Golden Milk o latte d’oro

Ultimamente sono inciampata più volte in post dove si parla di Golden Milk o latte d’oro. Cos’è? curcuma2E, certo, per chi non si aggira in ambiti yogici questa bevanda risulta sconosciuta. Il Golden Milk si prepara molto facilmente e ha grandi proprietà dovute al suo ingrediente principale: la curcuma. La curcuma è una spezia.

Sì, proprio lei: quella polvere gialla-arancio che colora tutti i piatti della cucina indiana e mediorientale. Io uso metterne un po’ anche nelle zuppe. Il suo colore giallo mi fa impazzire!

La medicina Ayurvedica e la Medicina Tradizionale Cinese la utilizzano per contrastare i processi infiammatori. Anche la medicina occidentale riconosce i benifici di questa spezia o meglio dire del suo componente principale la curcumina. Qui trovate tutte le informazioni. Ha proprità antiossidanti e antinfiammatorie, proprietà antidolorifiche (un esempio? I dolori mestruali!) ma soprattutto è efficace sui dolori articolari.

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Ecco perché chi pratica yoga conosce il golden milk! È un grande aiuto per le articolazioni: le mantiene elastiche. Se non praticate yoga e fate sport vi consiglio di provarlo comunque. E se fate solo lo sport da tastiera meglio ancora perché contribuisce a rimuovere le tossine!

GOLDEN MILK

Ingredienti per la pasta circa 40 gg:pasta curcuma10

-1/4 cup di curcuma che tradotte sono: -120 ml

-1/2 cup d’acqua che tradotte sono: -60 g.

Procedimento:

Vi invito a vedere questo bel filmato che vi spiega bene come fare…

Si tratta di scaldare l’acqua insieme alla curcuma mescolando fino a che il composto si addensa un poco: deve risultare una pasta morbida.

Conservatela in un barattolo chiuso in frigorifero.

Ingredienti per il golden milk:

-1 tazza di latte vegetale a vostro piacimento (riso, soya, mandorle, avena, etc.)pasta curcuma2

-1/2 o 1 cucchiaino di pasta di curcuma

-1 cucchiaino di olio di mandorle dolci per alimenti bio 

-1 pizzico di cannella in polvere

-1 cucchiaino di succo d’agave

Procedimento:pasta curcuma11

bene, cominciamo… prendete una tazza del vostro latte vegetale preferito – io li alterno e li acquisto senza zucchero – intiepiditelo e aggiungete la pasta di curcuma, mescolate. Aggiungete l’olio di mandorle per alimenti. Un po’,.. tanto costoso! In vendita nei negozi alimentari bio. Nella ricetta tradizionale viene usato il miele (in India sono vegetariani e non vegani), io l’ho sostituito con il succo d’agave. Se devo dire tutta la verità e nient’altro che la verità… vi dico che io non lo dolcifico (ma io sono strana!). Terminate, ma questo è facoltativo, con un pizzico di cannella in polvere. Se vi piace il piccante ;)) potete provarlo con un po’ di pepe nero macinato! Il pepe nero è secondo l’Ayurveda un’attivatore dei rimedi.

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Buona colazione!

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- Al ladro! Al ladro! – disse la nonna quella mattina quando il piccolo Luca si avvicinò incuriosito alla sua tazza di Golden Milk. Lui se ne era già impossessato, e aveva immerso la sua cannuccia azzurra. – Ma… quella tazza non era destinata a te, furbetto! – Non le restava che armarsi in fretta di un’altra cannuccia rigorosamente rosa, e cercare di riprendersi il suo latte d’oro!

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- Buono! Ancora! -

Accidenti, gli piace! Gli piace proprio!

Ah, scodavo di dirvi che la curcuma è anche un colorante vegetale e che le mani diventano gialle, gialle, vero Luca?

strudel con le bietoline

Quanto mi piacciono le biete o erbette, voi come le chiamate? Devo dire che in questo periodo sto facendo quasi una cura di questa verdura che mi arriva dai gas, così ho cominciato a pensare a come poterle cucinare velocemente perché di saltarle in padella ero un po’ stanca! Con questa ricetta ho messo a tavola la mamma, che ogni volta mi guarda sorpresa perché riesco a preparare rapidamente un piatto che sembra molto elaborato. Insomma, mi fa sentire come uno di quei  cuochi televisivi che sfidano il cronometro per preparare qualcosa di buono. In realtà, penso solo che a lei sembra tutto incredibilmente veloce perché ha dentro di sé i tempi della saggezza! E qui, lei, avrebbe di che dire sulla saggezza! Ad esempio che sono tutte “cretinate” che in realtà la saggezza non c’entra nulla e quella lentezza si chiama vecchiaia! Beh, sì, lei è così!

Comunque, se precedentemente avete cotto a vapore le biete, non ci vorrà molto (tempi di marinata del tofu e ammollo delle uvette, a parte). Ve lo assicuro! Nei pochi minuti di cottura in forno potete sistemare la cucina e apparecchiare la tavola. Tutto ottimizzato!

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strudel con le bietoline

Ingredienti:

-200 g. di farina di farro integrale

-500 g. di biete o erbettestrudel bietole12

-200 g. di tofu

-1 cucchiaio di uvetta sultanina

-1 cucchiaio di pinoli

-1 cucchiaio di capperi sotto sale

-4 olive verdi

-olio e.v.o q.b.

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

lavate e mondate le biete, cuocetele a vapore. Schiacciate il tofu con i rebbi di una forchetta, salate, aggiungete dell’olio e lasciate riposare. Mettete i capperi in acqua per togliere il sale, sciacquateli bene. Ammollate l’uvetta. Setacciate la farina di farro, salate e sulla spianatoia aggiungete l’acqua (circa 1 bicchiere) e cominciate a impastare. Con il mattarello tirate la pasta non molto sottile. Sistemate sopra le biete, raffreddate. Aggiungete al tofu l’uvetta e i capperi strizzati, e sistemateli sopra le biete. Cospargete il tutto con i pinoli. Irrorate con un poco d’olio, se necessario. Chiudete il pacchetto e spennellate la superficie con l’olio. Mettete in forno a 180°C per 15-20 minuti. Tagliare a fette e servire.

È buono tiepido ma anche freddo. Ottima schiscetta per il pranzo di domani, quindi non mangiatevelo tutto.

strudel bietole24Anche questa ricetta va ad arricchire la raccolta IntegralMente di Daria

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torta dolce con le barbabietole e 5 anni da festeggiare

Gaia è arrivata mostrando la gonnellina bianca con disegni di uccellini blu. Una gonna che porta da ben tre anni grazie ad un elastico in vita e, se all’epoca era una lounguette, oggi è una minigonna sfiziosa che: – Fa anche la ruota, nonna. – Il venerdì già profumava di festa di compleanno, e quando arriva il suo compleanno non può che essere quasi primavera.

5 anni! Caspiterina, come passa il tempo e non si vede solo dalle gonne che si accorciano.

Quante cosa da fare! Prima tra tutte è preparare la nostra primavera con veli di tulle dai colori allegri che prendono il posto del bianco, del blu e dell’argento invernale. Ci sono i pulcini da mettere sul ramo fiorito di nastri. La mucca è sistemata: sdraiata sul prato a prendere il sole. C’è la coda della volpe scappata – non mi ricordo più quanti anni fa è successo che la volpe è stata sgranocchiata da Tiffany – ma che speriamo torni presto. Ci sono le coccinelle che Gaia ama tanto. Non ci resta che colorare le farfalle – Nonna, facciamolo insieme, però! -, e appenderle perché così volano meglio. Non può mancare un libro aperto con l’immagine della “Primavera” del Botticelli, perché non c’è solo Chagall!

Una passeggiata, in tarda mattinata,  al parco per vedere la primavera che fiorisce e a giocare un po’ su quei giochi che ora si fanno senza l’aiuto della nonna perché le misure ci sono, sia per arrampicarsi e sia per appendersi; e c’è la forza per spingersi in alto e ancora più in alto, autonomamente sull’altalena. La distrazione rimane, ed è quella che ti fa cadere e piangere una lacrima che la nonna asciuga prendendoti in braccio, anche se pesi e quanto pesi!

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– Che fiore è questo, nonna? – Scoprire una chiazza di violette profumate è un regalo inaspettato.

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Niente nanna, oramai siamo grandi, e possiamo solo riposare un pochino sul divano, insieme, abbracciate, guardando un cartone animato che adoro anch’io: Masha e Orso.

È un cartone animato russo che ha come protagonisti principali una bambina, Masha, masha_e_lorso_02che veste nel costume tradizionale e un orso, ex circense. Sono storie divertenti ambientate in un bosco. Masha testarda e vivace è entusiasta di ogni scoperta e di ogni novità, con il suo entusiasmo finisce sempre per combinare guai a cui Orso deve mettere riparo. Orso le è molto affezionato. Si esprime solo con gesti, cammina da bipide e ha atteggiamenti antropomorfi. Orso sa leggere, scrivere, ama cucinare, pescare, curare l’orto e il giardino, dipinge, suona diversi strumenti musicali. Naturalmente non ha dimenticato le abilità che aveva acquisito al circo: giocoleria, prestidigitazione. Possiede medaglie e coppe che difende dalla curiosità di Masha. Orso è una figura paterna e anche se cerca di tenere impegnata la bambina, per frenare la sua esuberanza e mantenere così la sua tranquillità, si prende cura di lei sopportando i suoi capricci. Quando fa qualcosa che non va la ammonisce col dito o la manda in castigo in un angolo della sua casa.

Molti altri animali entrano nella storia di volta in volta: ci sono due lupi perennemente affamati che vivono in una autoambulanza abbandonata nel bosco. Temono Masha e la sua imprevedibilità. C’è il coniglio che ruba le carote dall’orto di Orso ma è pronto a giocare con Masha e anche ad avvisare Orso quando lei si mette nei guai.

In attesa della grande festa di compleanno del sabato non potevamo non preparaci una torta. L’idea me l’aveva data Gaia qualche settimana fa con la richiesta della torta dolce di zucchine. Ma le zucchine non sono una verdura da equinozio, così mi era venuta voglia di provare a preparare la torta di barbabietola, torta di cui il web abbonda. Ho fatto ben tre tentativi e così posso darvi ben due ricette: una con farina di farro e una senza glutine con farina di miglio e farina di riso.

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La prima volta, che ho fatto questa torta con farina di farro, risultava poco dolce (ricordate che io non uso lo zucchero, vero? Il malto o il succo d’agave sono i miei dolcificanti). La seconda volta ho aumentato le dosi di malto ed è venuta decisamente più appetibile anche per quelli che non hanno ancora abbandonato lo zucchero. La terza volta è andata ancora meglio, perché proprio ricordandomi la ricetta della torta dolce di zucchine, ne ho seguito le tracce e ho usato le stesse farine senza glutine.

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Ebbene sì, mentre la mamma Valeria terminava la supertorta di Robin Hood per la superfesta di sabato, io e Gaia ci siamo preparate una merenda con le candeline.

1,2,3! Soffia! Tanti auguri, Gaia!

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torta dolce alla barbabietolatorta barbabietola senza glutine3

versione con farina di farro

Ingredienti:

-300 g. di farina di farro integrale

-140 g. di olio di mais

-200 g. di malto di mais

-200 g. di barbabietola pulita e cotta

-160 g. di latte di soyatorta barbabietola1

-1 bustina di cremor tartaro

-50 g. di cacao amaro

-200 g. di cioccolato fondente per la copertura

Procedimento:

passare al mixer la barbabietola. Setacciare le farine, il cremor tartaro e il cacao. torta barbabietola2Mixare l’olio con il malto e il latte di soya formando un’emulsione. Versatela, mescolando dall’esterno verso l’interno, alla parte solida. Aggiungete, sempre mescolando delicatamente, le barbabietole. Ponete il tutto in uno stampo (il mio era quadrato 22 x 22) rivestito dalla carta da forno. Infornate a 180°C per 30 minuti. Fate la prova stecchino, mi raccomando. Lasciate raffreddare. Preparate la copertura: sciogliete il cioccolato a bagnomaria, mescolando. Versatelo sulla torta, decorate come più vi piace. Lasciate riposare in frigorifero fino a consolidare la copertura.

C’è sempre qualcuno che decide di aiutare nella pulizia degli attrezzi di cucina utilizzati!

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versione senza glutine con farina di miglio e riso

Ingredienti:

-125 g. di farina di miglio

-125 g. di farina di riso

-50 g. di amido di mais

-200 g. di barbabietola pulita e cotta

-160 g. di latte di soyatorta barbabietola senza glutine8

-200 di malto di mais

-150 g. di olio di mais

-50 g. di cacao amaro

-200 g. di cioccolato fondente per la copertura

Procedimento:

seguite la precedente ricetta, cambiate solo i componenti della fase solida che sarà formata da: farina di riso, farina di miglio e amido di mais, cremor tartaro e cacao amaro.

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La ricetta la invio alla Daria per la sua raccolta IntegralMente. integralmente-rid

spalmabile di carote viola e tofu

Quando una blogger decide di mettere ordine alle sue cartelle trova sempre qualche sorpresa. gaia crema viola2Dimenticata, ho trovato questa ricetta che avevo provato l’anno scorso. Una vera sorpresa perché nelle foto scattate c’è la mia testimonial ufficiale del blog! Guardo la foto: -Come è cresciuta! –

La ricetta l’aveva divertita molto perché le carote viola sono state un vero stupore! Anche per voi lo sono? No, non pensate a modificazioni genetiche, a radiazioni nocive, o a magie di cucina…

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Le carote sono sempre state viola fin dal 1100, la carota arancione è stata sviluppata nel XVII° secolo nei Paesi Bassi. Furono gli olandesi nel 1720 a cambiarle il colore in onore della dinastia degli Orange non attraverso “modificazioni genetiche” ma per selezione successiva partendo da un seme. Per saperne di più leggete qui.

spalmabile di carote viola e tofu

Ingredienti:

-250 g. di carote viola1

-1 scalogno

-3 cm. di radice di zenzero fresca

-180 g. di tofu

-olio e.v.o. q.b.

-sale q.b.

Procedimento:

sbucciare le carote e affettarle a rondelle. Pelare lo zenzero e tagliarlo a pezzi. Pulire lo scalogno e affettarlo. In una pentola a pressione sistemare tutti gli ingredienti e versare tanta acqua da coprirli. Salare. Cuocere per 5 minuti a partire dal fischio. Sfiatare. Raccogliere la verdura con il colino e sistemarla nel mixer. Frullarla velocemente. Aggiungere quindi il tofu e l’olio necessario per ottenere una crema spalmabile. Conservare in frigorifero.

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Il brodo di cottura non buttatelo: io l’ho sistemato in un contenitore e l’ho surgelato. È molto buono, credo che ne potrebbe essere utilizzato per un ottimo risotto! La crema spalmabile è ottima come antipasto o per farvi un panino veloce e anche sano.

zuppa di carote: l’arancione che fa bene

E voi come la fate la zuppa di carote? Non la fate? Le carote sono quella verdura che più o meno tutti noi abbiamo in frigorifero e che spesso compriamo e poi ci dimentichiamo nel cassetto e le troviamo un po’ “stanche” di aspettarci. Anche quelli che non amano la verdura riescono ad avvicinarsi alle carote senza difficoltà. No, non è vero… ora mi viene in mente una persona che ho conosciuto e che le carote le mangiava solamente crude, cotte non le piacevano proprio. Forse perché spesso vengono presentate lessate e non possiamo non pensare al “pranzo del malatino” con la mamma che arrivava portandoci il triste pasto di convalescenza dopo la malattia: riso lesso e carote lesse. Puah! I bambini le amano molto, non ricordo bambini a cui non piacciono le carote. Nella stagione calda le prepariamo tagliandole a julienne nell’insalata di verdure o di cereali e ne mangiamo tante sperando di abbronzarci di più! In inverno, le carote rischiano di diventare solo ingredienti secondari di un piatto. Ecco che invece una buona zuppa di carote ci riscalda e mette allegria e buon umore con il suo bel colore arancio. Io l’ho preparata con pochi ingredienti che contrastano il dolciastro di questa verdura. Sono sicura che vi piacerà.

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zuppa di carote: l’arancione che fa bene

Ingredienti:zuppa carote coriandolo7

-350 g. di carote

-2 cm. di radice di zenzero

-1 scalogno

-coriandolo fresco q.b.

-olio e.v.o. q.b.

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

non smetterò di suggerirvi di usare la pentola a pressione che vi fa risparmiare tempo abbreviando i tempi di cottura e risparmiare soldi meno spreco di acqua ed energia. Inoltre le verdure conserveranno meglio le loro proprietà nutrizionali.

Lavate e sbucciate le carote tagliatele in due o tre pezzi. Sbucciate lo scalogno tagliatelo a metà. Sbucciate lo zenzero fresco. Unite il tutto nella pentola, aggiungete l’acqua fino a ricoprire il tutto. Salate poco. Lasciate cuocere per 7 minuti a partire dal fischio. Spegnete. Sfiatate. Passate il tutto al mixer. Aggiungete il coriandolo e un giro di olio buono. Se preferite una zuppa più brodosa non dovrete fare altro che aumentare l’acqua. Se la volete più speziata aumentate lo zenzero e il coriandolo.

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Come ho già detto non è facile fare una fotografia allettante di un piatto di minestra: questa volta però sono soddisfatta! Che ne dite? Vi fa venire un po’ di voglia?

Un dolce con la carota veloce, veloce? Qui

 

piatto unico: polenta e lenticchie per tutti in poco tempo

luca polenta lenticchie  maniVenerdì, il tanto aspettato venerdì… Luca arriva allegro e imbacuccato sembra un piccolo astronauta nella sua tuta termica. Entra e mi saluta: – Ciao nonnabella. Polenta e eticchie!- cerca il gatto Ares. luca scarpe4- Eccolo! – si ride subito perché ha già fatto il programma della giornata. – Matite! Nonna artista!- è la prima cosa che mi chiede ogni volta che arriva. La sua abilità manuale sta maturando e venerdì il suo segno era deciso ed energico. Sta imparando i nomi dei colori: viola, rosa, marrone,… – E questo? –  – Questo è il bianco, Luca e non si vede sul foglio bianco! Non è rotto! – Terminato il momento “coloro da solo! Io!” gli metto a disposizione il baule pieno di cose di ogni tipo, recuperate un po’ qui e un po’ là. Si immerge con la testa e comincia a estrarre le cose. Non ci sono giocattoli veri e propri piuttosto contenitori di diverse dimensioni, tappi di sughero, castagne matte, tubi di carta, blocchi e vecchie riviste con molte immagini, cucchiai e cucchiaini, scatole piccole con diversi tipi di chiusura, piccoli contenitori di plastica con tappi da svitare, un vecchio flauto, una campanella di paglia, un vecchio tamburello, …

luca travasi1Tutto fa gioco, basta un po’ di fantasia e tutto si trasforma… si diverte con i travasi da un contenitore ad un altro con le mani o con l’aiuto (come è difficile! Ma tu sei bravissimo!) di un cucchiaio si spostano le castagne matte o i tappi. Anche giocare a travestirsi è divertente: un vecchio sacchetto di carta luccicante diventa il cappello del principe.La vecchia borsa gialla della nonna è la sua preferita se la mette al braccio e mi saluta: va a lavorare, mi dice, in ufficio, specifica. Così la scopa con il panno per la polvere viene trascinata per la casa con luca scarpe1grande lena e io ho il pavimento più pulito della settimana. Ride quando sente il gatto che smuove la sabbietta della lettiera e mi informa che il gatto ha fatto la pipì. Il gatto è al gabinetto! Gli piacciono molto anche le “babatte” della nonna, specialmente quelle che io chiamo le “ciabatte del sultano”, rosse con i lustrini, ricamate e la punta all’insù. Se ne va in giro per la casa ed è impossibile non ridere. – Pulito! – Mi dice quando termina il gioco. Poi, con una vecchia corda da saltare gioca alla “coda del serpente che vien giù dal monte…” trascinandola con la mia complicità per tutta la casa. Ride quando gli sfugge e io, veloce, gliela allontano dalla manina che cerca di recuperarla. Ogni tanto torna alla ricerca del gatto e mi prende la mano perché vuole che lo accompagni in camera da letto per vedere (cosa abbastanza certa) se ci sta dormendo sopra. Dopo pranzo arriva il momento del riposo: afferrra la sua scimmietta e il “guinguino”, (leggi pinguino) della nonna e si addormenta velocemente, spesso con il gatto nel letto. Non pare al momento interessato alla preparazione del pasto, almeno non come Gaia che osservava attentamente i passaggi: curiosa un po’, poi vuole tornare a fantasticare con le sue cose, è molto autonomo nel gioco.

luca travasi4Proprio perché partecipa poco alla preparazione del pasto devo dare un occhio a lui e un occhio alle pentole. Sento spesso dire che ci vuole tempo per preparare un pasto sano eppure la mia cucina ha tempi ristretti il più delle volte. Il tempo è prezioso e forse è solo l’idea di non avere lo spazio temporale sufficiente a far desistere le persone dal mangiar sano.

Avete 30 minuti + 15 minuti? Sono quelli che vi serviranno per mettere in tavola un buon piatto unico per tutta la vostra famiglia. Quello che vi serve è una pentola a pressione!

Pronti… via!

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In poco tempo sarete a tavola con un buon piatto di:

polenta e lenticchie

Ingredienti per 5 persone:

-500 g. di farina di mais spinato macinata a pietra q.b.luca polenta gialla19

-2 l. di acqua q.b.

-250 g. di lenticchie Pedina q.b.

-carota q.b.

-sedano q.b.

-scalogno q.b.

-aglio q.b.

-alloro q.b.

-1 cucchiaio sale marino integrale per la polenta + q.b. per le lenticchie

-olio e.v.o. q.b.

Procedimento:

la prima cosa che dovete fare è cuocere le lenticchie. Niente paura queste lenticchie luca polenta gialla20non hanno bisogno di ammollo per cui è sufficiente lavarle sotto il getto dell’acqua. Carote, sedano, aglio e scalogno a piacere puliti e lavati. Lo scalogno affettato, le carote e il sedano tagliati a pezzetti. Nella pentola a pressione versate un poco d’olio e aggiungete le verdure. La foglia d’alloro è d’obbligo. Versate le lenticchie, un poco d’acqua giusto per ricoprire il tutto e chiudete il coperchio. Lasciate cuocere per 15 minuti a partire dal fischio. I tempi di cottura sono indicativi, dipendono dalla vostra pentola a pressione. Intanto potete stendere il bucato, telefonare a un’amica, o giocare con il piccoletto ai travasi. Sfiatate, salate e se c’è troppa acqua fate asciugare. Riversate il tutto in un contenitore e tenete in caldo. Preparate la polenta sempre in pentola a pressione: versate il quantitativo d’acqua nella pentola e salatela. Lasciate che prenda il piccolo bollore e poi a pioggia versate la farina di mais, mescolando in modo che non si formino i grumi. Chiudete la pentola con il coperchio e aspettate che entri in pressione. Cuocete per 30 minuti a partire dal fischio. Qui siete libere per ben mezz’ora… Io cambio il pannolino, apparecchio e comincio a fare un po’ di ordine in quel caos che ho sul pavimento. Sfiatate. Servite e godetene tutti!

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okara polentina

Ieri mi sono preparata il latte di soya. E oggi vi posso presentare una ricetta di recupero dell’okara, scarto della lavorazione del latte di soya. Ecco che cosa si può ottenere velocemente dall’okara di soya e senza impegnarsi troppo. Un dolce senza lievito e senza zuccheri raffinati. Un dolce profumato, che nelle spezie ricorda i dolci invernali del periodo natalizio da sbocconcellare a colazione e a merenda. Attenzione, può sembrare senza glutine ma non lo è: il malto contiene glutine anche se è derivato da un cereale senza glutine in quanto per la sua produzione si parte sempre da quello d’orzo. Potete sostituirlo con lo sciroppo di riso.

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Okara polentina

Ingredienti:

-140 g. di okara di soya

-100 g. di farina di mais1okarapolentina

-4 cucchiai di malto di mais

-2 cucchiai di olio di semi di girasole

-cannella in polvere q.b.

-4 chiodi di garofano

-noce moscata q.b.

Procedimento:

mescolare la farina di mais all’okara precedentemente schiacciata con i rebbi della forchetta. Miscelare con l’aiuto del mixer l’olio di semi di girasole e il malto di mais. Pestare i chiodi di garofano e aggiungervi la noce moscata e la cannella in polvere. Versare le spezie nell’emulsione, mescolare e aggiungere il tutto alla parte solida. Lasciar riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Poi, versare il tutto in stampini e infornare a 180°C per circa 25 minuti.

  Altre ricette salate e dolci con l’okara le trovate qui e qua e quoQQQ

spaghetti di farro integrale con broccolo fiolaro

Questo broccolo è stata una vera sorpresa. È arrivato con la spesa GAS della settimana e non lo avevo mai mangiato. È una varietà di broccolo che è inserita nell’elenco dei prodotti veneti tipici. Viene coltivato sulle colline di Creazzo in provincia di Vicenza. Se ne volete sapere di più accedete da qui

cavolo fioraio1Il nome fiolaro deriva dalla presenza di germogli inseriti lungo il fusto della pianta, conosciuti con il termine dialettale di fioi (figli) e che sono insieme alle foglie più giovani la parte migliore del broccolo. Anche Goethe se ne innamorò  durante la tappa vicentina del suo viaggio in Italia, tanto da descrivere la donna che ne portava ceste piene sostenute da quel legno flessibile che non è altro che il bigolo, strumento di lavoro dei contadini. Goethe, tra le tante architetture disegnate, finisce per ritrarre la contadina che insieme ai suoi ortaggi l’aveva affascinato. Il suo aspetto cespuglioso faceva pensare a qualcosa di selvatico, di bel colore verde si mostrava aperto come un grande fiore. Ho pensato subito ad una pasta e mi sono lasciata subito immaginare a quale sarebbe stata la sua compagnia in padella. Una ricetta vegan, semplice che faccia sentire appieno il gusto di questa specialità (le ricette venete sono ricche di formaggi e carne per cui non ho potuto riferirmi ad esse). Un ingrediente e poi un altro ed ecco che gli spaghetti sono stati pronti e gustati con grande piacere. Ho scelto gli spaghetti di farro integrale proprio per il loro gusto antico che ben si abbina al broccolo.

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spaghetti di farro integrale con cavolo fiolaro

Ingredienti per un lui e una lei:cavolo fioraio4

-120 g. spaghetti di farro integrale

-un cespo di cavolo fiolaro

-1 spicchio d’aglio

-qualche cappero salato di Pantelleria

-olive verdi q.b.

-olive nere q.b.peperoncini marco

-sale marino integrale q.b.

-olio e.v.o. q.b.

-peperoncino rosso q.b.

-gherigli di noci q.b.

Procedimento:

lessare in poco acqua salata (6-7 minuti) il cavolo fiolaro dopo averlo lavato. Scolarlo per bene. In una padella versare l’olio e aggiungere l’aglio, i capperi (devono essere prima messi in acqua e lavati con più lavaggi per eliminare il sale e idratarli), il peperoncino. Togliere l’aglio e aggiungere il broccolo fiolaro tagliato a pezzi. Mescolare. Aggiungere le olive verdi e nere private dei noccioli e tagliate a pezzetti. Mescolare. Salare. Lasciar insaporire. Nel frattempo avrete cotto gli spaghetti in acqua salata, rimanete indietro nella cottura di 1-2 minuti. Scolate e versateli nella padella insieme al cavolo e fate saltare il tutto. Terminate aggiungendo i gherigli di noci spezzati e ancora un giro d’olio. Facile, no? 

Così fu: il broccolo veneto migrò verso sud! 

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Ringrazio Marco per i suoi peperoncini di cui mi ha fatto dono: puro rosso, profumato e piccante come piace a me.

 

riso rosso con salsa allo scalogno e topinambur

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- Lo sai, nonna, che noi non sentiamo solo con le orecchie? Noi sentiamo con tutto il corpo. – Sì, è lei: la “meravigliosa” che è tornata a trovarmi venerdì. Quella che rimane meravigliata e con la bocca spalancata sono io! Riflessioni profonde per i suoi quasi 5 anni, e pensare che ci sono degli adulti che questa cosa non l’hanno ancora sperimentata. Sarà l’innocenza dei bambini, sarà che con me ha sempre più un contatto profondo nel raccontarmi le sue emozioni, i suoi desideri. Venerdì in particolare era particolarmente “sintonizzata” a cogliere i bisogni e le necessità sue e mie. Mi sono commossa più volte per questa incredibile sintonia. Le coccole al gatto, e poi la richiesta di poter disegnare: – Mi fai disegnare, nonna? – E io pronta ad offrirle i molti materiali che le metto sempre a disposizione: matite, acquarelli, tempere, gessetti, cere. La scelta del materiale mi comunica il suo stato d’animo, i suoi bisogni. – Voglio gli acquarelli e un foglio grande. – Servita della carta mi chiede se le bagno il foglio con la spugna ma poi cambia idea. Finalmente l’ho di nuovo vista libera di dipingere colore, solo colore al di là delle forme. L’ho osservata con grande piacere giocare miscelando i colori sul foglio. – Nonna, che colore è il colore porpora? – Spiegare il colore porpora, (come le è venuto in mente?) non è proprio semplicissimo. – È un viola che è un po’ rosso… – e allora la ricerca del porpora si è spostata dal foglio all’acqua che serve per pulire i pennelli… – E così, nonna? – Che bello, mi sono detta, arriviamo alla pura essenza dell’essere colore. Sì, perchè il colore è un essere… – Noi siamo due artiste! – mi dice.

Durante le vacanze di Natale abbiamo provato la tecnica del feltro: dalla lana cardata alla realizzazione di un grande cuore in feltro. Il processo richiede attenzione per preparare trama e ordito con la lana che poi vengono insaponati e lavorati prima delicatamente e poi con sempre più energia fino all’infeltrimento. Spalmare con le mani il sapone fino a farne una schiuma morbida è un bellissimo gioco. Lavorare la lana, riscalda anche se siamo con le mani bagnate e non solo il corpo ma anche l’animo.

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Non è mancato il momento cucina con una preparazione un po’ lunga ma che ha soddisfatto ampiamente sia il momento gioco che il momento gustativo.

riso rosso scalogno topinambur16  

S’imparano tante cose cucinando: un po’ di scienze, P1080553un po’ di manualità, un po’ di fotografia, un po’ di composizione,… ma soprattutto è in quel momento, quando le mani sono impegnate, che  l’anima si libera e si comincia a parlare. Ci sono segreti da regalare, ci sono domande che non hai mai avuto il coraggio di fare, ci sono piccoli ma anche grandi dispiaceri da condividere, ci sono i - Ti ricordi, nonna, quando noi… -. E quel noi, e quei ricordi lontani (come fa a ricordare episodi così distanti nel tempo, rimarrà un mistero!)

Che bello è essere nonna!

riso rosso scalogno topinambur7

riso rosso con salsa allo scalogno e topinambur

ingredienti per una nonna e una bimba:riso rosso3

-120 g. di riso rosso

-3 scalogni

-3 topinambur

-1 spicchio d’aglio

-olio e.v.o q.b.

-foglie di salvia fresche

-sale marino integrale q.b.riso rosso6

-3 cucchiaini di panna di soya homemade

Procedimento per il riso:

cuocere il riso in acqua salata per circa 30 minuti. Scolare.

Procedimento per la salsa di scalogno:

pulire gli scalogni (Gaia si ricordavriso rosso scalogno topinambur8a perfettamente di averlo già fatto: – Quando poi nonna abbiamo fatto la pasta con le more… nonna, ti ricordi?) e affettarli. In una padella versare dell’olio e cuocerli aggiungendo le foglie di salvia, salare.

Pulire i topinambur e affettarli sottilmente. Cuocere i topinambur con un po’ olio in una padella, salare. Asciugarli con il panno carta. Nel mixer unire, una volta raffreddati gli scalogni cucinati e qualche cucchiaino di panna da cucina. Quello che dovete ottenere è una salsa densa. Aggiustate di sale e se necessario unite ancora un po’ olio. Tutto pronto!

riso rosso scalogno topinambur9Ora non vi resta che impiattare: io e Gaia ci siamo divertite con il nuovo giocattolo da cucina che magicamente prepara dei cubetti di riso, regalo di Natale che non avevo ancora provato!

Grazie, ritastefanoedoardo.gaia riso rosso cubetto

Si è deciso insieme come impiattare e Gaia ha scattato le foto! Divertente vederla girare intorno al tavolo o salire sulla sedia per trovare inquadrature strane. Alcune foto sono un po’ mosse, questo perché la macchina fotografica è ancora troppo grande per le sue manine.

WP_001150

Unico problema non è stato scaricare 70 fotografie ma scegliere quelle da pubblicare!

  riso rosso scalogno topinambur8

barbabietola, non ti odio più!

Chi odia le barbabietole alzi la mano! Lo so che questa verdura non è molto amata, spesso perché le barbabietole vengono acquistate già lessate in una confezione sotto vuoto che ne priva in parte del loro sapore. Fresche sono un’altra cosa. La ricetta è elementare ma riesce a farvi coprire il gusto terroso di questa verdura.

barbabietole1

I miei figli di questa verdura ne hanno mangiata in gran quantità anche perché ai tempi preparavo la cosiddetta schiscetta per il pranzo a scuola e una volta alla settimana toccava il contorno sbrigativo. Credo che entrambi le abbiano spacciate in cambio di pietanze più invitanti, sfruttando la curiosità dei compagni che non avevano mai visto questa verdura rossa.

La barbabietola è un tubero e appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae. Di lei si dice che è ricca di sali minerali (ferro) e vitamine (vitamina A, B9 acido folico), ricca di antiossidanti e di flavoidi che ci aiutano a proteggerci dall’ossidazione dei radicali liberi. È sconsigliata a chi soffre di calcoli renali per la presenza di ossalati e a chi soffre di diabete perché contiene zuccheri.

barbabietolaal forno3

barbabietola, non ti odio più!

Ingredientibarbabietola3 (1)

-una barbabietola

-1 spicchio d’aglio

-sale marino integrale q.b.

-olio e.v.o. q.b.

-foglie di coriandolo fresche -facoltativo-

Procedimento:

pelate la barbabietola e affettatela. Ungete una teglia con l’olio e strofinatela con l’aglio. Sistemate le fette di barbabietola, salate e cuocete in forno  180°C. 

barbabietolaal forno5

Quasi delle chips di barbabietola, se il gusto vi risulta troppo dolce aggiungete delle foglie di coriandolo fresco che equilibreranno il sapore.

 Sono sicura che così riusciranno a mangiarle anche i bambini!

Altre ricette con barbabietola le trovate qui e qua.

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