muffin salati con verdure

Proverbio del giorno:

“Ogni domane porta il suo pane”

muffin salati vedure27

Tre in cucina e ognuno vuole fare quel che gli pare! Accidenti diventa sempre più complesso gestire i nipoti ai fornelli! Gaia è ormai autonoma mentre Luca vuole fare tutto anche quello che non è in grado di fare! Lei si sente un po’ privata del suo spazio e fa le facce e interviene. Lui non aspetta e cerca di mettere le mani dappertutto! Io mi sento una trottola che si muove da uno all’altro cercando di mantenermi concentrata ripetendomi a che punto della preparazione sono arrivata. Questi muffin salati veg che volevo da tempo provare, mi sono sembrati un ottima idea per cucinare insieme. Lui ha lavato le zucchine. Io mi sono occupata di tagliare le verdure. Lei ha setacciato la farina e mescolato, mescolato. Lei ha spennellato di olio gli stampini. Lui ha acceso il forno. Lei ha fatto le foto alla nonna e al fratello. Lui era felice e voleva mangiarli subito! Si possono mangiare in un sol boccone o si possono tagliare e spezzettare perché: “Interi non mi piacciono!”. 

Questa ricetta la consiglio a tutte le mamme e le nonne che hanno necessità di introdurre la verdura nell’alimentazione dei piccoli.

Ci sono tanti ingredienti ma non vi spaventate la ricetta è semplice e il risultato molto gustoso. Ci sono piaciuti tantissimo e credo proprio che riproverò a farli con altre verdure… già ci sto pensando… 

muffin salati vedure13

muffin salati con verdure

Ingredienti per 7 muffin:muffin salati verdure1

-230 g di zucchine

-75 g di carote

-20 g di cipollotto

-200 g di farina integrale di farro

-50 g di olio e.v.o.

-1/2 bustina di cremor tartaromuffin salati verdure5

-100 g di latte di soya

-sale marino integrale q.b.

-5 cucchiaini di panna di soya

-1 cucchiaino di curcuma

-1 cucchiaino di semi di lino

Procedimento:

lavare e mondare le verdure, tagliare a piccoli pezzi. In una teglia versare un poco d’olio e aggiungere la curcuma, mescolare. Unire le verdure e salare. Cuocere per pochi minuti: le carote si devono ammorbidire. Aggiungere la panna di soya. Lasciar raffreddare. In un contenitore setacciare la farina e il cremor tartaro. Unire i semi di lino. Salare. Versare l’olio e mescolare. Integrare con le verdure sempre mescolando. Aggiungere piano piano il latte di soya in modo da ottenere un impasto di media consistenza. Versare il tutto negli stampini. Cuocere in forno a 180°C per circa 20 minuti. Sono ottimi sia caldi che freddi.

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biscotti al cioccolato

Proverbio del giorno:

“Fino a sant’Ubaldo il freddo lotta con il caldo”

I biscotti sono golosi! Spesso mi dimentico della loro bontà e preferisco preparare torte. L’idea di portare dei biscotti fatti in casa a quella cena a cui ero stata invitata è stata una soluzione vincente. Sono così piaciuti che li ho fatti e rifatti per i nipoti, per l’amica che mi lancia la richiesta su facebook, per la mamma che viene a pranzo la domenica! Ottimi anche come accompagnamento al gelato che in questa stagione è comunque il dolce preferito. Questi biscotti hanno un tempo di cottura molto ridotto e quindi anche se andiamo verso la stagione calda (o dovremmo…) non vi sarà molto impegnativo accendere il forno. La ricetta proviene da una lunga esplorazione nel web perché si inventa poco ma si sperimenta molto, e si modifica a seconda delle proprie esigenze nutrizionali e del proprio stile alimentare e si tiene in considerazione eventuali allergie e intolleranze. Trovata su un blog americano e, modificata un poco, l’ho convertita nel nostro sistema di misura. Eccola!

biscotti cioccolato  vegan8

Biscotti al cacao vegan

Ingredienti:

-90 g di farina di farro integrale

-35 g di cacao amaro FBM_IT2_VERT_CMYK_POS

-80 g di zucchero di coccobiscotti cioccolato  vegan2

-sale marino integrale q.b.

-1/2 cucchiaino di bicarbonato 

-44 g di olio di cocco

-70 g di latte di soya

-20 g di sciroppo d’agave

Procedimento:

setacciare la farina, il cacao amaro, il sale, il bicarbonato, lo zucchero di cocco miscelandoli in un recipiente. Unire l’olio di cocco al latte di soya e allo sciroppo d’agave. Ricordatevi che l’olio di cocco a temperatura ambiente è solido quindi scaldatelo un poco in modo che passi alla fase liquida. Miscelate bene e aggiungete il tutto alla fase solida, mescolate dall’esterno verso l’interno. Quando avete ottenuto l’impasto mettetelo in una sac à poche a riposare in frigorifero per 30 minuti. Se non possedete la tasca del pasticcere  potete riempire un piccolo sacchetto per la surgelazione degli alimenti e al momento tagliare di sbieco un angolo: sarà perfetto! Rivestite con carta da forno la leccarda. Con l’aiuto della sac à poche versate un po’ del preparato in modo da formare i biscotti direttamente sulla carta da forno. Non pensate di utilizzare stampini sarà tempo sprecato perché non manterranno la forma. Infornate per 10 minuti a 180°C. Attenzione al tempo di cottura; come sempre ricordo che la temperatura e il tempo sono indicativi.

biscotti cioccolato  vegan11

Quando i biscotti si saranno raffreddati potrete metterli all’interno di una scatola opportunamente rivestita con la carta da forno. Ecco, ora sono pronti per essere regalati, saranno di certo ben graditi.

biscotti cioccolato  vegan3

Se volete fare le cose in grande potete preparare una scatola di biscotti misti, qui e qua potete trovare altre ricette veloci di biscotti!

foglie di amaranto e riso Basmati

Proverbio del giorno:

“Molti mestieri, molti pensieri”.

Quando arriva la bella stagione è possibile trovare sulle bancherelle del mercato un ortaggio dalle foglie piccole, rossastre.foglie di amaranto2 Sembrano delle bietole rosse ma non lo sono. Dopo averlo visto per alcune volte spiccare tra i verdi delle altre verdure, ho chiesto informazioni al mio ortolano di fiducia. Da buon asiatico me le ha consigliate con un good, good comprensivo di un massaggio rotatorio sulla sua pronunciata pancia, a significare che non solo sono buonissime ma che fanno bene. Ma cosa sono? Impossibile da capire: tante lingue, tanti modi di chiamare quella verdura. Così un po’ per fiducia e un po’ per non deluderlo ne ho comprato un mazzetto, non sapendo nemmeno come cucinarlo. A casa l’ho semplicemente lavato e mondato e lessato in poca acqua salata. Dolce, buono. Devo dire che oltre al palato anche la pancia ha apprezzato. Così la settimana seguente ho comprato un nuovo mazzetto. Ho indagato nel web e sono arrivata alla conclusione che quell’ortaggio è… anzi sono… foglie di amaranto! E non chiedetemi quale tipo di amaranto perché non lo so… Grazie! Se avete delle notizie in merito fatemelo sapere. Qui a fianco la foto dell’ortaggio. Qualcuno lo riconosce?

Così la ricetta si è fatta di nuovo improvvisando… semplice, quasi nulla perché il suo sapore è veramente speciale e meritava un altro assaggio in quasi purezza. Il rosso è bellissimo e con questo color amaranto ho condito il riso Basmati.

foglie di amaranto e riso Basmatifoglie di amaranto12

Ingredienti:

-1 mazzetto di foglie di amaranto

-1 scalogno

-sale marino integrale q.b.

-olio e.v.o. q.b.

Procedimento:

lavate e mondate l’ortaggio. Tagliate i gambi a pezzetti. Sbucciate lo scalogno e affettatelo sottilmente. In un tegame versate l’olio, unite lo scalogno e l’ortaggio (prima i gambi più duri da cuocere e poi le foglie). Salate. Coprite e lasciate stufare, aggiungete un po’ d’acqua calda se necessario. Cuocete il riso Basmati secondo le istruzioni riportate. La proporzione riso-acqua è di 1:2 . Unite il riso alla verdura.

basmati foglie amaranto17

Carnaroli con spinaci e mandorle

Proverbio del giorno:

“L’arcobaleno conduce il sereno”.

Quando i bambini arricciano il naso per mangiare alcune verdure bisogna ricorre d’astuzia. Non si può non inserire le verdure nella dieta di un bambino perché questo fa i capricci! Luca ama le verdure ma alcune hanno una consistenza che non gli è gradita. L’insalata e in genere la verdura a foglia ha difficoltà a mangiarla, di fatto ancora non ha capito bene come gestirla nella sua bocca e la foglia che gli rimane appiccicata al palato è effettivamente noiosa! Agli spinaci novelli, una vera bontà, non si poteva però rinunciare. Non è la prima volta che risolvo con il risotto, a lui piace molto e per invitarlo a giocare gli ho messo a disposizione tutti i miei ring ma solo dopo aver pulito lo scalogno! Ci mancherebbe: che faccia anche lui un po’ di gavetta come la sorella!

Ha scelto ovviamente il ring più complesso da riempire: quello a forma triangolare e quindi si è impiattato più o meno da solo il suo risotto!

Soddisfatto ha mangiato di gran voglia. Un aiutino è venuto anche da lui, Braccio di Ferro! braccio-di-ferroAnche se… “Io ce li ho i muscoli! Senti!“, e sai che ti toccherà testare i suoi bicipiti per tutto il pomeriggio! Quando gli ho proposto di assaggiare la foglia tenera di spinacio, “Una sola, per assaggiare. Altrimenti non saprai mai se ti piace oppure no!” Mi sono accorta che per lui il problema era di masticazione così abbiamo inventato il burgher banana-spinacio! La foglia di spinacio tra due fette di banana! Un po’ ridicola la cosa ma ha funzionato! Il mio scopo era quello che semplicemente provasse ad assaggiare e così è stato e pare che l’abbinata banana-spinacio gli piaccia! Giusto in tempo per essere pronto per il gelato agli spinaci che tra poco sarà la nostra merenda!

Carnaroli con spinaci e mandorle

Ingredienti per un bimbo e la sua nonna:

-120 g di riso Carnaroli

-una manciata di spinacirisotto spinaci7

-1 scalogno

-mandorle tritate q.b.

-sale marino integrale q.b.

-olio e.v.o. q.b.

-pepe nero q.b. opzionale

Procedimento:

sbucciare lo scalogno e lavare accuratamente gli spinaci. In un tegame versare l’olio e lo scalogno, lasciarlo imbiondire. Aggiungere il riso e mescolando lasciarlo brillare. Aggiungere gli spinaci, mescolare. Quindi cominciare la cottura aggiungendo man mano acqua calda salata (5 g per litro). Alla fine cottura versare le mandorle tritate e mescolare. Aggiungere il pepe nero se gradito.

risotto spinaci8

Altre preparazioni con gli spinaci?qui_quo_qua2 qui, quo, qua

piattoni o taccole con taro

Proverbio del giorno:

“Se piove di maggio, noci e fichi fan buon viaggio”.

Maggio è arrivato! Ecco la spesa di frutta e verdura del mese: asparagi, barba di frate o agretti, boraggine, gli ultimi broccoli e carciofi, carote, catalogna, cicoria e cicorino, cipollotti, coste, crescione, erba cipollina, erbette o biete, fagiolini, fava, gli ultimi finocchi, indivia, lattuga, ortica, piselli, porri, prezzemolo, radicchio rosso, rapa, rapanello, rucola, sedano, spinaci, taccole o piattoni, zucchine, tarassaco.

Il mercato offre in questo momento le verdure di primavera che appaiono colorate di quel verde nuovo. Ora è finalmente possibile nutrirsi con i legumi freschi: le taccole o piattoni, i fagiolini, ma anche le fave e i piselli.

taccole+taro+masala7

piattoni o taccole con taro

Ingredienti:

-500 g. di taccole o piattonitaccole+taro+masala3

-1 cipollotto

-3 eddo o taro

-1 cucchiaino di SAMBHAR MASALA o curry

-6 cucchiai di latte di cocco

-sale marino integrale q.b.

-olio e.v.o. q.b.

Procedimento:

mondare le taccole e lavarle. Tagliarle in due o tre parti a seconda della lunghezza. Affettare il cipollotto. Sbucciare il taro e tagliarlo a fette. In una padella versare l’olio e aggiungere la SAMBHAR MASALA o il curry, mescolare per qualche minuto. Aggiungere il cipollotto, mescolare. Versare le taccole, mescolare. Aggiungere il taro. Versare il latte di cocco a mano a mano che si asciuga. Lasciar cuocere coperto. Salare al termine della cottura.

taccole+taro+masala10

Questo piatto è indicato a chi è allergico alle solanacee. È un piatto che si può considerare completo avendo una fonte proteica data dai legumi, e una fonte di carboidrati data dai taro. Grassi sani e poco sale sostituito dalla masala.

Del taro vi ho già parlato qui. Per quanto riguarda la SAMBHAR MASALA potete leggere qua.

salsa di rapanello o ravanello

Proverbio del giorno:

“Dopo cena cammina, dopo pranzo riposa”.

Oggi sono stata al mercato a fare la spesa perché non ho potuto ordinare la spesa gas. Mi sono messa in fila ad aspettare il mio turno, così nell’attesa ho potuto assistere agli acquisti di una signora e di suo marito che mi precedevano. Devo dire che è più forte di me osservare cosa comprano gli altri: e ogni volta fantastico su cosa cucineranno con quella verdura e cerco d’indovinare. Questa mia curiosità mi permette inoltre di capire molte cose sull’idea che la gente ha della nutrizione. Intanto bisogna dire che la maggior parte delle persone non collega il cibo, e quindi la preparazione del pasto, a qualcosa che non solo deve soddisfare la nostra gola e riempirci la pancia ma fondamentalmente deve darci l’energia per vivere. Mi riferisco a quanto le persone dimentichino la possibilità di migliorare il proprio benessere anche tramite il cibo.

Non si tratta solo di scegliere il bio o il non bio, piuttosto di conoscere la stagionalità della frutta e della verdura. Mi accorgo sempre più che questa conoscenza è venuta a mancare: ci hanno portato ad avere tutta la verdura e tutta la frutta possibile in ogni stagione. Eppure il ritmo delle stagioni esiste ancora: il tempo del fiore, il tempo del frutto, il tempo del raccolto e il tempo del riposo. Sono ritmi che abbiamo anche noi nella nostra vita quotidiana o che almeno dovremmo tenere. carotagigantecopCosì si comprano le melanzane a gennaio e i cavoli a maggio. Le persone, lontane dalla terra, non conoscono più cosa, nell’equilibrio delle stagioni, la terra ci offre. Siamo alla fine d’aprile e abbiamo fragole enormi, meloni, albiccocche… tutto ci fa gola ma siamo veramente coscienti che quello che stiamo comperando non ha sviluppato il suo tempo? E ancora, che dire di carote così giganti che sembrano uscite da una favola

La coppia che mi precede compra un melone: piccolo, verde, annusato non saprà di nulla ma non importa perché aspettare ancora per mangiarlo? Qualcuno ha già l’anguria sul banco e ci sarà sicuramente qualcun altro che si farà tentare.

porri6 (3)La signora in questione, povera lei, l’ho presa come esempio ma non è certo l’unica, ordina dei porri e fa tagliare tutta la parte verde perché non ci sta nel carrello. Qui non posso che immaginare lei che trascina il carrello e il marito che se ne va con il mazzo di porri sotto l’ascella, in fondo i francesi lo fanno con il pane!
porri

Io, che sono una rompina, le chiedo perché non mangia la parte verde e lei, sorridente, mi dice che occorre troppo tempo per cucinarla. Il fruttivendolo sorride e mi schiaccia l’occhio: lui di sicuro le usa!

Acquista dei rapanelli o ravanelli e fa togliere le belle foglie verdi perché le danno fastidio in frigorifero. Qui me ne sto zitta, che è meglio! Ma la cucina non è un tempo dedicato alla cura della preparazione del pasto per noi o per i nostri cari? E poi, quanto tempo ci vorrà in più per cucinare la parte verde di un porro! E ancora il fruttivendolo ha pesato anche quella parte che lei ha già scartato prima ancora di arrivare a casa e lei l’ha pagata! Anche esteticamente guardate come è brutto un porro senza la sua parte verde! E non è bello ed estremamente elegante un mazzetto di rapanelli rossi con il suo ciuffetto di foglie verdi?

Sulla parte verde del porro o del cipollotto vi ho già raccontato quanti utilizzi possono avere e quando proprio non sapete che farne 4conservateli in frigorifero e fatevi una buona “minestra di scarto” aggiungendo anche con le foglie di rapanello!

Un buon uso delle foglie di rapanello è quello di prepararvi una sorta di “pesto” tra virgolette perché non pesteremo nulla ma useremo il mixer. Se lascerete la preparazione morbida diventerà una buona salsa per accompagnare le vostre insalate primaverili!

salsa di rapanello o ravanello

Ingredienti:

-foglie di un mazzetto di rapanellipesto foglie ravanello raw7

-1 spicchio d’aglio

-mandorle q.b.

-olio e.v.o. q.b.

-sale marino integrale q.b.

-peperoncino rosso opzionale q.b.

Procedimento:

dopo aver lavato accuratamente le foglie e averle asciugate le sistemerete nel mixer insieme all’aglio e alle mandorle. Frullate aggiungendo man mano l’olio d’oliva extravegine più buono che avete! Fatto! Potete anche congelare il tutto in vasetti.

Diversamente se avete lasciato la preparazione morbida potete condirci una spaghettata di zucchine e carote crude come ho fatto io!

pesto foglie ravanello raw8

Un’altra ricetta con le foglie di rapanello la trovate qui.

insalata profumata di sorgo bianco

prato margherite.jpgEccomi di nuovo con una nuova proposta per il sorgo bianco, il non-cereale di cui vi ho già parlato qui e qua.
Questo alimento mi piace sempre più e con l’arrivo del caldo ho pensato di provarlo freddo facendomi una insalata con le nuove zucchine e i piselli. Ho aromatizzato con le erbe di stagione: la menta, il basilico, il prezzemolo. Che profumo di primavera! Ho aggiunto la radice di zenzero e un poco di succo d’agave che hanno esaltato i sapori. Ricetta semplice e veloce ma ben equilibrata: senza glutine, proteica. Tutta salute! Vi piacerà!

insalata profumata di sorgo bianco 

Ingredienti per 2 persone:

-120 g. di sorgo bianco

-2 zucchineinsalata sorgo zucchine, piselli, zenzero, succo agave, prezzemolo, menta, basilico5

-1 pugno di piselli

-1 limone succo

-basilico q.b.

-menta q.b.

-prezzemolo q .b.

-2 cucchiaini di succo d’agave

-1 cm. radice di zenzero grattugiata

-sale marino integrale q.b.

-olio e.v.o. q.b.

Procedimento:

lavare e mettere in ammolo il sorgo bianco per 2 ore. Cuocerlo in acqua salata per 12 minuti. Scolare e raffreddare. Lavare le zucchine e tagliarle a piccoli pezzi. Pulire i piselli. In un piccolo tegame versare l’olio e cuocere i piselli e le zucchine. Le verdure devono rimanere croccanti. Lavare il prezzemolo, la menta e il basilico freschi. Aggiungerli alle verdure prima di spegnere il fuoco. Unire lo zenzero e aggiustare di sale. Condire con il succo di limone a cui avrete aggiunto il succo d’acero. Assemblare il piatto unendo il sorgo bianco alle verdure raffreddate.

insalata sorgo zucchine, piselli, zenzero, succo agave, prezzemolo, menta, basilico5

torta di recupero del mattino al lemongrass

Quando si fa pulizia nella dispensa capita di scovare prodotti che sono in via di scadenza. Ecco che una torta può servire per utilizzarli evitando di buttarli. torta del mattino18Questa torta nasce così un po’ per caso: vuole essere un’invito a tutti voi a non buttare gli alimenti ma trovare il modo per metterli insieme e farne una bontà.

Le dosi per questo dolce sono state dettate dalla quantità di prodotto che rimaneva nelle confezioni. Il dolce è senza zuccheri: ciò è possibile utilizzando l’uvetta, i canditi e la banana che sono già naturalmente dolci. È una torta di prima colazione: nutriente e leggera, per coccolarsi un po’ e tornare a un regime meno zuccheroso da dopo feste! lemongrass1Una cara amica, di ritorno da un viaggio in Egitto, mi ha portato un bel pacchettino di lemongrass. Il suo profumo è fantastico, riempie la cucina. Così mi è balenata in testa l’idea di utilizzare nella preparazione del dolce il tè al lemongrass. Se non ne avete restate fedeli alla scorza di limone bio e aggiungete solo acqua. Quello che è uscito dal forno è una torta semplice con pochi grassi e pochi zuccheri, una torta un po’ biscotto da inzuppare.

torta del mattino11

torta di recupero del mattino

Ingredienti:

-170 g di farina integrale di migliotorta del mattino5

-50 g di farina integrale di farro

-1 banana media

-30 g di uvetta sultanina

-15 g di canditi

-20 g di olio di semi di girasole

-400 g di tè di lemongrass

-1/2 bustina di cremortartaro

-sale un pizzichino

Procedimento:

ammollare l’uvetta in acqua. Preparare il tè di lemongrass aggiungendo all’acqua bollente una manciatina di foglie seccate. Filtrare dopo 15 minuti. Lasciar raffreddare il tè. Schiacciare la banana con i rebbi di una forchetta. Setacciare le farine e il lievito e unirli. Aggiungere l’olio e mescolare. Unire il tè e mescolare. Aggiungere la banana, i canditi e l’uvetta ben strizzata. Mescolare. Versate il tutto in uno stampo per torte oliato o rivestito da carta da forno. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 20 minuti.

torta del mattino22

Lasagna di una domenica di primavera

Domenica mattina,  festosi e allegri come sempre, sono arrivati i nipoti. Dalla borsa di Gaia escono subito i loro piccoli giochi di casa che da un po’ di tempo portano in trasferta dalla nonna. Pochi minuti in cui mi presentano principesse rosa e moto brum-brum, velocissime. Poi vengono abbandonati sul pavimento: quello che si combina dalla nonna Kiss è molto più divertente.mattoncini di cera colorat

Cominciamo con l’arte: ormai si dirigono nello studio e chiedono materiale per disegnare e colorare. Fogli, mattoncini di cera colorati, e via si può cominciare… Gaia ha scoperto le texture, un po’ per caso visto che aveva deciso di starsene seduta a terra a lavorare. Il disegni texture gaia aprile14-5pavimento in rilievo le ha fatto scoprire che le cere strisciate sul foglio lasciano segni strani e molto interessanti.

Alcuni di questi sono rimasti proprio lì, sul pavimento!
Mentre Luca si produceva in girolì, io e Gaia siamo andate alla ricerca di nuove superfici che potessero permettere di lasciare tratti diversi sul foglio.disegni texture gaia aprile14-7

È bastata una rete di plastica, una tavola di legno, persino la rete delle arance! Il materiale non manca di certo!
A metà mattina è arrivata anche la nonnabis, la nonnabella come veniva chiamata da mia figlia Valeria quando era piccola e, come oggi, viene chiamata da Luca. Anche lei voleva disegnare!

Io invece avevo in programma di preparare una lasagna. «Una lasagna?» Direte voi pieni di stupore? Sì, una lasagna!

I primi asparagi di stagione, sono arrivati e so quanto questi piacciano alla nonnabis!

asparagi 5

La pasta per le lasagne l’ho comprata in un negozio lasagna asparagi6bio, rigorosamente senza glutine a base di farina di mais e farina di riso: vi posso assicurare che è buonissima e se lascerete la besciamella morbida non ci sarà nemmeno il bisogno di cuocerle prima.
La ricetta non è velocissima ma sarete ripagati dalla bontà!

Abbondate nelle porzioni perché le dosi che vi darò sono state un po’ ristrette per noi e non abbiamo potuto fare il bis.

lasagna di una domenica di primavera

Ingredienti per 2 nonne e 2 nipoti:

-9 fogli lasagne senza glutine di farina di mais e farina di riso

-300 g di asparagi

-5 cucchiaini di panna di soyalasagna asparagi3

-1 scalogno

-500 ml di latte di soya

-4 cucchiai di farina di riso

-zafferano q.b.

-olio e.v.o. q.b.

-sale marino integrale q.b.

-pepe nero q.b.

-arachidi tostate non salate q.b.

Procedimento:

per prima cosa mondate gli asparagi e cuoceteli nell’asparagera lasagna asparagi10con un po’ d’acqua. Affettate lo scalogno sottilmente. Una volta cotti, tagliate gli asparagi in pezzetti, conservate le punte. In una padella versate l’olio e aggiungete lo scalogno e i pezzetti di asparagi. Salate e cuocete finché lo scalogno diventa trasparente. Mettete il tutto nel mixer e frullate insieme alla panna di soya. Aggiustate di sale e pepe.
Preparate la besciamella: scaldate il latte di soya aggiungete lo zafferano e mescolando versate la farina di riso. Salate. Lasciate addensare ma non troppo deve rimanere abbastanza fluida così non lasagna asparagi9dovrete precuocere le lasagne. Ora, come osservava Luca, avete una “cosa gialla come la polenta!” e una “cosa verde speciale”. Prendete una teglia spennellatela con del buon olio extravergine d’oliva e cominciate a sistemare il primo strato di pasta.
Sopra a questo versate la besciamella, la “cosa gialla come la polenta!” e sopra metterete le punte d’asparagi che avete tenuto da parte. Ricoprite il tutto con la “cosa verde speciale”. Ora dovete continuare con la pasta e fare un altro strato. Considerate di non fare più di tre strati. Ultimate sistemando le arachidi tostate, non salate.

lasagna asparagi16Se vi siete ricordati di accendere il forno a 180°C, non dovete fare altro che infornare per circa 20 minuti e tenere calmi gli affamati! Questi, preso possesso del pentolame e dei relativi cucchiai, si contendevano la pulitura del fondo!

Le foto non sono un granché: si sono così velocemente buttati sulla lasagna che la fotografa è rimasta spiazzata!

A destra potete osservare una bella faccia soddisfatta di lasagna!

lasagna asparagi8

buona Pasqua

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