burger di spinaci e sorgo bianco

Oggi vi presento un’altra ricetta con il sorgo bianco perché quando si scopre un alimento nuovo vale la pena sperimentarlo. Avevo nel frigorifero gli spinaci della spesa settimanale dei GAS, che aspettavano di essere cucinati. Il sorgo era in acqua da due ore e aspettava di essere cotto con la verdura. Sia gli spinaci che le biete li cucino con poca acqua (un fondo) in pentola coperta dopo averli ben lavati: è quasi una cottura a vapore che mantiene maggiormente le proprietà dei vegetali.

burgher spinaci+sorgo4

L’idea del burger mi è parsa molto sfiziosa, non mi sbagliavo, il risultato è stato gustoso e piacevole con l’insalata fresca. Vi ricordo che il sorgo è senza glutine, quindi questi burger sono adatti a chi soffre di celiachia. Sono un trucco per far mangiare in allegria la verdura ai vostri bimbi. Mamme, che siete sempre con il tempo contato ricordatevi che il sorgo è agile perché il suo tempo di ammollo è ridotto a solo due ore. Altre ricette per  vegan burger le trovate qui e qua.

burger di spinaci e sorgo biancoburgher spinaci+sorgo1

Ingredienti:

-100 g. di sorgo bianco bio

-100 g. di spinaci cotti

-1 spicchio d’aglio

-olio e.v.o. q.b.

-1/2 cucchiaino di curcuma

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

lavare il sorgo sotto il getto d’acqua. Metterlo in ammollo, sono sufficienti due ore. burgher spinaci+sorgo2Scolarlo. Cuocere in acqua la proporzione è di 1:3 salata in cui avrete aggiunto la curcuma. Lasciar cuocere per 15 minuti, se rimane dell’acqua scolare. In una pentola versare l’olio e aggiungere lo spicchio d’aglio. Saltare gli spinaci che avrete preventivamente lessato in poca acqua salata o cotto a vapore. Aggiungere il sorgo e lasciare che si insaporisca. Togliere lo spicchio d’aglio se non è gradito. Frullare con l’aiuto del mixer 2/3 del preparato aggiungendo ancora un filo d’olio se necessario. Riunire tutto il preparato e sistematelo con l’aiuto di un copppapasta su un foglio di carta da forno. Infornare a 180°C per circa 10-15 minuti. Saranno pronti quando si formerà una crosticina sulla superficie. Attenzione a non farli seccare troppo. Servire con dell’insalata fresca.

burgher spinaci+sorgo5

Expo 2015

Il primo maggio si avvicina e noi milanesi siamo in trepida attesa. Alcuni di noi sono preoccupati e un po’ dubbiosi, altri entusiasti e pieni di grandi aspettative. Insomma, come sempre nella vita, c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto. Ottimisti e pessimisti. Io tifo per l’Italia, io tifo per l’Expo! Di fatto è un po’ che non sopporto chi fa prognostici di sventura e critiche assurde ancora prima di averlo visitato. Credo che gli italiani non riescano mai a funzionare come una squadra: l’obiettivo dovrebbe essere comune. Se andrà bene, andrà bene a tutti!

broccolocarota expo

Con queste premesse voglio comunicarvi che sono diventata un Contributor di Expo worldrecipes, il ricettario globale di Expo Milano 2015! Ebbene sì, ho scelto di partecipare con alcune ricette e unirmi a una comunità fatta di amanti della cucina con culture e tradizioni diverse, e modi di pensare al cibo diversi. 

Per accedere al sito di Expo2015 potete cliccare quiLeggo dal sito:

“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il Tema al centro della manifestazione, il filo logico che attraversa tutti gli eventi organizzati sia all’interno sia all’esterno dello Sito Espositivo. Expo Milano 2015 sarà l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo: se da una parte c’è ancora chi soffre la fame (circa 870 milioni di persone denutrite nel biennio 2010-2012), dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta e troppo cibo (circa 2,8 milioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso). Inoltre ogni anno, circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate. Per questo motivo servono scelte politiche consapevoli, stili di vita sostenibili e, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, sarà possibile trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse. La riflessione sul Tema si trasforma anche in un momento di condivisione e di festa, grazie a incontri, eventi e spettacoli da vivere in compagnia della mascotte Foody e degli allegri personaggi che la compongono. Ogni aspetto, ogni momento, ogni Partecipante di Expo Milano 2015 declina e interpreta il Tema scelto, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.”

E ancora cliccate qua, se avete dei bambini, perché c’è un Expo dedicato a loro.

Se amate l’arte, la Triennale di Milano offre una mostra dal 9 aprile sul arte e cibo, qui, Rituali dal 1851 è la mostra a cura di Germano Celant fino al 1 novembre 2015.

E ancora, uno spazio dedicato a noi donne, che con il cibo non solo abbiamo a che fare tutti i giorni da sempre, ma siamo anche depositarie di pratiche, conoscenze e tradizioni. WE-Women for Expo, per noi donne che siamo noi stesse nutrimento di vita: noi con la nostra capacità di nutrirci e di nutrire gli altri. Cito dal sito:

“Grazie a WE-Women for Expo le donne dei Paesi Partecipanti a Expo Milano 2015 verranno invitate a esprimersi su nutrimento del corpo e nutrimento della libertà e dell’intelligenza, con la convinzione che la sostenibilità del Pianeta passa attraverso una nuova alleanza tra cibo e cultura e che le artefici di questo nuovo sguardo e nuovo patto per il futuro debbano essere le donne. Saranno artiste, scrittrici, grandi personalità, ma anche donne comuni. Perché tutte possono essere parte di WE, che significa “noi”.”

Per saperne di più cliccate qua, donne e uomini!

Expo2015 è molto: tutto da esplorare per conoscere, confrontarsi, scambiare. Difficile parlarne in un post, il mio rimane un invito a restare aperti e curiosi di sé e degli altri.

Foody la mascotte: è sincero, saggio, rispettoso e amante della sana e buona cucina. Rappresenta la comunità, la diversità e il cibo inteso nella sua accezione più estesa, fonte di vita ed energia. Per questo è costituito da una famiglia di undici elementi, ognuno con caratteristiche e personalità diverse, che agiscono come veri e propri personaggi. Riuniti in un Volto Unico essi rappresentano l’ideale sinergia tra i Paesi del mondo chiamati a rispondere con energia e positività alle sfide del nostro Pianeta sull’alimentazione presentandosi come una vera famiglia, unica, simpatica e dinamica.”

Ha avuto molto critiche… piace ai bambini così come “l’orso” (Priapo-Ortolano – Giuseppe Arcilboldo 1590), che abita la mia cucina, diverte ancora i miei nipoti.

mascotte-expo2015Oggi  la Giornata della Terra compie 45 anni! Auguri al Pianeta!

il primo piatto di primavera e due nipoti effervescenti

Finalmente si vede la primavera dopo una Pasqua terribile. Si vede nella luce, nei giardini fioriti (poveri gli allergici!) e anche nel mio piccolo giardino sul balcone. I giacinti sono sfioriti per lasciare posto ai muscari che quest’anno sono stupendi con quel loro colore azzurro. Le fresie sono spuntate tutte colorate gialle e viola (i miei colori preferiti!), e anche il primo tulipano rosso. La pianta delle fragole è rigogliosa: è fiorita e ora si vedono le prime fragole verdi, piccole, piccole. Gaia quando le ha viste si è subito ricordata quando l’anno passato, sedute di fianco al vaso, ce le gustavamo leccandoci le dita. Venerdì di primavera: la Meravigliosa ha voluto che venisse anche suo fratello dalla nonna Kiss, così eravamo in tre a giocare. Siamo stati ai giardini ad arrampicarci, a scivolare, a dondolarci.

 gaia2 aprile15   luca5 aprile15

Non poteva mancare la visita alle anatre per vedere se erano già nati i piccoli (troppo presto). Abbiamo cercato le tartarughe e le abbiamo trovate che prendevano finalmente il sole.

 tartarughe2-15  luca gaia2 aprile15

Naturalmente non potevamo non salire sul ponticello a vedere i pesci grossi, grossi. Così la mattina è volata tra risate, cadute, mani sporche e mocci al naso da pulire.

Il povero gatto Ares ha sopportato carezze, dita negli occhi, pettinate, e anche una suonata di piffero mentre stava tranquillamente al “gabinetto”. Sono morta dal ridere! Luca è veramente imprevedibile. Gaia come al solito è finita con un piede nella ciotola dell’acqua del gatto, ma ha fatto finta di nulla. Solo nel tardo pomeriggio ha confessato la sua solita sbadataggine! “Nonna, Ares non ha più l’acqua… Sai, nonna, anche oggi ci ho messo un piede dentro!“ “Sempre a farti il pediluvio nella ciotola del gatto!” E abbiamo riso insieme! Dopo il pranzo, mentre Luca dormiva attorniato da tutti i pelusche che ho in casa, io e Gaia ci siamo dedicate alla creazione di una collana per la mamma che “Alla mia mamma le piacerà! Sono sicura.” Poi, tutti e tre insieme, abbiamo dipinto prima con gli acquarelli e poi con le tempere. Luca voleva le MATITE! e c’è voluto l’intervento della sorella per fargli cambiare idea e scoprire quanto è divertente. L’attenzione dei bambini, specialmente per Luca che è così piccolo, ha un tempo limitato così il gioco si esaurisce in fretta e dobbiamo essere pronti per inventarcene subito un altro. La mia camera che è il posto magico dello yoga è una vera attrazione per loro. Hanno curiosato tra bacchette magiche, gong, scatolette a forma di cuore con lustrini che racchiudono segreti, scatolette di legno di sandalo profumate, carillon e libri di yoga.

“Nonna, facciamo yoga?”

Dovete sapere che, dopo l’esperienza dell’anno scorso, su richiesta dei bimbi e della loro maestra Maurizia, ho fatto altri interventi di yoga nella classe acqua della scuola materna di Gaia. Di questo mi riprometto di parlarvene una prossima volta più approfonditamente perché è stata una bella avventura che si ripeterà nel mese di maggio.

Dove ero rimasta? Ah, sì… ha cominciato Gaia a mostrare al fratello la posizione del cammello e lui la imitava ridendo divertito. E poi il gatto, la coccinella, la farfalla, il cobra,… “Nonna, non c’è la posizione del cavallo? Il cavallo è il mio animale preferito!” No, non c’è la posizione del cavallo… e giù a ridere… con Luca che continuava a provare le posizioni e dicendo “Anch’io cammello!”. Che piacere vederli giocare allo yoga!

Per il pranzo mi ero già organizzata dalla sera precedente: come avrei fatto con due monelli in circolazione!

penne farro pure e fave10

penne rigate di farro con purè di fave e fave fresche

Ingredienti per il purè di recupero:pure fave7

-1 kg. di fave fresche

-1 scalogno

-olio e.v.o. al rosmarino q.b.

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

togliete dal bacello le fave. Tagliate finemente lo scalogno. In una padella versate l’olio e lo scalogno. Aggiungete le fave. Coprite e lasciate cuocere aggiungendo un po’ di acqua calda quando necessita. Quando le fave saranno cotte, togliete loro la buccetta e mettetele nel mixer aggiungendo ancora dell’olio e lasciando che piano piano si formi il purè. Salate alla fine.

Ingredienti per la pasta con le fave per 3 golosi affamati:

-180 g. di pasta al farro integrale (penne rigate)

-fave cotte q.b.

-olio e.v.o al rosmarino q.b.

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

non vi resta che cuocere le penne al dente, scolarle e condirle con il purè di fave che avete preparato. Aggiungere le fave che avete cotto. Terminare con un giro d’olio.

   penne farro pure e fave6penne farro pure e fave4

Facile vero? Buona e nutriente.

Ricordatevi che con i bacelli delle fave potete, se sono bio, farvi un aperitivo qui la ricetta.

Un’altra ricetta fatta con le buccette delle fave la trovate qua.

sorgo bianco e broccoletti

Il sorgo o saggina (si quella con cui si fanno le scope!) è un interessante “senza glutine”, sorgo bianco +broccoletti3si tratta di una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle graminacee. Il suo luogo di provenienza è l’Africa equatoriale, ma oggi è diffuso in tutti i continenti anche se inizialmente il sorgo era prescelto nella coltivazione in terreni secchi con clima arido.

Viene coltivato anche in Italia sia pur in piccole quantità e solo in alcune zone (Emilia Romagna). È il quinto cereale nell’economia agricola mondiale. Ricco di fibre, proteine, vitamine e sali è un prodotto nutriente e molto digeribile.

Dal sorgo viene ricavata la granella che può essere utilizzata così come è in cucina o trasformata in farina. Per quanto riguarda la granella bio che ho utilizzato nella mia ricetta leggo sull’etichetta i valori nutrizionali medi per 100 g. di prodotto:

energia 376 kcalsorgo bianco +broccoletti4

grassi 3.5 g.

di cui grassi saturi 0.6 g.

carboidrati 72.1 g.

di cui zuccheri 2.5 g.

fibre 6.7 g.

proteine 10.6 g.

sale 0.005 g.

è quindi una buona fonte di energia. Essendo privo di glutine è adatto anche nelle dietesorgo bianco +broccoletti5 per celiaci. Altamente digirebile è adatto ai bambini. Contiene Sali minerali (ferro, calcio, potassio) e vitamine (B3 e E).

Qui e qua potete trovare altre informazioni.

Quando Luca mi ha visto cuocere i broccoletti è diventato matto: si può strillare perchè si vogliono assaggiare? Ebbene, sì! I miei nipoti adorano questa verdura e chi mi segue da un po’ sa quante ricette ho preparato per soddisfare questa loro golosità! Deve essere una questione genetica! Comunque, per tenerlo buono, (era ancora lontana l’ora del pranzo) l’ho messo al lavoro, e con il piattino-grattugia della zia Giulietta ha ridotto l’aglio e lo zenzero a poltiglia. Si è guadagnato il pasto! 

sorgo bianco e broccoletti 

Ingredienti per una nonna e un bambino felice:

-150 g. di sorgo bianco biosorgo bianco +broccoletti1

-150 g. di broccoletti

-1 spicchio d’aglio

-1 pezzetto di radice di zenzero

-olio e.v.o. q.b.

-sale marino integrale q.b.

-1 cucchiaino di curcuma

Procedimento:

mettere in ammollo il sorgo bianco per circa 2 ore. sorgo bianco +broccoletti2Nel frattempo pulite e mondate i broccoletti, lavateli. Cuoceteli in acqua salata a cui avrete aggiunto un cucchiaino di curcuma. Scolateli. Cuocete il sorgo bianco in acqua salata per 15 minuti: il rapporto sorgo bianco  acqua è di 1:3 ! In una padella versate l’olio e aggiungete lo spicchio d’aglio e la radice di zenzero tritati. aggiungete i broccoletti e lasciateli insaporire. Unite il sorgo e lasciate che i sapori si fondano. Per terminare un giro d’olio a crudo e servite. 

Ricetta semplice e veloce perchè al sorgo bianco bastano solo due ore di ammollo e due ore passano in fretta! Considerate che si gonfia parecchio per cui se ne cucinate un po’ di più potete tranquillamente conservarlo in frigorifero per la solita “schiscetta” del giorno dopo. Ha un sapore delicato e sono sicura che vi piacerà così come è piaciuto a Luca che è andato oltre le dosi consigliate! E, poi questa graminacea strizza l’occhietto!

sorgo bianco +broccoletti7

buona Pasqua 2015

7primavera15

Lo staff di broccolo&carota augura a tutti

buona Pasqua

Gaia, Cristina, Luca

la vecchia torta di carote e un nuovo aiuto in cucina

Quando sono passata da un alimentazione vegetariana a una vegana ho rimpianto la mia torta di carote che preparavo con le uova e lo zucchero! Una torta veramente buonissima senza farina e quindi senza lieviti! Piaceva proprio a tutti. Non so perché non ho mai pensato di rifarla in versione veg! Forse solo perché apparteneva al passato… Esisteva anche una teglia appositamenta dedicata a questa torta e al mio castagnaccio. La mitica teglia è stata buttata un ultimo dell’anno: dopo una lunga ricerca, finalmente ero riuscita a recuperarne un’altra delle stesse dimensioni.

Giovedì dalla mensola della cucina sono franati un po’ di libri e, guarda il caso, un libro si è aperto sul pavimento proprio sulla pagina della ricetta! È un segno! Domani si fa la prova veg!

Venerdì: fatta! Crocetta!

Una prova veg che è riuscita perfettamente: non solo stava insieme (mia grande preoccupazione? Come se non avessi mai fatto torte con la farina di mandorle?!) ma il suo gusto non aveva minimamente sofferto della mancanza delle uova e dello zucchero. Luca mi ha aiutato nella preparazione: avete bisogno di qualcuno che vi lavi le carote? È bravissimo! Non solo, è anche appassionato del robot di cucina e meravigliato osservatore di quello che succede dentro (il mio è trasparente e si vede proprio tutto!).

          13torta carote     11torta carote

Si è mangiato la torta cantando “Tanti auguri a te!”, pare che dopo il suo secondo compleanno lo faccia ogni volta che gli viene offerta una torta. Troppo simpatico! Ha voluto fare cin cin con i cucchiaini!

È bello sentire che ogni giorno è una festa!

          37torta carote      39torta carote

Questa foto è bruttina (e sono clemente con me stessa!) ma voglio farvi vedere come si riesce perfettamente a tagliare a fette questa torta, pur rimanendo un dolce al cucchiaio. E non guardate nel piatto di Luca: ho dovuto fargli pezzi più piccoli perché si riempiva la bocca con una fame incredibile! Prova nipote: superata!

torta di carote per un golosetto-furbetto e una nonna:

Ingredienti:6torta carote

-200 g. di carote

-2 cucchiai di malto di mais

-50 g. di farina di mandorle

Procedimento:

lavare e sbucciare le carote.

4torta carote  2torta carote

Tagliarle prima a julienne e poi passarle nel robot da cucina insieme alla farina di mandorle. Una volta ben impastate aggiungere il malto.

Sistemare l’impasto in uno stampo (diametro 12 cm.) rivestito con la carta da forno, e cuocere per 30 minuti a 180°C.

9torta carote

La prova stecchino in questo caso non funziona molto perché rimarrà umida, potete osservare con occhio attento quando la superficie si scurirà e togliere quindi subito dal forno.

Lasciate raffreddare e poi gustatevela. Più sana di così! Senza glutine, senza zuccheri e grassi cattivi.

27torta carote

 

Golden Milk o latte d’oro

Ultimamente sono inciampata più volte in post dove si parla di Golden Milk o latte d’oro. Cos’è? curcuma2E, certo, per chi non si aggira in ambiti yogici questa bevanda risulta sconosciuta. Il Golden Milk si prepara molto facilmente e ha grandi proprietà dovute al suo ingrediente principale: la curcuma. La curcuma è una spezia.

Sì, proprio lei: quella polvere gialla-arancio che colora tutti i piatti della cucina indiana e mediorientale. Io uso metterne un po’ anche nelle zuppe. Il suo colore giallo mi fa impazzire!

La medicina Ayurvedica e la Medicina Tradizionale Cinese la utilizzano per contrastare i processi infiammatori. Anche la medicina occidentale riconosce i benifici di questa spezia o meglio dire del suo componente principale la curcumina. Qui trovate tutte le informazioni. Ha proprità antiossidanti e antinfiammatorie, proprietà antidolorifiche (un esempio? I dolori mestruali!) ma soprattutto è efficace sui dolori articolari.

curcuma5

Ecco perché chi pratica yoga conosce il golden milk! È un grande aiuto per le articolazioni: le mantiene elastiche. Se non praticate yoga e fate sport vi consiglio di provarlo comunque. E se fate solo lo sport da tastiera meglio ancora perché contribuisce a rimuovere le tossine!

GOLDEN MILK

Ingredienti per la pasta circa 40 gg:pasta curcuma10

-1/4 cup di curcuma che tradotte sono: -120 ml

-1/2 cup d’acqua che tradotte sono: -60 g.

Procedimento:

Vi invito a vedere questo bel filmato che vi spiega bene come fare…

Si tratta di scaldare l’acqua insieme alla curcuma mescolando fino a che il composto si addensa un poco: deve risultare una pasta morbida.

Conservatela in un barattolo chiuso in frigorifero.

Ingredienti per il golden milk:

-1 tazza di latte vegetale a vostro piacimento (riso, soya, mandorle, avena, etc.)pasta curcuma2

-1/2 o 1 cucchiaino di pasta di curcuma

-1 cucchiaino di olio di mandorle dolci per alimenti bio 

-1 pizzico di cannella in polvere

-1 cucchiaino di succo d’agave

Procedimento:pasta curcuma11

bene, cominciamo… prendete una tazza del vostro latte vegetale preferito – io li alterno e li acquisto senza zucchero – intiepiditelo e aggiungete la pasta di curcuma, mescolate. Aggiungete l’olio di mandorle per alimenti. Un po’,.. tanto costoso! In vendita nei negozi alimentari bio. Nella ricetta tradizionale viene usato il miele (in India sono vegetariani e non vegani), io l’ho sostituito con il succo d’agave. Se devo dire tutta la verità e nient’altro che la verità… vi dico che io non lo dolcifico (ma io sono strana!). Terminate, ma questo è facoltativo, con un pizzico di cannella in polvere. Se vi piace il piccante ;)) potete provarlo con un po’ di pepe nero macinato! Il pepe nero è secondo l’Ayurveda un’attivatore dei rimedi.

pasta curcuma9      pasta curcuma8

Buona colazione!

pasta curcuma3pasta curcuma4

– Al ladro! Al ladro! – disse la nonna quella mattina quando il piccolo Luca si avvicinò incuriosito alla sua tazza di Golden Milk. Lui se ne era già impossessato, e aveva immerso la sua cannuccia azzurra. – Ma… quella tazza non era destinata a te, furbetto! – Non le restava che armarsi in fretta di un’altra cannuccia rigorosamente rosa, e cercare di riprendersi il suo latte d’oro!

           pasta curcuma5  pasta curcuma6

– Buono! Ancora! –

Accidenti, gli piace! Gli piace proprio!

Ah, scodavo di dirvi che la curcuma è anche un colorante vegetale e che le mani diventano gialle, gialle, vero Luca?

Per chi volesse approfondire la conoscenza dell’olio di mandorle basta cliccare qui!

strudel con le bietoline

Quanto mi piacciono le biete o erbette, voi come le chiamate? Devo dire che in questo periodo sto facendo quasi una cura di questa verdura che mi arriva dai gas, così ho cominciato a pensare a come poterle cucinare velocemente perché di saltarle in padella ero un po’ stanca! Con questa ricetta ho messo a tavola la mamma, che ogni volta mi guarda sorpresa perché riesco a preparare rapidamente un piatto che sembra molto elaborato. Insomma, mi fa sentire come uno di quei  cuochi televisivi che sfidano il cronometro per preparare qualcosa di buono. In realtà, penso solo che a lei sembra tutto incredibilmente veloce perché ha dentro di sé i tempi della saggezza! E qui, lei, avrebbe di che dire sulla saggezza! Ad esempio che sono tutte “cretinate” che in realtà la saggezza non c’entra nulla e quella lentezza si chiama vecchiaia! Beh, sì, lei è così!

Comunque, se precedentemente avete cotto a vapore le biete, non ci vorrà molto (tempi di marinata del tofu e ammollo delle uvette, a parte). Ve lo assicuro! Nei pochi minuti di cottura in forno potete sistemare la cucina e apparecchiare la tavola. Tutto ottimizzato!

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strudel con le bietoline

Ingredienti:

-200 g. di farina di farro integrale

-500 g. di biete o erbettestrudel bietole12

-200 g. di tofu

-1 cucchiaio di uvetta sultanina

-1 cucchiaio di pinoli

-1 cucchiaio di capperi sotto sale

-4 olive verdi

-olio e.v.o q.b.

-sale marino integrale q.b.

Procedimento:

lavate e mondate le biete, cuocetele a vapore. Schiacciate il tofu con i rebbi di una forchetta, salate, aggiungete dell’olio e lasciate riposare. Mettete i capperi in acqua per togliere il sale, sciacquateli bene. Ammollate l’uvetta. Setacciate la farina di farro, salate e sulla spianatoia aggiungete l’acqua (circa 1 bicchiere) e cominciate a impastare. Con il mattarello tirate la pasta non molto sottile. Sistemate sopra le biete, raffreddate. Aggiungete al tofu l’uvetta e i capperi strizzati, e sistemateli sopra le biete. Cospargete il tutto con i pinoli. Irrorate con un poco d’olio, se necessario. Chiudete il pacchetto e spennellate la superficie con l’olio. Mettete in forno a 180°C per 15-20 minuti. Tagliare a fette e servire.

È buono tiepido ma anche freddo. Ottima schiscetta per il pranzo di domani, quindi non mangiatevelo tutto.

strudel bietole24Anche questa ricetta va ad arricchire la raccolta IntegralMente di Daria

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broccolocarota expo.

torta dolce con le barbabietole e 5 anni da festeggiare

Gaia è arrivata mostrando la gonnellina bianca con disegni di uccellini blu. Una gonna che porta da ben tre anni grazie ad un elastico in vita e, se all’epoca era una lounguette, oggi è una minigonna sfiziosa che: – Fa anche la ruota, nonna. – Il venerdì già profumava di festa di compleanno, e quando arriva il suo compleanno non può che essere quasi primavera.

5 anni! Caspiterina, come passa il tempo e non si vede solo dalle gonne che si accorciano.

Quante cosa da fare! Prima tra tutte è preparare la nostra primavera con veli di tulle dai colori allegri che prendono il posto del bianco, del blu e dell’argento invernale. Ci sono i pulcini da mettere sul ramo fiorito di nastri. La mucca è sistemata: sdraiata sul prato a prendere il sole. C’è la coda della volpe scappata – non mi ricordo più quanti anni fa è successo che la volpe è stata sgranocchiata da Tiffany – ma che speriamo torni presto. Ci sono le coccinelle che Gaia ama tanto. Non ci resta che colorare le farfalle – Nonna, facciamolo insieme, però! -, e appenderle perché così volano meglio. Non può mancare un libro aperto con l’immagine della “Primavera” del Botticelli, perché non c’è solo Chagall!

Una passeggiata, in tarda mattinata,  al parco per vedere la primavera che fiorisce e a giocare un po’ su quei giochi che ora si fanno senza l’aiuto della nonna perché le misure ci sono, sia per arrampicarsi e sia per appendersi; e c’è la forza per spingersi in alto e ancora più in alto, autonomamente sull’altalena. La distrazione rimane, ed è quella che ti fa cadere e piangere una lacrima che la nonna asciuga prendendoti in braccio, anche se pesi e quanto pesi!

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– Che fiore è questo, nonna? – Scoprire una chiazza di violette profumate è un regalo inaspettato.

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Niente nanna, oramai siamo grandi, e possiamo solo riposare un pochino sul divano, insieme, abbracciate, guardando un cartone animato che adoro anch’io: Masha e Orso.

È un cartone animato russo che ha come protagonisti principali una bambina, Masha, masha_e_lorso_02che veste nel costume tradizionale e un orso, ex circense. Sono storie divertenti ambientate in un bosco. Masha testarda e vivace è entusiasta di ogni scoperta e di ogni novità, con il suo entusiasmo finisce sempre per combinare guai a cui Orso deve mettere riparo. Orso le è molto affezionato. Si esprime solo con gesti, cammina da bipide e ha atteggiamenti antropomorfi. Orso sa leggere, scrivere, ama cucinare, pescare, curare l’orto e il giardino, dipinge, suona diversi strumenti musicali. Naturalmente non ha dimenticato le abilità che aveva acquisito al circo: giocoleria, prestidigitazione. Possiede medaglie e coppe che difende dalla curiosità di Masha. Orso è una figura paterna e anche se cerca di tenere impegnata la bambina, per frenare la sua esuberanza e mantenere così la sua tranquillità, si prende cura di lei sopportando i suoi capricci. Quando fa qualcosa che non va la ammonisce col dito o la manda in castigo in un angolo della sua casa.

Molti altri animali entrano nella storia di volta in volta: ci sono due lupi perennemente affamati che vivono in una autoambulanza abbandonata nel bosco. Temono Masha e la sua imprevedibilità. C’è il coniglio che ruba le carote dall’orto di Orso ma è pronto a giocare con Masha e anche ad avvisare Orso quando lei si mette nei guai.

In attesa della grande festa di compleanno del sabato non potevamo non preparaci una torta. L’idea me l’aveva data Gaia qualche settimana fa con la richiesta della torta dolce di zucchine. Ma le zucchine non sono una verdura da equinozio, così mi era venuta voglia di provare a preparare la torta di barbabietola, torta di cui il web abbonda. Ho fatto ben tre tentativi e così posso darvi ben due ricette: una con farina di farro e una senza glutine con farina di miglio e farina di riso.

torta barbabietola senza glutine27

La prima volta, che ho fatto questa torta con farina di farro, risultava poco dolce (ricordate che io non uso lo zucchero, vero? Il malto o il succo d’agave sono i miei dolcificanti). La seconda volta ho aumentato le dosi di malto ed è venuta decisamente più appetibile anche per quelli che non hanno ancora abbandonato lo zucchero. La terza volta è andata ancora meglio, perché proprio ricordandomi la ricetta della torta dolce di zucchine, ne ho seguito le tracce e ho usato le stesse farine senza glutine.

torta barbabietola16

Ebbene sì, mentre la mamma Valeria terminava la supertorta di Robin Hood per la superfesta di sabato, io e Gaia ci siamo preparate una merenda con le candeline.

1,2,3! Soffia! Tanti auguri, Gaia!

torta barbabietola senza glutine25

torta dolce alla barbabietolatorta barbabietola senza glutine3

versione con farina di farro

Ingredienti:

-300 g. di farina di farro integrale

-140 g. di olio di mais

-200 g. di malto di mais

-200 g. di barbabietola pulita e cotta

-160 g. di latte di soyatorta barbabietola1

-1 bustina di cremor tartaro

-50 g. di cacao amaro

-200 g. di cioccolato fondente per la copertura

Procedimento:

passare al mixer la barbabietola. Setacciare le farine, il cremor tartaro e il cacao. torta barbabietola2Mixare l’olio con il malto e il latte di soya formando un’emulsione. Versatela, mescolando dall’esterno verso l’interno, alla parte solida. Aggiungete, sempre mescolando delicatamente, le barbabietole. Ponete il tutto in uno stampo (il mio era quadrato 22 x 22) rivestito dalla carta da forno. Infornate a 180°C per 30 minuti. Fate la prova stecchino, mi raccomando. Lasciate raffreddare. Preparate la copertura: sciogliete il cioccolato a bagnomaria, mescolando. Versatelo sulla torta, decorate come più vi piace. Lasciate riposare in frigorifero fino a consolidare la copertura.

C’è sempre qualcuno che decide di aiutare nella pulizia degli attrezzi di cucina utilizzati!

torta dolce alla barbabietolatorta barbabietola senza glutine5

versione senza glutine con farina di miglio e riso

Ingredienti:

-125 g. di farina di miglio

-125 g. di farina di riso

-50 g. di amido di mais

-200 g. di barbabietola pulita e cotta

-160 g. di latte di soyatorta barbabietola senza glutine8

-200 di malto di mais

-150 g. di olio di mais

-50 g. di cacao amaro

-200 g. di cioccolato fondente per la copertura

Procedimento:

seguite la precedente ricetta, cambiate solo i componenti della fase solida che sarà formata da: farina di riso, farina di miglio e amido di mais, cremor tartaro e cacao amaro.

torta barbabietola senza glutine17

torta barbabietola senza glutine15

La ricetta la invio alla Daria per la sua raccolta IntegralMente. integralmente-rid

spalmabile di carote viola e tofu

Quando una blogger decide di mettere ordine alle sue cartelle trova sempre qualche sorpresa. gaia crema viola2Dimenticata, ho trovato questa ricetta che avevo provato l’anno scorso. Una vera sorpresa perché nelle foto scattate c’è la mia testimonial ufficiale del blog! Guardo la foto: -Come è cresciuta! –

La ricetta l’aveva divertita molto perché le carote viola sono state un vero stupore! Anche per voi lo sono? No, non pensate a modificazioni genetiche, a radiazioni nocive, o a magie di cucina…

10

Le carote sono sempre state viola fin dal 1100, la carota arancione è stata sviluppata nel XVII° secolo nei Paesi Bassi. Furono gli olandesi nel 1720 a cambiarle il colore in onore della dinastia degli Orange non attraverso “modificazioni genetiche” ma per selezione successiva partendo da un seme. Per saperne di più leggete qui.

spalmabile di carote viola e tofu

Ingredienti:

-250 g. di carote viola1

-1 scalogno

-3 cm. di radice di zenzero fresca

-180 g. di tofu

-olio e.v.o. q.b.

-sale q.b.

Procedimento:

sbucciare le carote e affettarle a rondelle. Pelare lo zenzero e tagliarlo a pezzi. Pulire lo scalogno e affettarlo. In una pentola a pressione sistemare tutti gli ingredienti e versare tanta acqua da coprirli. Salare. Cuocere per 5 minuti a partire dal fischio. Sfiatare. Raccogliere la verdura con il colino e sistemarla nel mixer. Frullarla velocemente. Aggiungere quindi il tofu e l’olio necessario per ottenere una crema spalmabile. Conservare in frigorifero.

6

Il brodo di cottura non buttatelo: io l’ho sistemato in un contenitore e l’ho surgelato. È molto buono, credo che ne potrebbe essere utilizzato per un ottimo risotto! La crema spalmabile è ottima come antipasto o per farvi un panino veloce e anche sano.

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