svenire! Il dolce è veramente rustico e semplice, questi sono i dolci che amo di più. Questa estate vi avevo proposto un gelato pesca-mandorla oggi, sul limitare d’autunno, un dolce confortevole.

La bontà del dolce è poco rappresentata dalla foto scialba; questa volta l’occhio non avrà la sua parte! 

L’ho chiamato TAMARA per le sue note amare…

vi lascio con un’immagine di un opera di Tamara Lempicka “La tunique rose” 1927 olio su tela, 73×116 Collezione Caroline Hirsch.

TAMARA: dolce di mandorle e peschetamara1

Ingredienti:

-200 g. di farina di mandorle

-700 g. di pesche pulite

-30 g. di sciroppo d’acero

Procedimento:

sbucciare le pesche, togliere il nocciolo e tagliarle a pezzi. Cuocerle in un pentolino con il succo d’acero fino a che si formi una purea. Lasciar raffreddare. Miscelare la purea alla farina di mandorle e sistemare il tutto in una teglia. Cuocere in forno per 25-30 minuti a 180°C.

Con i rebbi di una forchetta potete disegnare l’impasto! Se appartenete alla categoria dei super golosi spolverizzatelo con del cacao amaro.

Tamara de Lepicka La tunique rose 1927 olio su tela 73x116

Tamara de Lepicka
La tunique rose
1927
olio su tela
73×116

torta dolce di zucchine

Questa primavera al “Fai la cosa giusta” avevo recuperato una ricetta brasiliana di una torta dolce di zucchine. La ricetta era interessante ma non era vegana. Così il foglietto è rimasto in uno di quei quaderni che scoppiano di cose da fare, da vedere, da curiosare, da sperimentare e che spesso giaciono in un sonno profondo fino al giorno in cui l’incantesimo svanisce e la fata dell’ordine decide di mettersi al lavoro e risvegliare i buoni propositi. Decisa a veganizzare la ricetta brasiliana, scopro che nel web ci sono parecchie ricette di torte dolci vegane con zucchine… davvero, c’è l’imbarazzo della scelta! E, invece, ne scelgo sei da confrontare. Gli ingredienti principali comuni sono: le zucchine (ovvio!) e le nocciole. Variano le farine, variano i dolcificanti e il latte vegetale o yogurt di soya. Alcune sono in versione scura: cacao amaro nell’impasto e/o un’esagerazione golosa di cioccolato fondente di copertura. Le ho studiate un po’, poi ho cercato una mia versione. Mi è piaciuta in particolare la ricetta di Feli che utilizzava due farine senza glutine: farina di miglio e farina di riso. Non volevo invece utilizzare lo yogurt che, come ben sapete, io con i fermenti non ci vado molto d’accordo. Ho sostituito lo zucchero con il malto in modo da rimanere nello stile Salutiamoci. Peraltro, da troppo tempo nella mia cucina non c’è più neanche una molecola di zucchero quindi se venite a prendere il tè o il caffè sappiate che dovete portarvi lo zucchero! Mi piaceva l’idea del cacao, a dire il vero mi rincuorava sulla riuscita: con il cacao non sbagli mai! Beh, per farla breve ho deciso per una versione bicolor. Una bianca-nera che mi è molto piaciuta e, a quanto pare, è piaciuta anche alla mia amica con la quale ciciara, ciciara abbiamo vergognosamente avanzato solo una fetta tanto per salvare i sensi di colpa. Complice un tè allo zenzero e limone, ovvero hot lemon ginger water come si ordina in India.

torta zucchine11

Ecco qui la mia ricetta, appena in tempo perché la stagione delle zucchine sta per finire!

torta dolce di zucchine

Ingredienti per una torta 22cm. stampo:

-190 g. di zucchine mondatetorta zucchine3

-50 g. di nocciole tritate finemente

-100 g. di latte di riso

-100 g. di farina di miglio

-100 g. di farina di riso

-50 g. di amido di mais

-1 bustina di cremor tartaro

-70 g. di malto di riso

-80 g. di olio di semi di girasole

-10 g. di cacao amaro

Procedimento:

versate metà della farina di riso nel latte di riso, mescolando con la frusta. Lasciare riposare in frigorifero per qualche ora. Lavate le zucchine e tagliatele a julienne. Unite, setacciando, le farine e il lievito. Aggiungete le nocciole, mescolate e unite le zucchine. torta zucchine1Unite la farina di riso sciolta nel latte alla parte solida, mescolate. Miscelate l’olio di semi di girasole con il malto usando il mixer e versatelo inglobandolo al tutto. A questo punto non vi resta che dividere a occhio in due parti la preparazione e in una parte aggiungere il cacao amaro, mescolando.torta zucchine2 Ho riempito lo stampo mettendo al centro la parte bianca e all’esterno quella nera. Andate di cucchiaiate così si mescoleranno un po’! L’effetto sarà quello di una torta casalinga, da vera nonna. Infornare a 180°C e cuocere per circa 30-35 minuti. Come sempre non sono responsabile del vostro forno, ognuno conosce la propria macchina da guerra, la salvezza è sempre nella prova stecchino!

 torta zucchine14

La prima volta che ho fatto la torta non ha lievitato tanto ho pensato che lo stampo in silicone, così bello floreale, abbia limitato la diffusione del calore e quindi la lievitazione. Non c’è problema, è così buona che si è rifatta con stampo tradizionale e una punta di bicarbonato in più!

la spesa, la cambusa, il frigorifero e il congelatore… e un burger di riciclo

1mirtilliLa mia amica mi dice che gli ingredienti delle mie ricette sono strani e mi chiede l’elenco dei prodotti che uso per poter fare una spesa mirata prima di preparare un dolce. Il mio amico ha un sacco di dubbi su cosa comprare e dove comprare, non trova e chi non trova, sta cercando nel posto sbagliato. Per questo mi sono decisa a scrivere questo post che riguarda l’organizzazione della cucina.

Nella lista degli ingredienti della ricetta non specifico se il prodotto è bio, di agricoltura biodinamica, oppure no questo perché non influisce sulla riuscita della ricetta.

Rimando a ognuno di voi, e alle proprie possibilità di acquisto dei prodotti bio o da agricoltura biodinamica che sono più sani ma costano di più.

Per quanto riguarda la spesa potete trovare prodotti bio anche in reparti specializzati nei supermercati oppure potete rivolgervi ai supermercati del bio.

1fragolemie2

Se avete amici con un orto siete fortunati, se avete un piccolo balcone, che non sia esposto a nord e avete il pollice verde e tanta buona volontà siete altrettanto fortunati. Seminate e raccoglierete!

Qualcuno tra le vostre conoscenze ha un piccolo terreno con piante d’ulivo e ha appena terminato la raccolta, si è preparato l’olio extravergine d’oliva, forse ne ha un po’ anche per voi.

Alcune verdure e frutti che vengono da lontano e impossibile averle bio e certo non sono a chilometrozero, anche se ultimamente alcune verdure di paesi lontani vengono coltivate anche alle porte di Mcasco bananeilano per soddisfare la richiesta degli extracomunitari che vivono in città. Queste ci portano sapori e odori da sperimentare per arricchire la nostra cucina. Per quanto riguarda banane e ananas e altri frutti tropicali cercateli con il marchio fairtrade o equosolidale, perché ognuno abbia il giusto. 

Nutrire Milano e  Nutrire la città che cambia

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Potete rivolgervi anche ai GAS (gruppi d’acquisto solidali) per avere buoni prodotti a un prezzo che soddisfa sia il produttore che il consumatore.

Guardate bene le verdure che state acquistando con occhio attento capirete da quanto tempo hanno abbandonato la madre-terra. Ad esempio, il sedano deve stare ben dritto come un soldatino se è fresco ma se s’inchina alla gravità non è stato colto da poco. Cosi, le carote, che sono delle radici, se il gambo della piantina è verde e le sue foglie non sono appassite è sicuramente fresca.

Così si può dire di altre verdure come i rapanelli che spesso vengono venduti senza le foglie3, cosa che non ci permette di capire se il prodotto è fresco e non ci consente nemmeno di prepararci un buon pesto con le sue foglie!

Buon segno e trovare degli ospiti nell’insalata come le lumachine o le forbici. Buon segno è avere frutta non perfetta (la natura non usa stampi) con piccioli verdi e non secchi.

Quando volete usare nelle vostre preparazioni la buccia e bene che questa sia bio: ad esempio la zucca, e gli agrumi. Per una cucina del recupero e bene partire da prodotti bio o di agricoltura biodinamica.

In ogni caso cerchiamo il più possibile di avvicinarci a un cibo sano che deve avere le seguenti caratteristiche:

1 essere di stagione Mi sono sempre chiesta carotineche senso ha mangiare le ciliegie a Natale! Se non sapete (ahimè, qualcuno ha dimenticato la stagionalità!) Potete guardare la tabella che ho rubato al web. 1rapanello

2.essere fresco Se il cibo è bio ma è vecchio che affare è?

3.essere bio o di agricoltura biodinamica14lumachina

4.essere di produzione locale, il chilometrozero. Arriva più in fretta, è quindi più fresco, ecologico perché il suo trasporto comporta meno strada, meno carburante, meno inquinamento. Certo è che le arance in Val d’Aosta non si trovano!

5.a filiera corta Meno passaggi dalla produzione al consumatore. Più fresco e meno caro!

Per quanto riguarda la cambusa controllate le date di scadenza dei prodotti. Ci sono due diciture:

1.da consumarsi entro il…

2.da consumarsi preferibilmente entro il…stagionalità

Per quanto riguarda la seconda non buttate il prodotto ma osservatelo, annusatelo e se è ok cucinatelo!

Cucinate la quantità di cibo che mangiate, nel caso vi avanzasse del cibo congelatelo. Capita sempre quel giorno in cui non si ha tempo per mettersi ai fornelli. In alternativa potete sistemarlo in frigorifero e trovare una buona idea per riciclarlo il giorno dopo. Con gli scarti delle verdure si possono preparare ottime zuppe o sughi per le paste. Nel blog trovate alcune ricette nella categoria recupero.

La cambusa qui sotto è quella che vi consente oggi di eseguire le ricette del blog, ad esclusione dei dolci e delle ricette indiane, mi riservo un altro post per queste due categorie. Naturalmente è in evoluzione, dovrete tenerla aggiornata.

la cambusa dei cereali, dei non-cereali e le loro farine:

-riso Carnaroli, riso Carnaroli integrale

-farina di grano integrale KHORASAN conosciuto con il marchio di KAMUT®      per saperne di più leggete qui -pasta di grano khorasan integrale

-farina di mais -pasta di mais

-farina di riso -pasta di riso

-cereali integrali di farro -farina integrale di farro -pasta di integrale di farrofarina

-miglio

-farina di segale integrale

-quinoa – quinoa soffiata

-amaranto – amaranto soffiato

la cambusa dei legumi freschi o secchi a seconda della stagione:

-ceci -farina di ceci

-piselli

-soya gialla

-fagioli (borlotti, cannellini)legumi India Karnataka

-lenticchie nelle diverse varietà

-fave

-urid dall

-tofu *derivato dal latte di soya

la cambusa dei sapori e degli odori:

-sale marino integrale (ne esistono diverse varietà) ed erbe fresche di stagione o congelate:

-alloro

-basilico

-coriandolo

-curryrosmarino,timo,aneto2

-finocchietto

-maggiorana

-prezzemolo

-rosmarino

-salvia

-timo

la cambusa degli oli:

-olio extravergine d’oliva e.v.o.

-olio di riso2prezzemolo

-olio di semi di girasole spremuto a freddo

-olio di mais

-olio di semi di sesamo

la cambusa dei semi:

-semi di girasole

-semi di sesamo

-semi di zucca

La ricetta è giusto una ricetta di riciclo fatta con le buccette delle fave che togliamo dopo averle cotte… ecco un modo per riutilizzarle:

burger fava12

burger di bucce di fave

Ingredienti:

-300 g. di bucce di fave congelate –da scongelarebucce di fava1

-220 g. di carote

-1 scalogno

-85 g. di farina di mais

-1/2 cucchiaino di curcuma

-1/2 cucchiaino di buccia essiccata di arancia

-olio e.v.o. q.b.

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

affettate lo scalogno, sbucciate le carote e tagliatele a rondelle. In una padella versate l’olio e aggiungere lo scalogno, le carote e le bucce delle fave. Aggiungete le curcuma, mescolate. burger fava1Cuocete coperto avendo cura di aggiungere acqua calda se si asciuga. A cottura completata con l’aiuto del mixer riducete il tutto a purea, salate e aggiungete la farina di mais. Mescolate bene. Il composto deve rimanere lavorabile. Aggiungete la buccia d’arancia essiccata. Mescolate. Con l’aiuto del coppapasta preparate i burger e sistemateli su una teglia da forno. Infornate a 180°C per circa 20 minuti. Se siete abili potete, con l’aiuto di una spatola, girali a metà cottura in modo che si dorino bene da tutte due le parti.

burger fava13Seguirà la lista dolce della spesa e lo speziario: abbiate pazienza!

l’estate che non c’è

Se ne parla, se ne è parlato, si è discusso, si è sperato, si è accettato. Pochi hanno visto l’estate quest’anno. Tutti noi a cliccare continuamente sui nostri siti web preferiti per vedere ora dopo ora, giorno dopo giorno quando avrebbe smesso di piovere, quando sarebbe tornato il sole, quando si sarebbero rialzate le temperature in una frenesia che nulla poteva contro il volere del tempo. L’uomo non può nulla su di lui. Ci piacerebbe il sole, vorremmo un po’ di pioggia, un filo di vento, un non troppo caldo, un non troppo freddo. Inutile resistere, meglio accettare e godersi lo spettacolo celeste. La mia estate la trovate in questi scatti veloci. La mia macchina fotografica è elementare, alcuni scatti sono stati fatti con il cellulare: tutto molto alla mano. La variabilità atmosferica ha regalato una grande varietà di cieli. Il mare, spesso mosso, è stato al gioco trovando un’armonia nella luce e nei colori. Mi sono appassionata, lasciandomi incantare dallo spettacolo che mi veniva offerto. Le nuvole, le luci, le tenebre, l’acqua sempre in divenire. Nulla di statico, tutto in movimento. Qualcosa si creava e poi mutava per plasmarsi in una nuova opera divina. Cielo e mare hanno dialogato a lungo nella luce, nei riflessi, nel movimento. I colori sono quelli che vanno dal bianco al grigio, dall’azzurro all’indaco, con improvvisi spazi liquidi di blu e verde. Riflessi argentei, trasparenze vitali. Fortunata, ho potuto gioire due volte di una luna piena più grande che ha incredibilmente rischiarato la notte. Condivido con voi…

scorci di pecorelle

cielomare109

 planare tra le nuvole

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gioca la luce in sfumature d’indaco

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forme si liberano lente nella quiete

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fuggendo alla ricerca di nuovi spazi

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 la tempesta arriva, improvvisa

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il luccicare del mare

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temporale, tuono lontano

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passa e se ne va

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lilla sereno

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onde di nuvole e di mare

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improvviso buio del giorno

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rincorrersi di forme d’acqua

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e alla fine la luce

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prima c’è il blu

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nel blu c’è la luce

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poi c’è il verde

cielomare51 cielomare32 cielomare97

e la luce che nuota nel verde

cielomare105

Questa ricetta è la versione di un risotto che cucinavo tempo fa. La melanzana fa parte della famiglia delle solanacee: chi fosse allergico/intollerante a questo gruppo questa sera dovrà optare per un’altra ricetta! Non potevo non preparare un piatto con la melanzana dopo che ho trascorso una parte dell’estate al sud. Questa ricetta la dedico agli amici campani di questa estate, a chi ha praticato Raja Yoga con me, a chi sta diventando vegano, a chi vegano è già.

migliotto con melanzana

Ingredienti per due persone:migliotto alla melanzana11

-200 g. di melanzana

-120 g. di miglio

-sale marino integrale q.b.

-basilico a volontà

-1 scalogno

-scorza di limone gratuggiata

-olio e.v.o.

Procedimento:

il miglio deve essere lavato molto bene. Affettate lo scalogno. Lavate e mondate la melanzana quindi tagliatela a pezzetti. In una pentola versate l’olio e aggiungete lo scalogno, la melanzana. Salate e mescolate. Versate il miglio e mescolatelo. Cominciate la cottura versando acqua salata (5g. di sale per 1 l. di acqua) fino a coprire il tutto. Il tempo di cottura è di circa 15 minuti. In questo caso ho cotto il miglio proprio come si cuoc un risoto, mescolandolo di tanto in tanto e aggiungendo l’acqua salata man mano che lo richiedeva. Alla fine dovete aggiungere la scorza gratuggiata del limone e tanto basilico, un’esagerazione di basilico. Ultimate con un goccio d’olio.

migliotto alla melanzana12

io respiro, tu respiri, la terra respira

Come madre e come insegnante di Raja Yoga mi sono sentita invitata da questo post che la mamma di Gaia ha pubblicato settimana scorsa sul suo blog: da buona ruminante ho pensato un po’ alle sue parole, e ora con il cuore…

Respirare è il primo atto che facciamo quando veniamo al mondo e continuiamo a farlo per tutta la vita. Quante volte ascoltate il vostro respiro durante la giornata? Eppure le nostre narici si dilatano al passaggio dell’aria, l’addome sporge o rientra il suo ombelico, la cassa toracica si espande o si restringe, e non ci badiamo. Siamo tranquilli, siamo in ansia, siamo a riposo, siamo nello sforzo fisico intenso e il respiro si modifica: cambia il ritmo, cambia la quantità d’aria, cambia il modo in cui avviene l’inspirazione e l’espirazione. Questa è un’esperienza che facciamo molte volte nella nostra giornata (respiriamo 12-15 volte al minuto a riposo), ma il respiro è qualcosa di più: è un atto sensibile che ci racconta di noi. Il nostro modo di respirare è un riflesso della posizione che assumiamo nella vita. Respirare bene corrisponde a imparare a vivere in maniera equilibrata. Il diventare sensibili all’andirivieni dell’aria è un grande passo verso la consapevolezza di sé.

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Nello yoga si riconoscono quattro tempi respiratori: inspiro, la pausa dopo l’inspiro, l’espiro, la pausa dopo l’espiro. Questo può avvenire tramite tecniche respiratorie (pranayama) o per mezzo di una consapevolezza che nasce dal far amicizia con il nostro respiro. Questa è la strada del Raja Yoga che ho scelto di percorrere e che condivido con i miei allievi. Non ci sono forzature solo l’avvicinarsi curioso a un’ossevazione dell’atto respiratorio. La tranquillità nel rilassamento permette di venire pienamente in contatto con il flusso d’aria che entra e esce da noi. Quando il respiro si regolarizza la mente si calma e lì c’è uno spazio d’ascolto profondo. Scoprire il nostro respiro è scoprire noi stessi.

mandala: nel turchese tecnica mista su legno, olio e rame, 70x70, 2011

mandala2: nel turchese tecnica mista su legno, olio e rame, 70×70, 2011

Nel mese di giugno sono stata invitata dalla scuola materna che Gaia frequenta e con la sua classe ho tenuto tre incontri di yoga. Il programma dell’anno aveva come tema i quattro elementi: il fuoco, l’acqua, l’aria, la terra. Con la valida collaborazione di Maurizia e delle altre insegnanti ho fatto praticare i bambini sul tema dell’aria e della terra. Parlare d’aria è parlare di respiro. I bambini hanno potuto sperimentare i molti modi di respirare: quando si è tranquilli sdraiati a terra e il respiro non è altro che un palloncino che si gonfia e si sgonfia nel pancino. Viceversa, dopo una lunga passeggiata in un bosco immaginario abbiamo il fiatone e siamo stanchi. E ancora, come devo respirare per soffiare sulla fiamma di una candela e lasciarla solo vibrare e non spegnerla? I bambini attenti, osservavano, scoprivano, raccontavano. E’ stata una bella esperienza per tutti grandi e piccini.

gaia 4anni

Gaia

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Mattia

Sapete che anche la terra respira? Quest’ultima osservazione viene da Rudolf Steiner, “L’esperienza del corso dell’anno in quattro immaginazioni cosmiche”. In autunno e inverno la terra ritira le sue forze sotto la crosta terrestre. La terra sta inspirando, raccoglie le sue forze e le trattiene per la stagione fredda.  Poi arriverà la primavera e sarà di nuovo l’estate e la terra espirerà con  i primi germogli, le fioriture, i nuovi frutti. Riuscite a sentire il respiro della terra?

Ho pensato a lungo quale ricetta inserire in questo anomalo post: non poteva che essere una ricetta indiana, doveva essere confortante, non poteva essere un dolce (troppi zuccheri nei dolci indiani!) e alla fine ho deciso per un buon bicchiere di latte vegetale speziato. Provatelo e fatelo assaggiare anche ai vostri bambini. Ho scelto di utilizzare il latte di riso perchè è quello meno caratterizzato rispetto a tutti gli altri: quello di soya è troppo forte di sapore e quello alle mandorle è già buono così. La ricetta essendo una ricetta indiana non è mia: ho comunque apportato delle modifiche per aggiustare il sapore e avvicinarlo un po’ più all’occidentale. La ricetta indiana prevede l’uso di un macinino che lavorando a bassa velocità consente di ridurre il tutto in polvere. Se avete il vecchio macinino da caffè potete usare quello unito a tanta pazienza. Usando il mixer otterremo invece una pasta. Le quantità consentono di preparare una piccola scorta di questa miscela e conservarla per un po’ di tempo in frigorifero. Non so per quanto tempo questa si conservi: il mio consiglio è quello di condividerne una parte con qualcuno visto che il ridurre le quantità non consente di far lavorare bene il mixer. In questo modo abbiamo a disposizione una pasta per aromatizzare il bicchiere di latte di riso per una colazione sprint (ottimo per gli sportivi! Olivia è perfetto per la corsa!) e per le merende dei bimbi.

masala per il latte vegetale

Ingredienti:

-80 g. di anacardi

-70 g. di nocciole

-50 g. di noci

-30 g. di semi di girasolemasala x latte3

-20 semi di cardamomo

-una grattata di noce moscata

-12 grani di pepe nero

-1 cucchiano di curcuma

-1 anice stellato

-1 cucchiaino di finocchio

-1 cucchiaino di curcuma

Procedimento:

in una pentola scaldate, mescolando la frutta secca e i semi per qualche minuto. Aggiungete tutte le spezie ad eccezione della noce moscata. Lasciate raffreddare. masala x latte6Aggiungete la noce moscata e poi passate al mixer lavorando ad intermittenza in modo da non surriscaldare troppo il prodotto. Conservate la pasta in un barattolo. Vi basterà aggiungere un cucchiaino di questa al vostro latte di riso e i profumi dell’India si sprigioneranno con tutta la loro fragranza. 

Naturalmente potete variare la frutta secca e i semi secondo i vostri gusti. L’estate che se ne va ci regala molta frutta secca, un vero tesoro per tutti e in particolare per chi segue una dieta vegana. Raccomando attenzione a chi ha problemi di allergia verso la frutta secca, è possibile fare una variante con solo una qualità di frutta secca o di soli semi.

Se siete abituati a dolcificare il latte usate del succo d’agave o del malto. I vegani non fanno uso del miele che invece viene utilizzato in India. Se avete l’abitudine di dolcificare con il miele sappiate che a temperature superiori ai 40°C diventa tossico, nel caso evitate di scaldare il latte.

 

masala x latte10

stufato di okra e riso pulao con anacardi

Spero che il titolo di questo post non corrisponda al vostro stato. Siete stufi di sentire parlare di okra? In fondo è la seconda ricetta che vi propongo… questa è ancora più veloce della precedente ed è anche più facile da gustare perché si avvicina forse di più al gusto italiano.

Personalmente questo vegetale mi piace sempre più. Sapeste che scambio di ricette c’è al mercato quando lo acquisto! Scambio di ricette ma anche di sorrisi con le donne asiatiche che si sorprendono che io lo conosca così bene. E tutti non fanno altro che dirmi che fa benissimo!

okra stufata+riso6

stufato di okra

Ingredienti per quattro persone:okra lavata

-500 g. di okra

-2 cipolle

-1 cucchiaino di curcuma

-1 cucchiaino di peperoncino rosso

-1/2 cucchiaino di Amchur o Amchoor*

-1/2 cucchiaino di Garam Masala

-20 anacarditavolozza spezie3

-sale q.b.

-olio e.v.o. q.b.

Procedimento:

lavate gli okra e poi togliete la testa e la coda. Tagliateli a pezzetti di circa 1 cm. e lavateli sotto l’acqua corrente in modo da togliere la mucillaggine. Affettate le cipolle sottilmente. okra stufata+riso7In una padella versate l’olio e cominciate a cuocere l’okra. Quando comincerà ad ammorbidirsi allora versate la curcuma e il peperoncino, mescolate. Lasciate cuocere un poco, se è il caso aggiungete un poco d’acqua e tirate a secco. Aggiungete Amchur e Garam Masala, mescolate. Salate. Unite le cipolle, mescolate bene in modo che si mischino all’okra. Cuocete a fiamma bassa e non coprite, state attenti in modo d’aggiungere acqua calda se occorre.

Ho accompagnato questo piatto con del riso Pulao e anacardi. Ecco la ricetta:

1okra stufata+riso

riso Pulao e anacardi

Ingredienti per 4 persone:

-240 g. di riso Basmatiokra stufata+riso8

-2 anice stellato

-1/2 cucchiano di chiodi di garofano

-1/2 cucchiano di cannella spezzettata

-1/2 cucchiaino di semi di coriandolo pestati

-5 semi di cardamomo aperti

-olio e.v.o. q.b.

-sale q.b.

Procedimento:

lavare velocemente il riso. Cuocere il riso in acqua salata in proporzione di una parte di riso e due di acqua. Cuocere coperto per circa 9 minuti, poi spegnere e lasciare che il riso assorba l’acqua. In una padella sistemare l’olio e versare le spezie, velocemente lasciare sprigionare i loro profumi. Togliere dal fuoco. Versare il riso e mescolare lasciando che si aromatizzi.

okra stufata+riso9

 *cosa è AMCHUR o AMCHOOR?

è una spezia costituita dalla polpa di mango essiccata al sole e finemente tritata. Ha un sapore agro-dolce. Questa spezia darà un gusto simile a quello del limone.

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