addio all’estate: babaganoush

Proverbio del giorno:

“L’estate muore sempre annegata”

melanzana3Alle porte dell’autunno nella mia cassetta gas è arrivata l’ultima melanzana della stagione. Sola, soletta ho pensato che era perfetta per preparare il babaganoush. Baba Ganoush o babaganoush? In italiano viene chiamato caviale di melanzana o paté di melanzana. È un piatto della cucina mediorientale dal caratteristico sapore affumicato. È una vera golosità e in genere viene servito come antipasto e viene regolarmente spazzolato. Questa salsa è concettualmente simile all’hummus ma mentre in questo vengono usati i ceci nel babaganoush vengono usate le melanzane. In comune hanno la tahina. La tahina è una salsa di sesamo anche’essa fa parte della tradizione mediorientale: i semi di sesamo bianchi vengono prima tostati e poi macinati insieme all’olio di sesamo fino a formare una pasta. Alcune mie ricette con la tahina le trovate qui, qua.

babaganoush

Ingredienti:babaganoush7

-300 g di melanzana

-2 spicchi d’aglio

-5 g di tahina

-1 limone succo

-olio e.v.o. q.b.

-sale marino integrale q.b.

A piacere potete aggiungere: paprika, prezzemolo o coriandolo fresco.

Procedimento:

lavate la melanzana, incidete con la punta di un coltello la sua buccia, rivestitela con il foglio d’alluminio e mettetela in forno a 200°-220°C per circa un’ora e mezza. Togliete il foglio d’alluminio, fate attenzione a non scottarvi e tagliate la melanzana in due. Con l’aiuto di un cucchiaio scavatela e raccogliete la sua polpa. Nel mixer sistemate la polpa e unite l’aglio, la tahina e il succo di limone. cominciate a frullare il tutto. Aggiungete l’olio man mano in modo da raggiungere la consistenza desiderata. Salate.

Alcuni tolgono i semi della melanzana, io NO! Io preferisco le ruvidità.

babaganoush4

Come sempre ricordo che le melanzane fanno parte della famiglia delle solanacce pertanto chi fosse allergico e/o intollerante dovrà -Ahimé!- rinunciare a questo piatto. teary-eyed-emoticon

crostata di fichi

Proverbio del giorno:

“Buon maestro fa buoni scolari”

crostata fichi30

– I fichi, i fichi! Nonna, ti abbiamo portato i fichi! – arrivano correndo, saltellando da un gradino all’altro tutti e due felici di avermi portato questo dono. Qualche giorno prima avevano visto la fotografia di una torta con i fichi e mi avevano chiesto espressamente di preparargliela. Non avevo in casa i frutti e così mi hanno assicurato che sarebbero andati loro personalmente, di persona, io!, io!, no tu sei piccolo non ci arrivi, no, io sono grande! sfidando le vespe a coglierli dall’albero, no, tu non ci arrivi! io, sì che ci arrivo perché sono grande! durante il week end in campagna e me li avrebbero portati proprio per fare quella torta. Torta che per altro non era veg. Così, cercata una buona ricetta per una base tipo crostata veg, io e Gaia ci siamo date da fare con grande entusiasmo…  La base della crostata è stata preparata aggiungendo all’impasto della scorza d’arancia essiccata, il suo aroma contrasta pienamente con la dolcezza dei fichi. 

qualcuno sbirciava curioso,

qualcuno faceva occhietti da furbetto,

qualcuno fotografava,

e qualcuno si metteva in posa angelica…

foto di Gaia

siconio

 

Immagine dal web

 

 

Lo sapete che quelli che noi chiamiamo fichi e pensiamo siano i frutti della pianta del fico non sono i suoi frutti ? Questi falsi frutti sono in realtà una grossa infruttescenza carnosa chiamata siconio.

 

Qui ci vuole l’enciclopedia… dalla Treccani

Siconio Infiorescenza del genere Ficus (e dell’infruttescenza che ne deriva), costituita da un complesso di numerosi piccoli fiori maschili e femminili, privi di petali, che tappezzano la parte interna del ricettacolo; questo, carnoso alla maturazione, ha forma di orciolo ed è comunicante con l’esterno per mezzo di un’apertura (ostiolo) nascosta da numerose piccole brattee squamiformi. 

Sapete che esistono più di 150 varietà di fichi? Possono essere bianchi, marroni, viola, verdi, neri. Se volete sapere qualcosa di più sulla pianta del fico potete cliccare qui.

crostata fichi8

foto di Gaia

crostata con i fichi

Ingredienti:crostata fichi19

-550 g di fichi neri e verdi con buccia

-300 g di farina integrale di farro

-150 g di malto di riso

-80 g di olio di mais

-1/2 bustina di cremor tartaro

-2 cucchiai di scorza essiccata d’arancia homemade

Procedimento:

pulite i fichi togliendo l’apice del frutto e tagliandoli in quattro pezzi. Naturalmente, se conoscete la provenienza dei fichi e sapete che la pianta non è stata trattata, potete crostata fichi26utilizzare anche la loro buccia. In una terrina setacciate la farina di farro, il cremor tartaro e la scorza d’arancia essiccata. Se non avete la scorza d’arancia essiccata grattugiatene di fresca. Preparate la parte liquida mescolando l’olio con il malto con l’aiuto del mixer. Sarà proprio la parte liquida a unirsi a quella solida. Mescolate dall’esterno verso l’interno. Ungete uno stampo o usate della carta da forno. Quando avrete ben impastato dovrete cominciare a riempire il vostro stampo aiutandovi con le mani. Livellatelo per bene e poi cominciate a ricoprire la superficie con i fichi: alternateli, un po’ di neri e un po’ di verdi. Infornate per circa 20 minuti a 180°C, come sempre i tempi sono indicativi ognuno conosce il proprio forno!

 

dalla zucca al cacao passando per il grano saraceno…

Proverbio del giorno:

“Di settembre e d’agosto, bevi vino vecchio e lascia stare il mosto”

Eccoci quasi alla fine dell’estate: le giornate più corte ce lo segnalano senza possibilità d’inganno. È stata un’estate dolce, direi che assomigliava più a una calda primavera. Piacevolissima. E voi siete tornati dalle vacanze? Vi siete riposati? Avete goduto delle meraviglie della natura? Vi siete coccolati e anche un po’ viziati?

La zucca è già stata raccolta e la ritroviamo nelle sue diverse qualità. Adoro la zucca e non solo in cucina: trovo che sia l’ortaggio che meglio esprime  nelle sue forme e nei suoi colori -i verdi, i marroni, i gialli e gli arancioni- il passaggio dall’estate all’autunno .

La ricetta di oggi trova tra i suoi ingredienti proprio la zucca e i ceci che, almeno per me, sono una coppia sempre felice nel piatto. Diventeranno un condimento per una pasta speciale naturalmente senza glutine perché fatta con farina di grano saraceno. penne rigate grano sarceno1Una prima versione di questa piatto l’avevo improvvisata un anno fa per la zia Giulietta in Valmalenco, dove il grano saraceno è di casa. Negli ingredienti entravano in gioco anche le noci oggi sostituite dai pistacchi dal sapore più morbido. Il cacao amaro per il gran finale; non è la prima volta che ve lo propongo sui primi piatti. Ve li ricordate? No? Andate a sbirciare… 

qui_quo_qua2qui, quo, qua sono quelli con il riso Carnaroli mentre il più recente, questo è con il riso rosso Ermes.

Questa volta il cacao sono andata personalmente a prenderlo dall’altra parte dell’oceano ed è ancora sotto forma di palla… una bontà!

Penne rigate di grano saraceno con ceci8

penne rigate di grano saraceno con ceci, zucca e cacao

Ingredienti per due persone:

-120 g di penne rigate di grano saracenozucca2

-250 g di zucca Delica bio

-100 g di ceci lessati

-35 g di cipolla rossa

-olio e.v.o. q.b.

-sale marino integrale q.b.

-cacao amaro q.b.

-alcuni pistacchi non salati

Procedimento:

lavare accuratamente la zucca che se sarà bio potremo utilizzare con la sua buccia. Tagliarla a cubetti non molto grandi. La sera prima avrete messo a riposare i ceci in acqua e passata la notte li avrete lessati in acqua con l’aiuto della pentola a pressione per circa 50 minuti insieme ad alcune foglie di salvia. Scolati, saranno pronti per l’uso. In una padella versate l’olio e unite la cipolla affettata e la zucca. Penne rigate di grano saraceno con ceci1Salate e lasciate cuocere aggiungendo se è il caso un po’ di acqua calda. Quando la zucca sarà quasi cotta togliete i pezzi con la buccia e passateli al mixer con un po’ d’olio.
Rimettete il tutto nella padella e aggiungete e i ceci. Aggiustate di sale e mescolate fino a completa cottura. Portate a bollore in una pentola l’acqua per la pasta, salatela (5 g di sale per litro d’acqua) e buttate la asta. Fate attenzione al tempo di cottura: state un po’ indietro perché la pasta scolata verrà saltata in padella. Ecco, proprio così! Ora è il momento del cacao amaro che lascerete scendere a pioggia con l’aiuto di un setaccio. Per ultimi arrivano i pistacchi a dare il croccante.

Penne rigate di grano saraceno con ceci18

Ah, dimenticavo… Buon Compleanno, zia Giulietta!

migliotto giallo con ceci neri

Proverbio del giorno:

“Brodo di verdura, medicina che dura”

E oggi a Luca cosa si cucina? Pensa che ti ripensa… avevo voglia di proporgli un cereale diverso, lo so che con il riso vado sul sicuro… volevo un altro cereale senza glutine così mi sono lanciata nella preparazione del miglio sperando che fosse di suo gradimento. Gaia, mentre mi aiutava nella preparazione del piatto, mi sussurrava all’orecchio: – Nonna, guarda che a Luca il miglio non gli piace! – Ecco! – Sssss… Non glielo diciamo! shhh-smiley-emoticon-clipart-royalty-free-public-domain-clipart-NbUCCF-clipart– Rideva furbetta, felice di essere mia complice. 

Ho subito messo in atto astuzie casalinghe da nonna che cerca di fregare il testardo nipote! Per cominciare: colorare il miglio di giallo con l’aggiunta di curcuma. Il colore l’avrebbe sicuramente confuso, abituato ai risotti gialli. Come sono distratti i maschi! Ecco la mossa successiva: suddividere il migliotto in stampini da muffin, che poi ci si diverte con la canzoncina… “Torta, tortella…”  E di questa pare proprio che non si possa più fare a meno.

migliotto ceci neri6

E per finire un po’ di gioco: Gaia e Luca si sono scelti il piatto e hanno decorato con altri ceci neri lo sfornato.* Luca si è divertito ancor di più a distruggere il tutto con la forchetta!

Comunque il “migliotto” gli è piaciuto e solo alla fine ho rivelato con cosa era fatto!😉

-Nonna furbetta!-

Dei ceci neri vi ho già parlato qui, vi basta cliccare e conoscerete la loro storia.

Altre ricette per il miglio: qui, quo, quaqui_quo_qua2

migliotto con ceci neri

Ingredienti per una nonna e due nipoti:

-150 g di miglio

-100 g di ceci nerimigliotto ceci neri3

-1 carota

-1/4 di cipolla rossa

-1 cucchiaino di curcuma

-sale marino integrale q.b.

-olio e.v.o. q.b.

Procedimento:

lasciate i ceci neri in ammollo in abbondante acqua tutta la notte, la mattina risciacquateli e teneteli ancora in acqua per 2-3 ore. Scolate e sciacquate ancora. La cottura in pentola a pressione consente di dimezzare i tempi: occorrono circa 40 minuti. Terminata la cottura scolateli. Affettate la cipolla e tagliate la carota a pezzetti. Lavate il miglio sotto il getto dell’acqua. In una pentola versare l’olio e buttateci il miglio, mescolando lasciatelo tostare un poco. Aggiungete la cipolla e la carota e procedete alla cottura del miglio aggiungendo acqua calda salata, a mano a mano, come quando preparate il risotto. Versate la curcuma. A metà cottura aggiungete i ceci neri. Attenzione ai tempi, troppo spesso sulle confezioni quello riportato non è corretto. L’acqua dovrà assorbirsi completamente. Versate il migliotto in stampini oliati e infornate a 180°C fino a quando si sarà formata una crosticina.

*Consiglio: quando cucinate i legumi preparatene un po’ di più, potete congelarli per usarli una prossima volta in cui sarete di fretta! La sera precedente trasferirete i legumi nel frigorifero in modo che si scongelino senza subire danni. 

migliotto ceci neri11

crostata al mango della nostalgia

Proverbio del giorno:

” Settembre bello, sole e venticello”

Che ne dite, ce la facciamo una torta? Questa seconda versione della torta al mango è veramente speciale!  Superesotica, con cacao e cocco! Golosa da leccarsi le dita. Non è difficile da preparare: organizzatevi con tutti gli ingredienti sul tavolo già pesati. Vi servirà un mixer, una tortiera (20 cm di diametro), una ciotola dove preparare l’impasto e un pentolino per preparare la salsa. Quando tutto è pronto e a portata di mano sarete velocissimi. Riordinerete la cucina mentre la torta sarà in forno. Più facile farlo che dirlo. Perché privarsi di questa bontà?

torta mango cacao cocco13

torta al mango della nostalgia

Ingredienti per la pasta:torta mango cacao cocco2

-300 g di farina integrale di kamut

-140 g di olio di riso

-100 g di malto di riso

20 g di cacao amaro

Procedimento:

setacciare la farina e il cacao in una ciotola. Con l’aiuto del mixer miscelare bene il malto e l’olio di riso. Unire la fase liquida a quella solida mescolando dall’esterno verso l’interno. Ungere uno stampo di 20 cm di diametro.

Ingredienti per la crema:torta mango cacao cocco3

-450 g di mango

-6 g di agar agar in polvere

-3 semi di cardamomo

-latte di cocco q.b.

Procedimento:

sbucciate il mango e tagliatelo prima a pezzetti, poi passatelo al mixer. Misurate la quantità ottenuta e portate a 500 ml aggiungendo il latte di cocco. In un pentolino versate il composto, aprite i semi di cardamomo e aggiungeteli. torta mango cacao cocco4Mettete a cuocere insieme alla polvere di agar agar. Mescolate fino ad addensare. Togliete dal fuoco. Una volta raffreddata versatela sull’impasto che avrete steso con l’aiuto di un cucchiaio. Non riuscirete a tirare la pasta ma dovrete compattarla con le dita. Non vi preoccupate se ci saranno delle “crepe”, quando sarà in cottura spariranno. Infornare per 30 minuti a 180° C. Quando toglierete la torta dal forno la crema avrà delle “rughe”, spariranno quando si sarà raffreddata completamente.

torta mango cacao cocco10

crostata al mango del ritorno

Proverbio del giorno:

“Quando il mare si lagna, la terra si bagna “

Il mango, lo adoro!  Assaggiare il frutto appena colto dalla sua pianta è un’esperienza gustativa che non dimenticherete mai! Fare colazione con un piatto colmo di fette di mango succulenti, maturi al punto giusto, il cui profumo vi avrà già fatto girare la testa prima ancora di portare alla bocca il frutto è qualcosa che vi riconcilia con la vita!

Certo è che, quando si ritorna a casa, avendo acquisito una tale sana abitudine alimentare godereccia cercherete di resistere nell’andare subito a comprarvi dei manghi, ben sapendo che rimarrete delusi. Sappiate però che prima o poi la voglia di quel sapore vi farà entrare in un negozio o vi farà avvicinare a una bancherella del mercato per cercare disperatamente quel frutto che sicuramente non troverete più! Così è sempre per me! Resisto, resisto nel mio “non lo compro” per poi cedere e acquistare il mango d’esportazione! Per consolarmi mi regalo un dolce e anche un altro che mi faccia fare pace con la mia ritrovata quotidianità!

Lo sapete che il mango fa parte della famiglia delle Anacardiaceae? Quindi è un parente stretto del pistacchio e dell’anacardo. La pianta del mango può raggiungere 40 metri di altezza e può vivere a lungo, anche 100 anni! È un sempreverde: ha foglie grandi e i suoi fiori sono delle pannocchie bianco-rosate. Il frutto, lo conoscete bene, ha la buccia di colori diversi: verde, gialla, rossa o mix di essi.

crostata-mango7

 

“Nonna, toglimi quel moscerino dalla fetta, per favore. Io non mangio i moscerini!”

“Gaia, non è un moscerino è solo un semino di cardamomo!”

crostata al mango del ritorno

Ingredienti per tortiera diametro 24 cm:

per la pasta:

-300 g di farina di kamut

-140 g di olio di riso

-100 g di malto di risocrostata-mango4

per il ripieno:

-500 g di mango

-6 g di agar agar

-200 g di acqua

-3 semi di cardamomo

-100 g di succo d’agave

-succo di limone q.b.

Procedimento:

per la pasta:

miscelare l’olio di riso con il malto. Aggiungere alla farina la miscela e lavorarla. Stendere nello stampo.

per il ripieno:

sbucciare il mango e tagliarlo a pezzetti. Spruzzarlo con il succo di limone in modo che non si annerisca. Con un mixer, frullare i pezzetti di mango insieme al succo d’agave e all’acqua e all’agar agar. Aggiungere i semi di cardamomo. In un pentolino versare il tutto e portare al primo bollore mescolando. Lasciar raffreddare un poco quindi versare nella tortiera ricoprendo la pasta. Cuocere a 180°C per 30 minuti.

tortino speedy al microonde

Proverbio del giorno:

“Gobba a levante, luna calante”

Buongiorno golosi pigroni vacanzieri, oggi ho provato per voi una ricetta trovata nel web. La ricetta che ho velocemente annotata mi è apparsa in un social network e poi è scomparsa: vani sono stati i miei tentativi di ricerca per questo chi fosse il creatore di simil bontà si faccia avanti perché non è nei miei modi non citare la fonte. Detto questo la ricetta mi aveva colpita per quella cottura a microonde di ben 2 minuti! Siamo spesso pigri nell’accendere il forno e prepararci un dolce. Inoltre questo è un dolce monodose per cui se siete da soli è l’ideale: vi togliete la voglia e non rischiate di mangiarvi la dose per 6 persone! Il microonde è quella cosa che nella mia cucina è poco di più che un soprammobile: caduto in disgrazia da anni lo uso solo per scongelare o preparare la pappa al gatto!

Quello che vi serve per preparare il dolce, oltre agli ingredienti, è un contenitore adatto alle microonde. Io ho scelto il vetro. La prima volta che l’ho sperimentato ho diviso l’impasto in due e ho utilizzato dei piccoli vasetti. Il risultato è stato divertente: lievitando, grazie al bicarbonato di sodio, e aumentando così il suo volume, il dolce è traboccato fuori dai vasetti in parte rivestendoli di soffice pasta. Una sorta di vulcano in eruzione!

La seconda volta ho utilizzato tutto l’impasto e l’ho inserito in un vasetto medio per conserve. Ottimo risultato: una torta da picnic, divertente da mangiare con il cucchiaio. Naturalmente quando torneremo tutti al lavoro potremo portarcela tranquillamente per uno spuntino, un pranzo o una merenda.

tortini micro18

tortino speedy

Ingredienti per un tortino:

-60 g di banana senza bucciatortini micro20

-35 g di latte di mandorle

-20 g di cacao amaro

-15 g di burro di cocco

-8 g di farina di cocco

-30 g di succo d’agave

-una puntina di bicarbonato di sodio

La ricetta originale utilizzava la misurazione americana, l’ho convertita nel nostro sistema. Ho sostituito il burro di mandorle con quello di cocco già ingrediente della ricetta stessa. Lo zucchero è stato sostituito dal succo d’agave. Per decorare  potete scegliere tra i frutti di bosco (mirtilli, lamponi, fragoline, ribes, more) o impiattare con della marmellata di frutti di bosco.

Procedimento:

schiacciare la banana con i rebbi di una forchetta. Unire il latte di mandorle e mescolare. A seguire aggiungere ad uno ad uno gli ingredienti mescolando bene. Ricordo che il burro di cocco è solido a temperatura ambiente quindi deve essere riscaldato un poco per usarlo nella sua forma liquida. Versare il tutto in contenitori adatti al microonde. Cuocere alla massima temperatura per due minuti.

tortini micro26

 

acque aromatizzate

Proverbio del giorno:

“Acqua d’agosto dà castagne e mosto”

gocceacqua2.JPG

L’acqua è indispensabile per la vita. Ne hanno bisogno tutti gli esseri viventi: le piante, gli animali e naturalmente anche la nostra specie animale. L’equilibrio idrico nella stagione calda è da mantenere sotto controllo. La quantità d’acqua da assumere giornalmente aumenta per la dispersione corporea che il corpo mette in atto per regolare la temperatura interna. Una parte dell’acqua viene assunta attraverso il cibo. Nel caso di chi ha un alto consumo (come per i vegani) di verdura e frutta l’integrazione di acqua da bere è inferiore rispetto a chi ne consuma meno. L’estate ci offre molte verdure e una gran varietà di frutta ricca di acqua: sono il melone, il cetriolo, l’anguria, il pomodoro. Quando il cibo arriva nello stomaco i succhi gastrici, secreti dalle ghiandole, avranno bisogno d’acqua per poter lavorare al meglio così, nel caso di un’alimentazione asciutta, la richiameranno da tutto il corpo. Ecco perché mangiare cibi asciutti richiede di aumentare il consumo di acqua accompagnando il pasto con una bevanda.

Questa cosa non succede se l’alimentazione sarà umida, chi ha un pasto ricco di verdura e di frutta può anche non sentire il bisogno immediato di bere. Al contrario bere troppo non farà che diluire i succhi gastrici che saranno meno efficaci nel loro lavoro di digestione. In questo caso sarà meglio bere fuori dal pasto.

Cosa bere? Acqua, centrifugati di frutta, non facciamoci trarre in inganno dai succhi di frutta industriali o dalle bibite che contengono zuccheri che non faranno altro che aumentare la nostra sete.

Un’idea curiosa che ho sperimentato durante questa estate sono le acque aromatizzate e che consiglio a tutti quelli che non sopportano il sapore della sola acqua. Ammetto che quando ho visto le caraffe sul bancone del bar ho avuto un attimo di esitazione nell’assaggiarle. Vi ho messo curiosità? Ebbene le tre caraffe contenevano rispettivamente:

acqua e melanzana

aromatizzata melanzana

acqua e cetriolo

aromatizzata cetriolo

acqua e ananas

aromatizzata ananas

Acqua e ananas è facile da affrontare e non ci stupisce un granché, e anche acqua e cetriolo ma acqua e melanzana…

Eppure è proprio quest’ultima che mi ha piacevolmente sorpreso. Il barman mi ha raccontato la preparazione che a dirlo così mi sembra una vera esagerazione ma lui me lo spiegava con tale professionalità e convinzione che non potevo che starlo a ascoltare con tutta l’attenzione che potevo.

acque aromatizzatearomatizzata melanzana3

Ingredienti:

-1 l d’acqua

-4 fette di melanzana / -10 fette di cetriolo / -4 fette d’ananas

Procedimento:

lavare accuratamente la frutta e affettarla; sistemarla in una brocca con acqua fresca e lasciarla aromatizzare. “Dura un solo giorno!” così mi ha raccomandato il barman.

aromatizzata melanzana4

 

 

spadellata d’estate

Proverbio del giorno:

“Stelle fitte piove vicino, stelle rade piove lontano”

Le spadellate sono facili e veloci da preparare, perfette anche per chi è “negato ai fornelli”. Cucinata con le verdure rigorosamente di stagione. Assenti i pomodori a causa della mia intolleranza. Presenti le  zucchine, le melanzane e i peperoni. Ricordo che le melanzane e i peperoni fanno parte delle solanacee per questo il piatto non è adatto a chi è intollerante o allergico a questa famiglia di angiosperme dicotiledoni. C’è solo la fatica di accendere il fuoco con il caldo. Il tempo di cottura non è lungo: sarà sufficiente tagliare a piccoli pezzi la verdura così cuocerà in tempi ridotti. Potete aggiungere peperoncino se gradite un sapore piccante. Non devono mancare i profumi del basilico, del prezzemolo e della menta! Potete anche sostituire lo scalogno con cipolla e aglio. Sbizzarritevi aggiustando le dosi a vostro gusto e il piatto è fatto!

spadellata d’estatebasilico1

Ingredienti:

-1 melanzana tonda, tonda

-1 peperone verde, verde

-2 scalogniprezzemolo2

-2 zucchine

-basilico q.b.

-prezzemolo q.b.

-menta q.b.menta BM - Copia

-olio e.v.o. q.b.

-sale marino integrale q.b.

-peperoncino rosso q.b.

spadellata d'estate8

Procedimento:

lavare accuratamente le zucchine, la melanzana, il peperone. Lavare il basilico, il prezzemolo, la menta. Affettare gli scalogni, tagliare a dadini le melanzana, tagliare il peperone a strisce non troppo sottili, tagliare le zucchine a tocchetti. In una padella versare l’olio e aggiungere gli scalogni, la melanzana. Coprire e lasciar cuocere per qualche minuto. Quindi aggiungere il peperone e le zucchine. Salare. Aggiungere il peperoncino. Lasciar cuocere coperto, mescolare di tanto in tanto. A fine cottura unire le erbe profumate, mescolare e aggiustare di sale.

spadellata-destate2.jpg

insalata di cavolo cappuccio verde

Proverbio del giorno:

“Quel che è al sole, o matura o secca “

cavolo capuccio2Alle volte succede che le ricette si facciano un po’ da sole a partire da quello che hai in frigorifero, dalla poca voglia di cucinare, ma anche da ricordi che emergono piano piano mentre cerchi di assemblare il tutto. Una vita fa, ero ancora una ragazzina, conobbi in vacanza una signora americana che preparò per una cena conviviale “ognuno porta qualcosa” un piatto molto USA preparato con mele e  noci, il tutto sorprendentemente condito con maionese. Quel gusto così diverso dal nostro gusto italiano mi piacque molto: mischiare la frutta con la maionese era all’epoca una vera “americanata”, buonissima. Così mentre assemblavo la mia insalata di cavolo cappuccio mi è proprio banelata l’idea di aggiugere le noci, l’uvetta e la maionese che oggi è in versione rigorosamente vegan!

insalata cavolo verza capuccio krauto8

insalata di cavolo cappuccio verde

Ingredienti fai un po’ tu:

-cavolo cappuccio verdecavolo verza capuccio krauto2

-carote

-ananas

-uvetta sultanina

-noci

maionese di soya 

Procedimento:

affettate sottilmente il cavolo cappuccio e lavatelo. Pulite le carote e tagliatele a julienne. Ammollate l’uvetta sultanina in un po’ d’acqua. Tagliate l’ananas e dalle fette ricavatene alcuni pezzetti. Preparate la maionese di soya. Qui potete vedere la ricetta: è facile da preparare e se non l’avete mai provata vi esorto a farlo, non sapete quanto è buona! Ora non vi resta che unire gli ingredienti in una ampia ciotola: il cavolo cappuccio ben scolato, le carote, l’uvetta ben strizzata, i gherigli delle noci spezzettati, i pezzetti di ananas. Condite il tutto con la maionese e gustatevela.

insalata cavolo verza capuccio krauto2

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