l’estate che non c’è

Se ne parla, se ne è parlato, si è discusso, si è sperato, si è accettato. Pochi hanno visto l’estate quest’anno. Tutti noi a cliccare continuamente sui nostri siti web preferiti per vedere ora dopo ora, giorno dopo giorno quando avrebbe smesso di piovere, quando sarebbe tornato il sole, quando si sarebbero rialzate le temperature in una frenesia che nulla poteva contro il volere del tempo. L’uomo non può nulla su di lui. Ci piacerebbe il sole, vorremmo un po’ di pioggia, un filo di vento, un non troppo caldo, un non troppo freddo. Inutile resistere, meglio accettare e godersi lo spettacolo celeste. La mia estate la trovate in questi scatti veloci. La mia macchina fotografica è elementare, alcuni scatti sono stati fatti con il cellulare: tutto molto alla mano. La variabilità atmosferica ha regalato una grande varietà di cieli. Il mare, spesso mosso, è stato al gioco trovando un’armonia nella luce e nei colori. Mi sono appassionata, lasciandomi incantare dallo spettacolo che mi veniva offerto. Le nuvole, le luci, le tenebre, l’acqua sempre in divenire. Nulla di statico, tutto in movimento. Qualcosa si creava e poi mutava per plasmarsi in una nuova opera divina. Cielo e mare hanno dialogato a lungo nella luce, nei riflessi, nel movimento. I colori sono quelli che vanno dal bianco al grigio, dall’azzurro all’indaco, con improvvisi spazi liquidi di blu e verde. Riflessi argentei, trasparenze vitali. Fortunata, ho potuto gioire due volte di una luna piena più grande che ha incredibilmente rischiarato la notte. Condivido con voi…

scorci di pecorelle

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 planare tra le nuvole

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gioca la luce in sfumature d’indaco

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forme si liberano lente nella quiete

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fuggendo alla ricerca di nuovi spazi

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 la tempesta arriva, improvvisa

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il luccicare del mare

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temporale, tuono lontano

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passa e se ne va

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lilla sereno

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onde di nuvole e di mare

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improvviso buio del giorno

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rincorrersi di forme d’acqua

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e alla fine la luce

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prima c’è il blu

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nel blu c’è la luce

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poi c’è il verde

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e la luce che nuota nel verde

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Questa ricetta è la versione di un risotto che cucinavo tempo fa. La melanzana fa parte della famiglia delle solanacee: chi fosse allergico/intollerante a questo gruppo questa sera dovrà optare per un’altra ricetta! Non potevo non preparare un piatto con la melanzana dopo che ho trascorso una parte dell’estate al sud. Questa ricetta la dedico agli amici campani di questa estate, a chi ha praticato Raja Yoga con me, a chi sta diventando vegano, a chi vegano è già.

migliotto con melanzana

Ingredienti per due persone:migliotto alla melanzana11

-200 g. di melanzana

-120 g. di miglio

-sale marino integrale q.b.

-basilico a volontà

-1 scalogno

-scorza di limone gratuggiata

-olio e.v.o.

Procedimento:

il miglio deve essere lavato molto bene. Affettate lo scalogno. Lavate e mondate la melanzana quindi tagliatela a pezzetti. In una pentola versate l’olio e aggiungete lo scalogno, la melanzana. Salate e mescolate. Versate il miglio e mescolatelo. Cominciate la cottura versando acqua salata (5g. di sale per 1 l. di acqua) fino a coprire il tutto. Il tempo di cottura è di circa 15 minuti. In questo caso ho cotto il miglio proprio come si cuoc un risoto, mescolandolo di tanto in tanto e aggiungendo l’acqua salata man mano che lo richiedeva. Alla fine dovete aggiungere la scorza gratuggiata del limone e tanto basilico, un’esagerazione di basilico. Ultimate con un goccio d’olio.

migliotto alla melanzana12

io respiro, tu respiri, la terra respira

Come madre e come insegnante di Raja Yoga mi sono sentita invitata da questo post che la mamma di Gaia ha pubblicato settimana scorsa sul suo blog: da buona ruminante ho pensato un po’ alle sue parole, e ora con il cuore…

Respirare è il primo atto che facciamo quando veniamo al mondo e continuiamo a farlo per tutta la vita. Quante volte ascoltate il vostro respiro durante la giornata? Eppure le nostre narici si dilatano al passaggio dell’aria, l’addome sporge o rientra il suo ombelico, la cassa toracica si espande o si restringe, e non ci badiamo. Siamo tranquilli, siamo in ansia, siamo a riposo, siamo nello sforzo fisico intenso e il respiro si modifica: cambia il ritmo, cambia la quantità d’aria, cambia il modo in cui avviene l’inspirazione e l’espirazione. Questa è un’esperienza che facciamo molte volte nella nostra giornata (respiriamo 12-15 volte al minuto a riposo), ma il respiro è qualcosa di più: è un atto sensibile che ci racconta di noi. Il nostro modo di respirare è un riflesso della posizione che assumiamo nella vita. Respirare bene corrisponde a imparare a vivere in maniera equilibrata. Il diventare sensibili all’andirivieni dell’aria è un grande passo verso la consapevolezza di sé.

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Nello yoga si riconoscono quattro tempi respiratori: inspiro, la pausa dopo l’inspiro, l’espiro, la pausa dopo l’espiro. Questo può avvenire tramite tecniche respiratorie (pranayama) o per mezzo di una consapevolezza che nasce dal far amicizia con il nostro respiro. Questa è la strada del Raja Yoga che ho scelto di percorrere e che condivido con i miei allievi. Non ci sono forzature solo l’avvicinarsi curioso a un’ossevazione dell’atto respiratorio. La tranquillità nel rilassamento permette di venire pienamente in contatto con il flusso d’aria che entra e esce da noi. Quando il respiro si regolarizza la mente si calma e lì c’è uno spazio d’ascolto profondo. Scoprire il nostro respiro è scoprire noi stessi.

mandala: nel turchese tecnica mista su legno, olio e rame, 70x70, 2011

mandala2: nel turchese tecnica mista su legno, olio e rame, 70×70, 2011

Nel mese di giugno sono stata invitata dalla scuola materna che Gaia frequenta e con la sua classe ho tenuto tre incontri di yoga. Il programma dell’anno aveva come tema i quattro elementi: il fuoco, l’acqua, l’aria, la terra. Con la valida collaborazione di Maurizia e delle altre insegnanti ho fatto praticare i bambini sul tema dell’aria e della terra. Parlare d’aria è parlare di respiro. I bambini hanno potuto sperimentare i molti modi di respirare: quando si è tranquilli sdraiati a terra e il respiro non è altro che un palloncino che si gonfia e si sgonfia nel pancino. Viceversa, dopo una lunga passeggiata in un bosco immaginario abbiamo il fiatone e siamo stanchi. E ancora, come devo respirare per soffiare sulla fiamma di una candela e lasciarla solo vibrare e non spegnerla? I bambini attenti, osservavano, scoprivano, raccontavano. E’ stata una bella esperienza per tutti grandi e piccini.

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Gaia

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Mattia

Sapete che anche la terra respira? Quest’ultima osservazione viene da Rudolf Steiner, “L’esperienza del corso dell’anno in quattro immaginazioni cosmiche”. In autunno e inverno la terra ritira le sue forze sotto la crosta terrestre. La terra sta inspirando, raccoglie le sue forze e le trattiene per la stagione fredda.  Poi arriverà la primavera e sarà di nuovo l’estate e la terra espirerà con  i primi germogli, le fioriture, i nuovi frutti. Riuscite a sentire il respiro della terra?

Ho pensato a lungo quale ricetta inserire in questo anomalo post: non poteva che essere una ricetta indiana, doveva essere confortante, non poteva essere un dolce (troppi zuccheri nei dolci indiani!) e alla fine ho deciso per un buon bicchiere di latte vegetale speziato. Provatelo e fatelo assaggiare anche ai vostri bambini. Ho scelto di utilizzare il latte di riso perchè è quello meno caratterizzato rispetto a tutti gli altri: quello di soya è troppo forte di sapore e quello alle mandorle è già buono così. La ricetta essendo una ricetta indiana non è mia: ho comunque apportato delle modifiche per aggiustare il sapore e avvicinarlo un po’ più all’occidentale. La ricetta indiana prevede l’uso di un macinino che lavorando a bassa velocità consente di ridurre il tutto in polvere. Se avete il vecchio macinino da caffè potete usare quello unito a tanta pazienza. Usando il mixer otterremo invece una pasta. Le quantità consentono di preparare una piccola scorta di questa miscela e conservarla per un po’ di tempo in frigorifero. Non so per quanto tempo questa si conservi: il mio consiglio è quello di condividerne una parte con qualcuno visto che il ridurre le quantità non consente di far lavorare bene il mixer. In questo modo abbiamo a disposizione una pasta per aromatizzare il bicchiere di latte di riso per una colazione sprint (ottimo per gli sportivi! Olivia è perfetto per la corsa!) e per le merende dei bimbi.

masala per il latte vegetale

Ingredienti:

-80 g. di anacardi

-70 g. di nocciole

-50 g. di noci

-30 g. di semi di girasolemasala x latte3

-20 semi di cardamomo

-una grattata di noce moscata

-12 grani di pepe nero

-1 cucchiano di curcuma

-1 anice stellato

-1 cucchiaino di finocchio

-1 cucchiaino di curcuma

Procedimento:

in una pentola scaldate, mescolando la frutta secca e i semi per qualche minuto. Aggiungete tutte le spezie ad eccezione della noce moscata. Lasciate raffreddare. masala x latte6Aggiungete la noce moscata e poi passate al mixer lavorando ad intermittenza in modo da non surriscaldare troppo il prodotto. Conservate la pasta in un barattolo. Vi basterà aggiungere un cucchiaino di questa al vostro latte di riso e i profumi dell’India si sprigioneranno con tutta la loro fragranza. 

Naturalmente potete variare la frutta secca e i semi secondo i vostri gusti. L’estate che se ne va ci regala molta frutta secca, un vero tesoro per tutti e in particolare per chi segue una dieta vegana. Raccomando attenzione a chi ha problemi di allergia verso la frutta secca, è possibile fare una variante con solo una qualità di frutta secca o di soli semi.

Se siete abituati a dolcificare il latte usate del succo d’agave o del malto. I vegani non fanno uso del miele che invece viene utilizzato in India. Se avete l’abitudine di dolcificare con il miele sappiate che a temperature superiori ai 40°C diventa tossico, nel caso evitate di scaldare il latte.

 

masala x latte10

stufato di okra e riso pulao con anacardi

Spero che il titolo di questo post non corrisponda al vostro stato. Siete stufi di sentire parlare di okra? In fondo è la seconda ricetta che vi propongo… questa è ancora più veloce della precedente ed è anche più facile da gustare perché si avvicina forse di più al gusto italiano.

Personalmente questo vegetale mi piace sempre più. Sapeste che scambio di ricette c’è al mercato quando lo acquisto! Scambio di ricette ma anche di sorrisi con le donne asiatiche che si sorprendono che io lo conosca così bene. E tutti non fanno altro che dirmi che fa benissimo!

okra stufata+riso6

stufato di okra

Ingredienti per quattro persone:okra lavata

-500 g. di okra

-2 cipolle

-1 cucchiaino di curcuma

-1 cucchiaino di peperoncino rosso

-1/2 cucchiaino di Amchur o Amchoor*

-1/2 cucchiaino di Garam Masala

-20 anacarditavolozza spezie3

-sale q.b.

-olio e.v.o. q.b.

Procedimento:

lavate gli okra e poi togliete la testa e la coda. Tagliateli a pezzetti di circa 1 cm. e lavateli sotto l’acqua corrente in modo da togliere la mucillaggine. Affettate le cipolle sottilmente. okra stufata+riso7In una padella versate l’olio e cominciate a cuocere l’okra. Quando comincerà ad ammorbidirsi allora versate la curcuma e il peperoncino, mescolate. Lasciate cuocere un poco, se è il caso aggiungete un poco d’acqua e tirate a secco. Aggiungete Amchur e Garam Masala, mescolate. Salate. Unite le cipolle, mescolate bene in modo che si mischino all’okra. Cuocete a fiamma bassa e non coprite, state attenti in modo d’aggiungere acqua calda se occorre.

Ho accompagnato questo piatto con del riso Pulao e anacardi. Ecco la ricetta:

1okra stufata+riso

riso Pulao e anacardi

Ingredienti per 4 persone:

-240 g. di riso Basmatiokra stufata+riso8

-2 anice stellato

-1/2 cucchiano di chiodi di garofano

-1/2 cucchiano di cannella spezzettata

-1/2 cucchiaino di semi di coriandolo pestati

-5 semi di cardamomo aperti

-olio e.v.o. q.b.

-sale q.b.

Procedimento:

lavare velocemente il riso. Cuocere il riso in acqua salata in proporzione di una parte di riso e due di acqua. Cuocere coperto per circa 9 minuti, poi spegnere e lasciare che il riso assorba l’acqua. In una padella sistemare l’olio e versare le spezie, velocemente lasciare sprigionare i loro profumi. Togliere dal fuoco. Versare il riso e mescolare lasciando che si aromatizzi.

okra stufata+riso9

 *cosa è AMCHUR o AMCHOOR?

è una spezia costituita dalla polpa di mango essiccata al sole e finemente tritata. Ha un sapore agro-dolce. Questa spezia darà un gusto simile a quello del limone.

smoothie al tè matcha

Smoothies al tè matcha5

Questa pazza estate è da inseguire, se in alcune località ha fatto caldo in altre più che un’estate è stato un autunno. Mi ha un po’ spiazzato proporre non tanto i gelati o le insalate di cereali ma i miei smoothies. Per me sono stati una scoperta piacevole e un po’ pigra. Non accendere i fornelli, non dover pulire la cucina… insomma una vacanza!

Sono stata fortunata perché il mese di luglio l’ho trascorso nel sud Italia, quindi ho goduto dell’estate anche se non caldissima. E voi l’avete avuta l’estate? Ultimo post di vacanza: da domani si riaccendono i fornelli!

Questo è uno smoothie facile, facile per quelli che non amano mangiare-bere la verdura, per quelli che amano i tè alla frutta speciali. Il melone è il frutto, il tè verde matcha è il tè prescelto che adoro e chi mi segue lo sa, gli altri possono guardare qui e qua!

smoothies al tè matcha

Ingredienti:

-250 ml. di tè matcha

-200 g. di melone

-1/2 succo di limone

-1 cm. di radice di zenzero

Procedimento:

preparare il tè secondo le indicazioni, e lasciarlo raffreddare. Pulire il melone tagliarlo a pezzetti. Nel frullatore sistemare il melone. il tè, il succo di limone, lo zenzero. A tutta velocità! Una vera bontà! Dissetante ed energizzante!

Smoothies al tè matcha7

smoothie pizzicorino

smoothiesrucola+mela5

smoothiesrucola+mela3 smoothiesrucola+mela4

smoothie pizzicorino

Ingredienti:

-una mela Fujismoothiesrucola+mela12

-un pezzetto di radice di zenzero

-un limone (succo)

-una manciata di rucola lavata

-acqua 200 ml.

Procedimento:

sbucciate la mela (se è bio potete lavarla e usarla con la buccia), tagliatela a pezzetti. Sbucciate lo zenzero, tagliatelo a fettine. Spremete il limone. Mettete il tutto nel mixer o nel frullatore aggiungendo l’acqua e… via! Verso luoghi più freschi… Non esagerate con lo zenzero perché potrebbe risultare troppo piccante visto che anche la rucola pizzica un po’.

Provatelo anche usando una mela Granny Smith.

smoothiesrucola+mela10

gelato di pesca e mandorle

Quando arrivano le pesche me ne riempio il frigorifero, poi però succede che qualcuna di queste è un po’ troppo matura o semplicemente troppo morbida per resistere ancora qualche giorno. Così, dato che mi dispiace enormemente buttare e lo ritengo un vero “peccato” mi sono chiesta: – Di queste, con l’impronta digitale sulla buccia, che ne faccio? – Non posso certo mangiarmi un chilogrammo di pesche tutte in un giorno, anche se sono molto golosa di frutta e alcuni giorni pranzo e/o ceno anche con la sola frutta… così è nato questo gelato un po’ sull’onda dei precedenti, ricordandomi una vecchia ricetta di pesche al forno dove si utilizzavano le mandorle.

gelato pesca-mandorle4

gelato di pesca e mandorle

Ingredienti per due persone:

-2 pesche a pasta gialla bio congelate

-6 cucchiaini di farina di mandorle

Procedimento:

il procedimento è sempre lo stesso… per chi capita da queste parti per la prima volta posso semplicemente dire che la frutta, in questo caso le pesche, devono essere lavate e private del nocciolo e congelate a pezzi. Utilizzeremo anche la buccia se le pesche sono bio. Una volta ben congelate le frulleremo a gran velocità. Quando cominceranno a sciogliersi un poco sarà il momento di versare un po’ di farina di mandorle e continuare così fino alla formazione del nostro gelato casalingo. Questa volta il gelato è arricchito dalle mandorle che ben si sposano con il gusto un po’ acidulo delle pesche. Piacerà anche ai vostri bambini.

gelato pesca-mandorle10

Come sempre un gelato senza zuccheri, se non siete ancora disintossicati dalla voglia di zucchero dolcificate con il succo d’agave.

 

gelato di soya al caffè

Sono golosissima di gelato. E voi? Adoro il gelato al caffè, quello al cioccolato fondente mi fa impazzire, quello alla mandorla non finirei mai di mangiarlo. E poi ci sono quelli alla frutta: limone vero con poco zucchero, fragola gustosa, ananas esotico, mango succulento, mela verde, verde. E ancora ci sono quelli speciali che vi ho già fatto conoscere: alla banana, alla banana-spinacio, alla banana-pisello

1gelato soya-caffè

Ieri pomeriggio sono andata sul classico e mi sono preparata il gelato al caffè! Non è stato difficile: provateci anche voi! Con gelatiera o senza!

Gelato di soya al caffè2 gelto soya-caffè

Ingredienti:

-100 gr di latte di soya

-100 g. di panna di soya homemade è meglio!

-30 g. di succo d’agave

-10 g. di amido di mais

-2 cucchiaini di caffè solubile

Procedimento:

in un pentolino scaldate il latte di soya con la panna di soya. Aggiungete il succo d’agave e mescolate. Setacciate l’amido di mais e aggiungetelo mescolando con una frusta in modo che non si formino dei grumi. A questo punto potete aggiungere il caffè. Continuate a mescolare finché si addensa, poi raffreddatelo e ….

1. se avete la gelatiera, siete furbi, non vi resta che metterla al lavoro!

2. se invece come me la gelatiera non l’avete, non siete disperati… avreste dovuto mettere nel congelatore un contenitore di metallo qualche ora fa. Ora dovreste versaci dentro il vostro preparato e lasciarlo riposare nel congelatore per 1-2 ore. A questo punto dovreste toglierlo dal congelatore versarlo in un frullatore, azionandolo in modo che inglobi l’aria. Poi, di nuovo dovreste rimettete il tutto al gelo. Aspettare 4-5 ore, un’ultima girata nel frullatore, e poi potreste assaggiare e offrire il vostro gelato. E siccome fin qui avete solo letto, siete salvi! Ricominciate da capo… mettere il contenitore di metallo nel congelatore… ;)

 

gazpacho col trucco

 Domenica d’agosto che caldo fa!

La spiaggia è un girarrosto, non servirà

bere una bibita

se in fondo all’anima

sogno l’oceano. Splash!

 Ondeggiano le palme da dattero.picassobagnanti

In cielo un volo di fenicotteri.

Sopra lo scoglio c’è

una ragazza che

ride e si tuffa giù. Splash!

 Vieni qui, lei mi fa, turilla turilallà.

Vieni qui, se ti va, turilla turilallà.

Qui da me troverai, turilla turilallà.

tutto ciò che non hai.

 Ondeggiano le palme da dattero.

In cielo un volo di fenicotteri.

Sopra lo scoglio c’è

una ragazza che ride e si tuffa giù. Splash!

 pablo-picasso-figure sulla spiaggiaSopra lo scoglio c’è

una ragazza che

ride e si tuffa giù. Splash!

 Vieni qui, lei mi fa, turilla turilallà.

Vieni qui, se ti va, turilla turilallà.

Qui da me troverai, turilla turilallà.

tutto ciò che non hai.

 Domenica d’agosto che sera blu!

In cielo c’è una stella che guarda

giù.

Prendo la moto e

vengo a cercare te,

ma non ti trovo più. Splash!

Mi hanno regalato un grazioso grembiule da cucina Olè! Mi raccontano di vacanze in Spagna, di pranzi e cene interminabili e subito mi è venuta voglia di gazpacho. Ma il pomodoro no, il peperone no, il pane no e allora? Ecco il gazpacho verde, dissetante, rinfrescante, fa allegria.

- Cosa è minestrone?- stortando il naso e la bocca. É piaciuto a tutti dalla nonnabis al nipote. L’assaggiatore misterioso se n’è “bevuto” due piatti. Ricetta approvata a pieni voti!

Ingredienti:

-1500 g. anguria

-100 g. rucola9-gazpacho

-1 spicchio d’aglio

-160 g. cetriolo

-1/2 succo di limone

-olio e.v.o. q.b.

-sale q.b.

-2 gallette di riso

Procedimento:

togliere la buccia e i semi all’anguria. Pulire e mondare la rucola. Pelare il cetriolo. Nel mixer sistemare l’anguria a cubetti (tenere da parte alcuni pezzetti), la rucola, il cetriolo affettato, lo spicchio d’aglio. Aggiungere il sale, l’olio e il succo di limone. Frullare il tutto. Versare in un contenitore aggiungendo i pezzi d’anguria che erano stati messi da parte e sistemare in frigorifero per almeno un’ora. Al momento di servire, sbriciolare le gallette di riso in piccoli pezzi, mescolare. Le dosi di questo gazpacho possono variare secondo il gusto: più aglio o meno, così il limone. La rucola rende un po’ pizzicorino il gazpacho ma per chi ama il piccante, l’aggiunta di peperoncino è un obbligo.

Con il caldo è importante mangiare tanta verdura e frutta per restituire al corpo l’acqua e i sali minerali perduti. Anguria e melone sono perfetti. Avete mai pensato di utilizzare anche i loro semini? Lisa Casali  suggerisce di lavarli e tostarli in padella, e io l’ho fatto! Ecco il risultato:

2-semi melone e anguria

cous cous di un’altra estate

couscousestate8

Il cous cous si gusta molto volentieri d’estate: è fresco, leggero si può arricchire con le verdure di stagione. Questa è una versione “in bianco” senza solanacee per chi proprio non le tollera! Anche questo un ottimo piatto d’asporto per un pranzo leggero e nutriente sotto l’ombrellone o in pineta. Completo, perché c’è tutto quello che ci serve: il cereale, le verdure e i legumi con la loro quota proteica.

E voi come lo preparate il vostro cous cous d’estate? 

cous cous di un’altra estate

Ingredienti:

-250 g. cous cous di mais e riso

-270 g. acqua couscousestate7

-olio e.v.o. q.b.

-2 cetrioli

-2 carote

-2 zucchine

-40 g. ceci lessati

-foglie di menta q.b.

-succo di limone q.b.

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

preparare il cous cous, qui trovate come. Lavare e pulire le verdure. Tagliare a julienne le carote, le zucchine. Tagliare i cetrioli in piccoli cubetti. unire i ceci lessati. Aggiungere man mano gli ingredienti, mescolando. Condire con un’emulsione di succo di limone e olio. Aromatizzate con la menta.

Volendo potete aggiungere a piacere :

-peperoncino piccante verde: se siete di gusti hard ;)

-zenzero grattugiato: se al piccante vi piace anche il profumo orientale :)

insalata di farro con zucchine e rapanelli

Le insalate di cereali, fresche e ricche di verdure, sono l’ideale per l’estate. Ci offrono le calorie necessarie senza appesantirci, le vitamine e le fibre e tanto gusto. Si preparano la mattina presto quando non fa molto caldo, si ripongono in frigorifero e si gustano il pasto successivo quando si torna a casa accaldati. Oppure si portano in spiaggia o in montagna per il pranzo: rigorosamente in borsa termica. Oggi vi propongo l’insalata di farro con le zucchine (come mi piacciono le zucchine crude!) e i rossi rapanelli. La scorza del limone e il suo succo hanno dato quel profumo d’estate. Olive nere, spuntano tra i chicchi.

insalata farro zucchine,rapanelli1

insalata di farro con zucchine e rapanelliinsalata farro zucchine,rapanelli9

Ingredienti:

-240 g. di farro cotto

-2 zucchine

-3 rapanelli

-10 olive nere

-scorza di limone q.b.

-succo di limone q.b.

-olio e.v.o. q.b.

-sale q.b.

Procedimento:

lavate e cuocete il farro in acqua salata, qui la ricetta. Raffreddatelo. Lavate e pulite le zucchine e tagliatele a julienne. Lavate e affettate i rapanelli a spicchi. Lavate il limone e ricavatene della scorza, e infine spremetelo. Mescolate il farro alle zucchine, aggiungete i rapanelli, le olive e la scorza di limone. Aggiustate di sale. Condite con olio e succo di limone.

insalata farro zucchine,rapanelli4

per un’estate che va e che viene…

sole, nuvole, temporali, piogge scroscianti, temperature che si alzano e si abbassano, mare calmo e mare mosso, serate al top e serate con l’ombrello,

ma che matta estate è?

Comprate ravanelli con le foglie, non quelli già puliti. Le foglie verdi sono garanzia di freschezza del prodotto. E ancora, con le foglie potete fare un buon pesto, qui trovate una ricetta per un’altra insalata di farro che utilizza proprio lo scarto di questa verdura.

ravanellocurioso

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